Lavoro: gap di competenze digitali

di Noemi Ricci

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Nel mercato del lavoro mancano competenze digitali, con evidenti differenze di genere, e solo il 30% degli HR Manager ha predisposto un piano formativo per sviluppare le competenze digitali e imprenditoriali.

Gli studenti, le studentesse e le imprese italiani non si dimostrano pronti ad affrontare le sfide del mondo digitale, stando ai risultati emersi dalla seconda edizione della ricerca “Il Futuro è oggi: sei pronto?” sulle competenze digitali e imprenditoriali nel mercato del lavoro realizzata da University 2 Business, la società del gruppo Digital360 con l’obiettivo di promuovere la cultura del digitale e dell’innovazione tra gli studenti universitari.

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Competenze digitali

Tra i risultati di maggiore rilievo il fatto che gli studenti risultino in ritardo nelle competenze digitali, oltre la metà (53%) di quelli universitari è ferma al livello base dell’uso di Internet e social media, il 45% dei maschi non ha alcuna competenza digitale specifica, solo il 12% gestisce un proprio blog o un sito web e appena il 9% conosce Seo/Sem, Social Network, Google Adwords. Le donne risultano in una situazione addirittura peggiore degli uomini con il 60% delle studentesse che non ha alcuna competenza digitale specifica.

Sono pochi gli studenti che conoscono le nuove professioni del digitale come il Social Media Specialist (25%), il Data Scientist (38%) o il SEO Specialist (34%). La maggioranza degli universitari non conosce tematiche di grande portata sociale come la “sharing economy” e non sa definire una “benefit corporation”.

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Eppure:

  • le competenze digitali sono importanti per trovare lavoro secondo due terzi degli studenti universitari italiani, per il 19% dei neolaureati tali conoscenze sono “essenziali” ai fini dell’assunzione, mentre il 50% le ritiene “molto importanti”;
  • il 58% degli studenti del Nord ritiene l’innovazione digitale il principale motore del cambiamento delle imprese (43% al Sud) – convinzione che riguarda soprattutto gli studenti di economia, informatica e ingegneria – seguita dalla green economy (45%) e dalla globalizzazione (34%).

Competenze imprenditoriali

Dal punto di vista della propensione all’autoimprenditorialità, ben il 61% degli studenti ed il 78% delle studentesse non hanno mai pensato di lanciare un’impresa. Questo nonostante per il 67% degli studenti siano necessarie anche esperienze imprenditoriali nella ricerca di lavoro e l’11% ha avuto un’idea di business. Va però segnalato un buon 12% di loro che ha già avviato o sta per avviare una startup. Per acquisire competenze imprenditoriali, il 35% degli studenti si è affidato ai corsi universitari, il 33% è ricorso alla rete e il 31% a corsi fuori dall’Università.

Per il loro ingresso del mondo del lavoro gli studenti:

  • in un terzo dei casi non ha ancora pensato a dove iniziare la propria carriera lavorativa;
  • il 47% vorrebbe iniziare in un’impresa “tradizionale” (secondo gli HR Manager solo il 33% degli studenti avrebbe questo desiderio);
  • il 2% in una propria startup (26% per gli HR Manager);
  • il 9% in una startup fondata da altri (5% per gli HR Manager);
  • il 18% in un’azienda dal business digitale (32% per gli HR Manager).

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Formazione in azienda

Per quanto riguarda le aziende solo un terzo ha un piano di formazione sul digitale: anche se nella maggioranza dei casi gli HR Manager dichiarano di avvertire una crescita dell’importanza del proprio ruolo nella gestione della trasformazione digitale e l’81% di loro evidenzia la necessità di inserire nuove risorse con competenze digitali, solo il 20% ha già realizzato una mappa delle competenze digitali/imprenditoriali dei dipendenti e appena un terzo ha costruito un piano formativo ad hoc per lo sviluppo di queste competenze.

Le principali azioni attivate per sviluppare le competenze digitali o imprenditoriali nelle aziende italiane riguarda:

  • iniziative di sensibilizzazione tramite intranet o campagne di comunicazione (53%);
  • corsi di formazione spot (51%);
  • workshop di innovazione (49%);
  • scouting di Digital Champions/Intrapreneurs (20%);
  • percorsi formativi strutturati (20%).

In fase di recruiting i manager danno importanza nel 94% dei casi alle competenze digitali: per il 51% sono “fondamentali” e per il 43% “molto importanti”. Diversamente le esperienze imprenditoriali sono importanti nella scelta di un neolaureato per il 60% degli HR manager. Il 61% degli HR Manager tiene conto del contenuto dei profili personali sui social network nella ricerca e valutazione di un neolaureato, aspetto che viene ritenuto importante solo dal 48% degli studenti.

Come principale motore del cambiamento aziendale, il 69% degli HR Manager indica l’Innovazione digitale al primo posto, seguita dagli “scenari macro-economici” (49%).

Lo studio ha visto coinvolto un campione di 2628 studenti statisticamente significativo di tutta la popolazione universitaria e un panel di 168 HR manager delle principali imprese del Paese.

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