Totalizzazione pensione e contributi esteri

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Matteo chiede

Ho lavorato per 20 anni in Italia, in Aeronautica Militare (INPDAP) ma da alcuni mesi mi sono trasferito all’estero per lavoro. Attualmente sono residente in Romania e iscritto all’AIRE, con permesso di soggiorno e contratto a tempo indeterminato, versando adesso i contributi pensionistici in questo Paese. Qualora domani dovessi rientrare in Italia ed essere nuovamente dipendente di un’azienda italiana, come dovrò agire per “ricongiungere” i contributi versati in Romania?

Barbara Weisz risponde

I contributi versati in diversi paesi UE si valorizzano utilizzando la totalizzazione internazionale. E’ prevista dagli accordi comunitari e dalla convenzione firmata dall’Italia. C’è un requisito minimo di un anno, per cui lei può inserire nella totalizzazione tutti i contributi versati in paesi UE per almeno un anno (52 settimane).

Un altro paletto è rappresentato dal fatto che i periodi di contribuzione non possono essere coincidenti. Ma non è il suo caso, visto che lei prima ha lavorato in Italia e poi si è stabilito in Romania.

La sua pensione sarà calcolata nel seguente modo: si calcola la cosiddetta pensione teorica, ovvero:

la prestazione cui l’interessato avrebbe diritto se tutti i periodi di assicurazione e/o di residenza maturati sotto le legislazioni degli altri Stati membri fossero maturati sotto la legislazione che essa applica alla data della liquidazione.

E su questa si applica il criterio del pro rata. Ogni paese nel quale sono stati versati i contributi calcola la sua quota applicando all’importo teorica della pensione un coefficiente basato sulla durata dei rapporto di lavoro nei diversi stati membri.

Lei presenterà la domanda di pensione nello Stato Membro di versamento degli ultimi contributi. Se lei tornerà in Italia, quindi, presenterà domanda in Italia, se resta in Romania presenterà lì la domanda. Il paese in cui presenta la richiesta di pensione provvede alle comunicazioni agli altri enti interessati. Un utile riferimento di prassi è la circolare INPS 88/2010.