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Contributi e voucher per lavoratrici madri

di Barbara Weisz

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Primi bilanci sulla misura introdotta in via sperimentale dalla Riforma del Lavoro in favore delle lavoratrici madri: voucher per asilo nido o contibuto baby sitter, bando INPS, strutture disponibili, graduatorie, erogazione fino a esaurimento fondi.

Primo bilancio (negativo) per la nuova misura introdotta in via sperimentale per gli anni 2013-2015 dalla Riforma del Lavoro (art. 4, comma 24, lettera b, della legge 92/2012)  – voucher per servizi di baby sitter o contributo mese per l’asilo nido – in favore delle lavoratrici madri, in alternativa al congedo parentale.

Le strutture convenzionate (che in base alla norma dovevano presentare specifica richiesta) sono solo 2.025, ossia meno della metà dei nidi privati in Italia (a cui si aggiunge la rete di 3.700 strutture pubbliche).

L’alternativa all’asilo – se quello di preferenza non compare nella lista delle strutture accereditate – resta il contributo di 300 euro al mese per sei mesi (o tre per le lavoratrici iscritte alla gestione separata).

Anche il Bando INPS per la richiesta di voucher o contributo ha goduto di una finestra temporale di appena 11 giorni:

=>Lavoratrici madri: voucher e contributi dal primo luglio

Al momento della domanda bisogna effettuare la scelta (vincolante e non modificabile) fra le due opzioni: voucher baby sitter (erogato alla lavoratrice), o contributo per la retta dei servizi per l’infanzia (erogato alla struttura).

Chi sceglie il voucher deve aver preventivamente effettuato l’iscrizione al nido, scegliendolo fra quelli convenzionati (elencati sul sito INPS).

La richiesta (vai alle istruzioni) deve essere presentata per via telematica dal portale INPS – Home > Avvisi e Concorsi > Avvisi con PIN dispositivo (leggi come si ottiene) o rivolgendosi ai patronati, resentando anche la dichiarazione ISEE.

Chi ha diritto a voucher o contributo

  • Madri, anche adottive o affidatarie, lavoratrici (dipendenti o in gestione separata) che siano ancora negli undici mesi successivi al termine del periodo di congedo di maternità obbligatorio.
  • Lavoratrici (dipendenti o iscritte alla gestione separata) beneficiarie del diritto al congedo di maternità obbligatorio per le quali la data presunta del parto sia fissata entro quattro mesi dalla scadenza del bando.
  • Lavoratrici che abbiano già usufruito in parte del congedo parentale: nel caso, il contributo potrà essere richiesto per i mesi di congedo non ancora usufruiti, con conseguente riduzione di altrettante mensilità di congedo parentale. Il contributo non è divisibile per frazioni di mese.
  • Lavoratrici part-time, in misura proporzionata rispetto all’orario di lavoro (vai alla tabella).

L’Inps pubblicherà l’elenco delle lavoratrici ammesse al contributo/voucher entro il 26 luglio (15 giorni successivi alla chiusura del bando). I fondi saranno erogati fino ad esaurimento delle risorse disponibili (pari a 20 milioni di euro annui), in base alla dichiarazione ISEE o, a parità di situazione economica equivalente, in base all’ordine di presentazione delle domande.

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