Cittadinanzattiva: TLC e non solo, l’Italia dei disservizi

di Noemi Ricci

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Si allunga la lista dei disservizi per cui ancora una volta si distingue l'Italia: secondo il X Rapporto Pit Servizi di Cittadinanzattiva, in prima fila telecomunicazioni, banche, energia elettrica, gas e servizi pubblici locali

Ancora una volta l’Italia conferma il proprio deficit nel campo dei servizi a consumatori e imprese, senza risparmiare nessun settore. I disservizi riscontrati dal X Rapporto Pit Servizi – Cittadinanzattiva “Servizi e PA dal punto di vista dei cittadini: dieci anni tra disservizi, reclami e nuove tutele”, presentato in questi giorni, riguardano Telecomunicazioni, banche, energia elettrica, gas e servizi pubblici locali.

Qualche esempio: il tempo medio per risolvere un guasto sulla linea telefonica è di ben tre mesi, addirittura di un anno per il cambio di gestore Internet. Incalcolabili i danni e le ricadute sulla qualità del lavoro in questi casi.

La lista è lunga (per cambiare fornitore di energia elettrica occorre circa un mese, otto mesi di attesa per un richiesta di rinegoziazione del mutuo…): disagi che se per il cittadino possono essere frustranti, per le imprese arrivano a rappresentare dei problemi seri che possono compromettere l’attività aziendale, sia in termini di produttività che di competitività.

Le TLC sono le più criticate, con il 20% delle segnalazioni (peggio del 2008, quando la percentuale era del 16%); seguono i servizi bancari e finanziari (18%, corrispondente ad un +40% rispetto al 2008), fornitura elettrica e gas (17%, +72% rispetto al 2008), i servizi pubblici locali come acqua, rifiuti, trasporti pubblici (16%, +24%).

Tra i diritti maggiormente violati nel 2009 troviamo il diritto alla qualità e alla sostenibilità economica. In generale, le liberalizzazioni e i cambi di fornitori causano ancora molti problemi e generano disagi, dovuti sia al periodo di “vuoto” in attesa del passaggio che agli errori nelle bollette, senza parlare poi dei casi in cui si riceve una doppia fatturazione.

L’Italia è tristemente nota anche per le carenze dei servizi pubblici (12% di lamentele), che peggiorano la qualità della vita soprattutto di chi li usa per recarsi al lavoro. Stesso discorso per la viabilità urbana (12%).

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