PMI e private equity: un 2006 da incorniciare

di Paolo Iasevoli

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Durante il suo annuale convegno l'Aifi ha presentato i risultati relativi al 2006: private equity in forte crescita tra le PMI, grazie soprattutto ai progetti di sviluppo aziendale

L’ambasciatore Usa in Italia Ronald Spogli aveva recentemente evidenziato le opportunità per le PMI italiane di godere delle attenzioni dei colossi americani del private equity.

Oggi l’Aifi, Associazione italiana del private equity e del venture capital, ha tenuto il suo annuale convegno in occasione del quale ha fatto il punto della situazione per il 2006, confermando quanto dichiarato dal diplomatico statunitense. Il 71% delle operazioni realizzate ha infatti avuto come target aziende con meno di 250 dipendenti, per un totale di 800 milioni di euro.

In generale, durante lo scorso anno gli operatori attivi in Italia hanno compiuto investimenti per una cifra superiore ai 3,7 miliardi di euro, con una concentrazione nettamente spostata al Nord, scenario dell’87% delle operazioni.

Il dato evidenzia un trend nettamente positivo, che segna un incremento del 22% rispetto al 2005. Scendendo più nel dettaglio, la raccolta è aumentata quasi del 70% toccando quota 2,27 miliardi di euro mentre i disinvestimenti sono raddoppiati: 1,76 miliardi contro i 906 dell’anno precedente.

Delle quasi 300 operazioni complessive, buona parte ha riguardato l’acquisizione di quote di maggioranza, che hanno attratto quasi 2,5 miliardi di euro. Il record più notevole se lo aggiudicano però le operazioni di expansion a sostegno dello sviluppo aziendale: +165% e un totale di 1,09 miliardi di euro.

« Con i risultati del 2006 l’Italia torna a essere il terzo paese in Europa per volumi investiti dopo Regno Unito e Francia»
sottolinea Anna Gervasoni, direttore generale dell’Aifi, mentre il presidente Gianpio Bracchi chiarifica come «l’obiettivo è che gli investimenti raddoppino a circa 8 miliardi di euro nel giro di qualche anno».

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