La Camera ha approvato una mozione di maggioranza che impegna il Governo ad apportare correttivi al capitolo pensioni in Manovra 2026. Un primo intervento dovrebbe riguardare l’aumento dell’età pensionabile per adeguamento alla speranza di vita; le opposizioni ne hanno proposto addirittura lo stop strutturale, incassando però la bocciatura di Montecitorio. Si punta poi a ripristinare gli strumenti di flessibilità in uscita, anche per favorire il ricambio generazionale nel mondo del lavoro.
Più flessibilità in uscita per donne e precari
La mozione di maggioranza propone «strumenti di flessibilità in uscita dal lavoro, sostenendo il criterio di adeguatezza della prestazione previdenziale». Come? Con l’impegno di «assumere iniziative, anche di carattere normativo, volte ad ampliare progressivamente la flessibilità in uscita dal mercato del lavoro, attraverso il riordino, il potenziamento e l’eventuale introduzione di nuove misure che amplino la platea dei beneficiari, con particolare riferimento alle donne, ai lavoratori con carriere discontinue e ai soggetti più deboli nel mercato del lavoro».
Il riferimento è alla mancata proroga di Opzione Donna e Quota 103. La mozione sembra quindi andare in direzione diversa da quella intrapresa dalla Manovra.
Il testo invita l’esecutivo a valutare l’eliminazione gli importi minimi per chi va in pensione con il sistema contributivo, che attualmente vincola anche il trattamento di vecchiaia.
Guardia alta sull’aumento dell’età pensionabile
Il Governo è infine sollecitato «a proseguire nell’azione di monitoraggio e intervento sugli effetti degli adeguamenti automatici dei requisiti pensionistici alla speranza di vita, anche attraverso interventi correttivi in riduzione o di congelamento in continuità con quanto già disposto con la legge di bilancio 2026».
Questa è, fra tutte, l’indicazione più precisa contenuta nel testo della mozione, ipotizzando con chiarezza una modifica alla norma inserita in Manovra. Che, lo ricordiamo, prevede un aumento di un mese del requisito nel 2027 e di altri due mesi nel 2028. Ora bisogna capire se e come il Governo intenda recepire questa indicazione.
Riforma pensioni: cosa dovrebbe prevedere
La mozione prevede poi una serie di altri punti, che assieme rientrano in un più vasto quadro di riforma pensioni:
- TFR per la previdenza complementare;
- modello integrato tra primo e secondo pilastro previdenziale;
- versamenti volontari per la posizione contributiva;
- rafforzamento del sistema previdenziale pubblico;
- intangibilità dei diritti acquisiti con il riscatto di laurea;
- riforma del sistema pensionistico (più sostenibile, flessibile e semplice);
- strumenti di accompagnamento al pensionamento e di ricambio generazionale (contratto di espansione, staffetta generazionale, riqualificazione professionale);
- confronto con le parti sociali, gli enti previdenziali e tutte le realtà coinvolte, al fine di delineare un percorso di riforma ampio e strutturato, coerente con l’evoluzione del mercato del lavoro, la crescita economica e la sostenibilità del sistema nel lungo periodo.
Cosa aspettarsi ora dal Governo
L’impegno non è vincolante trattandosi di una mera indicazione politica che arriva dal Parlamento e che il Governo può appunto decidere o meno se recepire. Alcuni elementi fanno ritenere che possa esserci in questo senso la volontà di intervenire da parte dell’esecutivo.
I partiti che sostengono il Governo potevano limitarsi a votare contro le proposte dell’opposizione ma hanno preferito presentare una propria mozione, che ha incassato anche il parere favorevole della ministra del Lavoro, Marina Calderone. Un atto tutto sommato rituale ma comunque legato ad un testo approvato, che indica una direzione. Come minimo, è un segnale di attenzione nei confronti del tema della riforma delle pensioni.