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Badbossology: caratteristiche dei cattivi manager

di Alessia Valentini

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La metà dei dipendenti ha lavorato almeno una volta con un cattivo capo: le conseguenze per lavoratori e aziende, i sette peccati capitali dei manager, alcune tipologie di boss problematici e le contromosse. Studi a confronto sulla badbossology.

Con il termine badbossology si intendono i cattivi capi, un fenomeno che sembra sia pericolosamente in aumento. Un tipo di mobbing le cui conseguenze per i dipendenti spaziano dall’aumento di stress, a possibili traumi, alla  depressione e comunque al  malessere, con ovvie ripercussioni sull’andamento aziendale.

Cause della badbossology

Sulla cosiddetta badbossology il professor Wayne Hochwarter, professore di Business Administration alla Florida State University, ha studiato per diversi anni la relazione capo-dipendente analizzando quei casi che portano alla lunga alla mancanza di performance aziendali.

Ne è emersa una classifica dei sette peccati capitali perpetrati dai cattivi manager, ma che potrebbero anche essere attributi in generale al modo di relazionarsi sul lavoro:

  1. Pigrizia, attuata da coloro che scaricano le attività sugli altri.
  2. Avidità, quando prendono meriti non propri a scapito dei dipendenti.
  3.  Gelosia, nei casi in cui non sopportano il successo di altri, sottoposti o meno.
  4. Gola, quando si impossessano di risorse che spetterebbero ad altri.
  5. Orgoglio, riscontrabile fra coloro alla costante ricerca di ammirazione.
  6.  Ira, evidente in coloro che perdono la pazienza e urlano.
  7.  Lussuria, risultante da chi non fa altro che appagare il proprio ego.

Numeri della badbossology

Le ricerche di Hochwarter sembrano evidenziare anche un peggioramento della situazione generale nelle relazioni in azienda quando le cose vanno male dal punto di vista economico finanziario.

L’ultima in particolare, svolta su 400 impiegati di medio livello, rivela che:

  • il 42% pensa che il proprio capo lavora più per sé stesso che per consentire l’aumento di produttività dei dipendenti;
  • il 42% non ha ricevuto incentivi o benefit promessi negli ultimi anni;
  • più del 40% ritiene che l’unica cosa divertente del proprio lavoro sia dare le dimissioni;
  • il 34% riconosce nel proprio capo la tendenza ad avere due facce, persona gradevole davanti ma che parla alle loro spalle appena possibile;
  • il 29% è convinto che il proprio boss non esiterebbe a sacrificarli per salvare il proprio lavoro.

Secondo un’indagine di OfficeTeam, azienda americana di recruiting, il 46% degli intervistati ha lavorato almeno una volta con capi irragionevoli, di cui il 27% ha dovuto lasciare il lavoro trovando un posto alternativo, l’11% lo ha lasciato anche senza avere una alternativa valida e il 24% è rimasto a subire ma ne ha sofferto fisicamente.

Gli altri hanno provato a trattare con qualche argomentazione, ma non ci sono dati sulla loro salute o sulle ripercussioni sul lavoro.

L’indagine è stata condotta in forma indipendente attraverso interviste telefoniche su un bacino di 441 dipendenti di almeno 18 anni stabilmente occupati in aziende medio grandi.

Robert Hosking, Direttore esecutivo di OfficeTeam, ha commentato la ricerca specificando che questa tipologia così lesiva di manager non è necessariamente composta da “cattivi”, bensì da persone quasi sempre esperte nella loro area tecnica ma assolutamente non dotate di attitudine alla leadership e che le “frizioni” conseguenti fra manager e dipendenti sono per lo più causate da stili diversi di lavoro.

La ricerca ha identificato cinque tipologie di bad boss, suggerendo eventuali contromosse.

Micromanager

Ha problemi di delega e quindi controlla continuamente l’operato dei suoi alitando loro sul collo. 

Contromossa: poiché il problema è la fiducia, mai mancare una deadline o una consegna; il manager deve sempre essere aggiornato specificando motivi e ragioni dei passi e delle azioni intraprese, evidenziando la qualità e quantità dei risultati ottenuti.

Scarso Comunicatore

Non fornisce spiegazioni chiare o non le fornisce affatto, mancano così obiettivi chiari e/o forniti per tempo che costringono ad effettuare le attività all’ultimo minuto o peggio a doverle rieseguire in funzione degli obiettivi reali.

Contromossa: contattare ogni altro collaboratore dello stesso progetto per acquisire il maggior numero possibile di informazioni e rendere esplicito al proprio boss che tali informazioni servono per lavorare secondo le sue aspettative. Infine si deve provare a concordare dei momenti di review per correggere il tiro del progetto.

Bullo

Non è disposto ad accettare un modo di lavorare diverso dal proprio e solitamente è un frustrato.

Contromossa: mantenersi calmi nel momento dell’ennesimo rifiuto alla propria proposta ed educatamente spiegare le proprie ragioni. A volte queste persone davanti alla razionalità e al ragionamento esposto con cortese attenzione, cambiano idea ed accettano di buon grado la tesi altrui.

Sabotatore

Annulla ogni sforzo profuso, raramente riconosce meriti anzi solitamente tende a prendersi i meriti altrui e incolpa gli altri se qualcosa va storta.

Contromossa: ci si deve assicurare che i propri contributi siano visibili e correttamente attribuiti. Buona norma è scrivere e distribuire i propri deliverable presso altri manager in modo che le tracce scritte siano reperibili e ben documentate all’occorrenza.

A sorpresa

Questi manager non sono prevedibili e alternano giornate di grande collaboratività a giornate totalmente all’opposto.

Contromossa: mantenersi calmi e composti, evitarli adducendo questioni urgenti nelle loro “giornate no”. Nelle altre accogliere educatamente ma diffidare.

Infine la regola d’oro sempre valida è di non colpevolizzare né demonizzare nessuno ma ricordare sempre che si tratta di relazioni professionali e non personali: quindi un po’ di distacco è d’obbligo.