Maturando il requisito a settembre, se si fa richiesta di Quota 41 per la pensione precoci entro 31 di novembre ed entro dicembre arriva l’esito positivo, dopo 3 mesi di finestra mobile arriverà il primo accredito: è corretto? Cosa succede in caso di mancanza fondi: slitta tutto automaticamente a marzo? E in questo lasso di tempo si può lavorare, magari in ritenuta di acconto?
Nel caso in cui la domanda di Quota 41 per i precoci è accolta, la prima decorrenza utile è indicata dall’INPS nella notifica di esito positivo. Le istruzioni sono contenute nella circolare INPS 99/2017.
La prima istanza che lei invierà entro novembre è la richiesta di certificazione del diritto: si tratta solo del primo step di una procedura che poi richiede, in caso di accoglimento, di trasmettere una seconda istanza, ossia la domanda di pensione vera e propria. Il trattamento previdenziale parte poi dalla prima decorrenza utile se questo iter termina in tempo. In caso contrario, dal mese successivo a quello di presentazione della domanda.
Se ha già maturato tutti i requisiti può anche presentare le due domande contestualmente, in modo da accorciare i tempi.
Se la domanda che lei presenta in novembre non viene accolta, lei dovrà nuovamente ripetere la procedura l’anno prossimo. Non ci sono automatismi. Quindi, entro il 31 marzo 2026 chiederà all’INPS di certificare il suo diritto, e successivamente, presenterà la domanda di pensione con la Quota 41.
La pensione precoci è stata introdotta dai commi 199 e seguenti della Legge 232/2016. In termini di requisiti, è accessibile con 41 anni di contributi di cui almeno 12 mesi versati prima dei 19 anni di età, a condizione di appartenere ad una delle quattro categorie di aventi diritto: disoccupati che hanno terminato di utilizzare la prestazione di disoccupazione, caregiver, disabili almeno al 74%, addetti a mansioni usuranti.
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Chiedi all'espertoRisposta di Barbara Weisz