Brevetti: +4,9% in Italia tra il 1999 e il 2006

di Noemi Ricci

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Secondo l'Osservatorio Unioncamere sui brevetti e marchi, l'Italia primeggia in Europa per la crescita (+4,9%) negli ultimi anni del numero di brevetti depositati all'Epo, ma tra i Paesi del G9 è solo sesta

Presentato ieri a Roma l’Osservatorio Unioncamere sui brevetti e marchi, dal quale emerge un quadro italiano attivo e dinamico, all’avanguardia in Europa.

Ad aver depositato il maggior numero di domande di brevetto all’European Patent Office (Epo) – organismo di registrazione dei brevetti europeo – nel periodo 1999-2006 sono state ST Microelectronics (oltre 1300 richieste), Centro Ricerche Fiat (461), G.D. Spa (333), Pirelli Pneumatici (252), Pirelli Cavi e Sistemi (155), Telecom Italia (150), Fiat Auto (127), Ausimont (118), Sigma Tau, (117) e Danieli &C (115), tutte italiane.

Con un totale di oltre 3mila brevetti, quindi, queste aziende rappresentano da sole l’11,4% del totale.

Un dato che non basta, tuttavia, a far risalire l’Italia dal quart’ultimo posto nella classifica globale, che vede gli Stati Uniti farla da padrone.

In Europa l’Italia è invece preceduta da Francia e Gran Bretagna, nonostante la crescita nel nostro Paese sia superiore: +4,9% contro il +4% e +2,7% raggiunto rispettivamente dalle altre due.

Un risultato che porta l’Italia a primeggiare tra i Paesi del G9, in particolar modo nei settori delle macchine meccaniche, dei motori e della componentistica meccanica.

Per quanto riguarda il settore chimico, dell’elettronica e dell’informatica, ad emergere sono rispettivamente Russia e Giappone, Cina e Canada.

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