Economia in ripresa grazie a Industria 4.0

di Barbara Weisz

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Confindustria stima un PIL sopra le attese per il IQ 2018, grazie all'Export ma anche agli investimenti in macchinari - complice Industria 4.0 - che trainano la domanda interna.

Non più solo Export a trainare la crescita economica italiana interviene ma anche la domanda interna, soprattutto grazie agli investimenti in macchinari delle imprese, stimolati dagli incentivi Industria 4.0. Risultato: il PIL salirà più del previsto nei primi tre mesi del 2018, almeno secondo le stime del Centro Studi Confindustria. Ricordiamo che le stime del Governo indicano un PIL 2018 in crescita dell’1,5%.

L’analisi di Confindustria segnala come, in generale, il 2018 si sia aperto all’insegna di una crescita più sostenuta rispetto all’anno precedente, diffusa in tutte le principali economie.

L’Italia, si legge nel report:

beneficia pienamente dell’accelerazione mondiale tramite una robusta espansione dell’export, cresciuto soprattutto nei paesi extra-area, e degli investimenti in macchinari e mezzi di trasporto, come indicano le valutazioni dei produttori di beni strumentali.

L’export è aumentato a prezzi costanti nel corso del 2017 (+6,3% sul 2016), con i mercati più dinamici individuati in USA, Polonia e Cina. Segnali positivi per inizio 2018 vengono dagli indicatori qualitativi sugli ordini manifatturieri esteri in gennaio, Confindustria ritiene che il settore continuerà a beneficiare del trend positivo a livello mondiale, trainato dagli investimenti.

Particolarmente positivi i dati sugli investimenti in macchinari e mezzi di trasporto, motore principale della domanda interna tra fine 2017 e inizio 2018.

L’associazione imprenditoriale si attende che l’incremento 2017 dell’occupazione dipendente venga ulteriormente irrobustito dagli sgravi contributivi.

Inflazione ancora bassa, frenata dai cali del prezzo del petrolio.

Per quanto riguarda la panoramica internazionale, negli USA aumentano l’occupazione e gli investimenti in costruzioni, il manifatturiero traina le economie BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), in Eurozona l’indice del sentiment economico è ai massimi dal 2000.