Dal 2026 gli iscritti alle forme di previdenza complementare hanno una nuova possibilità per la riscossione della prestazione finale. Accanto alle opzioni già previste – capitale o rendita vitalizia – la Legge di Bilancio 2026 introduce la rendita a durata definita, una modalità intermedia pensata per rendere più flessibile l’uscita dal fondo pensione.
Vediamo come funziona.
Come funziona la rendita a durata definita
La novità è contenuta nel comma 201 della Manovra 2026, che inserisce i nuovi commi da 3-bis a 3-quinquies all’articolo 11 del decreto legislativo n. 252/2005. La rendita a durata definita riguarda le forme di previdenza a contribuzione definita, cioè la maggioranza dei fondi pensione negoziali, fondi aperti e PIP, mentre restano esclusi i fondi a prestazione definita.
Scegliendo la rendita a durata definita, l’aderente rinuncia alla rendita vitalizia e ottiene una prestazione calcolata sulla base degli anni di vita residua, determinati secondo le tavole Istat al momento dell’opzione. Il montante accumulato viene così suddiviso in rate annuali. Ad esempio, con un montante di 100.000 euro e una vita residua stimata in 20 anni, la prestazione annua sarà pari a 5.000 euro.
In alternativa alla rata annuale, è possibile optare per prelievi flessibili, nei limiti delle rate maturate e non riscosse. La flessibilità, quindi, non è illimitata ma resta ancorata al meccanismo di calcolo previsto dalla norma.
L’erogazione frazionata del montante
Un’ulteriore opzione prevista dalla riforma è l’erogazione frazionata del montante su un periodo minimo cinque anni. In questo caso, il riferimento non è più la vita residua ma un arco temporale concordato. Se, ad esempio, il montante è pari a 100.000 euro e l’erogazione viene scelta su cinque anni, la prestazione annua sarà di 20.000 euro.
Al momento dell’esercizio dell’opzione, il beneficiario può inoltre indicare soggetti titolari del riscatto della prestazione in caso di premorienza. Si tratta di una differenza rilevante rispetto alla rendita vitalizia, che si estingue con il decesso dell’iscritto.
Le altre novità della Manovra 2026 sui fondi pensione
La rendita a durata definita si inserisce in un pacchetto più ampio di interventi sulla previdenza complementare. Tra le principali misure:
- innalzamento al 60% della quota di prestazione erogabile in capitale (dal precedente 50%);
- aumento della deducibilità fiscale dei versamenti da 5.164,57 a 5.300 euro;
- rafforzamento del meccanismo del silenzio assenso per i neoassunti nella destinazione del TFR ai fondi pensione.