Interfacce naturali, un business innovativo

di Nicodemo Ang

scritto il

Gestire e interagire con contenuti multimediali, fare pubblicità, predisporre un progetto: grazie all'italiana iO Agency tutto questo si può fare in modo rivoluzionario: muovendo le mani, posizionando degli oggetti o semplicemente camminando...

Il muro della stanza è cosparso di foglie e boccioli… naturalmente si tratta di semplici immagini. Eppure è possibile che tutto viva e si animi: basterà avvicinarsi per vedere le foglie muoversi e i boccioli aprirsi in fiori variopinti. Dietro a queste magiche fioriture non c’è un inspiegabile sortilegio ma una strategia aziendale chiara e lungimirante, e tanto lavoro.

Sveliamo l’arcano: il muro che fiorisce è nello showroom milanese di iO Agency, azienda veneto-toscana-lombarda specializzata nelle interfacce naturali. Si tratta di una modalità d’interazione con gli “oggetti” digitali che getta alle ortiche mouse e tastiere in favore di un’interfaccia gestuale molto istintiva e, per l’appunto, “naturale”.
A guidarci in questo mondo affascinante, che occulta perfettamente le proprie ascendenze informatiche dietro uno spesso strato di interattività semplice, c’è Michele Ridi, Direttore Strategia di iO.

La tecnologia

Il nostro ospite ci ha spiegato come iO si permetta il “lusso” di un reparto Ricerca e Sviluppo ben nutrito e dedicato alla ricerca pura, piuttosto che a progetti definiti: in questo modo l’azienda si è procurata un vantaggio tecnologico non indifferente. Anche il software operativo sviluppato in “C” dona alle azioni una fluidità non facilmente ottenibile con interfacce appoggiate “sopra” un sistema operativo.

Il sistema utilizza sofisticati algoritmi di riconoscimento delle immagini che decodificano i segnali raccolti da telecamere all’infrarosso puntate sulla parete o sullo schermo da rendere sensitive. Appositi illuminatori all’infrarosso forniscono la “luce” necessaria al lavoro delle telecamere, che consiste nella rilevazione e decodifica dei movimenti dell’operatore in modo che si possano ottenere le azioni richieste.

Le tipologie d’interfaccia disponibili sono fondamentalmente due.
Il primo – Sensitive Wall – ha la forma di una cornice nella quale inserire il display (plasma o schermo da videoproiezione); gli illuminatori e le telecamere all’infrarosso sono posizionati in basso, in una fascia a contatto con il pavimento. Le diagonali degli schermi possono arrivare fino a 80 pollici mentre lo spessore va dai 40 ai 75 cm. Sensitive Floor è invece pensato per le installazioni a pavimento, e usa un gruppo – che integra videoproiettore, illuminatori e videocamere – da sospendere a tre metri dal pavimento da “trattare”. Trattandosi d’immagini proiettate il materiale del pavimento può essere qualsiasi e anche la moquette o un tappeto sono perfettamente usabili.

La filosofia di iO è centrata sul fatto che le aziende cercano sempre di più canali alternativi per raggiungere i propri clienti e vuole essere il partner ideale che consenta loro di raggiungere questo obiettivo. Le realtà che desiderino differenziarsi dalla concorrenza attraverso l’innovazione nel settore dell’advertising e del retail potranno rivolgersi ad iO, le cui soluzioni non sono solo strumenti di comunicazione ma anche servizi di marketing e analisi dei risultati. In effetti, gli strumenti di amministrazione e controllo previsti permettono alle aziende di calcolare quanti potenziali clienti hanno “interagito” con la struttura sensitiva.

Il funzionamento

Michele Ridi ha descritto l’interazione naturale come il «progettare spazi e oggetti che possano interagire con l’utilizzatore in modo da fargli utilizzare la gestualità quotidiana anche nei confronti del contenuto digitale». L’interazione è curata da un computer che si occupa sia del front-end (proiezione e lettura dei movimenti) sia del back-end (effetti, template e statistiche d’utilizzo).
Da sottolineare la non criticità dei componenti utilizzati e del software. Gli illuminatori all’infrarosso, per esempio, sono gli stessi che vengono usati in applicazioni di sicurezza mentre le telecamere FireWire vengono modificate solamente nell’ottica, adattata a lavorare nell’infrarosso. La già citata applicazione software, del resto, è poi “maneggiabile” anche da computer non particolarmente potenti.

Gli effetti disponibili sono diversi e la risposta ai movimenti dell’utilizzatore è regolabile in vari parametri tramite le semplici schermate che l’amministratore del sistema ha a disposizione. Il sistema è ovviamente controllabile in remoto tramite IP e permette d’impostare, oltre al tipo d’interazione, anche la schedulazione temporale dei contenuti.

Le applicazioni business

Il sistema dimostra di ben funzionare nel settore dell’advertising: Ridi ci ha illustrato il caso di un loro circuito di installazioni realizzato in Gran Bretagna e addirittura vincitore di premio, per una campagna pubblicità rivolta ai bambini sponsorizzata dalla BBC. iO ha creato i contenuti e gestito la campagna, che pubblicizzava H2O e NickelOdeon, canali televisivi dedicati ai bambini: la particolare interattività del sistema, coinvolgendo giocosamente i piccoli, ha condotto a risultati significativi anche con soli 6 “pavimenti”, installati in alcuni fra i più importanti Mall del Regno Unito.

Attualmente, iO ha installazioni sperimentali e permanenti in Italia, Usa e Giappone. La società produce anche interfacce pensate per l’individuo piuttosto che per interazioni collettive. L’implementazione Bubbles, per esempio, fa “galleggiare” nello schermo diverse immagini, che associabili a file multimediali di vario tipo. Indicandole e toccandole, si potrà ingrandirle e riprodurre il contenuto al quale si riferiscono.

L’azienda ha in portafoglio anche un’interfaccia che, pur richiamando scenari alla Minority Report, ben si presta ad usi sociali e civili, come guidare i visitatori di un museo. In questo caso, lo schermo presenta caroselli d’immagini raffiguranti, per esempio, le opere di un artista. Il tutto, con la posibilità di evidenziare e analizzare a 360° ogni singola opera. In effetti, questo tipo di visualizzazione si presta bene anche per l”implementazione di cataloghi virtuali in negozi e punti vendita.

L’utilizzatore può interagire con il sistema anche tramite RFID (accostando una tesserina ad un punto preciso della cornice del plasma). Un’interessante applicazione di questa modalità di controllo è Table, un sistema assai simile a Surface di Microsoft e già disponibile per la commercializzazione. Le RFID sono in questo caso sistemate all’interno di cubi, le cui facce riportano i simboli delle funzioni o dei file a cui accedere: basterà selezionare la faccia “giusta” e posizionare il cubo nel suo alloggiamento sul bordo del tavolo per accedere alle funzioni desiderate.

La produzione di iO prevede molte altre soluzioni, tutte disponibili per applicazioni su misura e perciò non economicissime. La buona notizia è che è già prevista la messa in commercio di soluzioni a pacchetto, vere e proprie “scatole” contenenti l’occorrente per l’implementazione di queste soluzioni – in forma leggermente semplificata – ad un decimo del prezzo richiesto ora per una fornitura personalizzata, cosa che permetterà l’accesso anche ad un piccolo esercizio o negozio.