L’Assegno Unico Universale continua a muovere volumi molto elevati anche nel 2026: a gennaio l’INPS ha erogato 1,6 miliardi di euro a 5.895.781 nuclei familiari, per un totale di 9.296.623 figli. Il dato che sintetizza meglio l’aggiornamento dell’Osservatorio statistico è però l’importo medio per figlio, che si conferma a 174 euro, con una forbice che va da circa 58 euro per chi non presenta l’ISEE o supera la soglia massima fino a 223 euro per la fascia ISEE più bassa.
Assegno Unico, i numeri di gennaio 2026
L’aggiornamento dell’Osservatorio INPS sull’AUU, riferito al periodo gennaio 2025-gennaio 2026, fotografa una misura ancora molto ampia per platea e valore economico. Il mese di gennaio 2026 si apre con numeri che restano alti sia sul fronte della spesa sia sul numero di famiglie coinvolte.
| Assegno Unico | Dati a gennaio 2026 |
|---|---|
| Assegni erogati | 1,6 miliardi di euro |
| Nuclei familiari coinvolti | 5.895.781 |
| Figli raggiunti dalla misura | 9.296.623 |
| Importo medio per figlio | 174 euro |
Importo medio AUU e fasce ISEE
L’importo medio per figlio non coincide con la quota base dell’assegno, perché incorpora anche le maggiorazioni applicabili. La forbice segnalata dall’INPS resta molto ampia e continua a dipendere in primo luogo dall’ISEE del nucleo familiare. A gennaio 2026 l’importo medio va da 58 euro per chi non presenta l’ISEE o supera la soglia massima di 46.582,71 euro, fino a 223 euro per la classe di ISEE minima, pari a 17.468,51 euro. Il quadro delle tabelle INPS con importi rivalutati dell’Assegno Unico 2026 resta quindi decisivo per capire perché, a parità di figli, il bonifico mensile possa cambiare in modo sensibile da una famiglia all’altra.
Il 2025 si è chiuso a 19,7 miliardi
Il dato di gennaio si aggiunge ai 19,7 miliardi di euro già erogati nel corso del 2025. Questo consente di leggere l’Assegno Unico non come una misura episodica, ma come una delle principali voci di trasferimento alle famiglie con figli a carico. La continuità della spesa conferma anche il peso strutturale della prestazione: il mese di gennaio non segna una rottura rispetto all’anno precedente, ma si inserisce in una traiettoria di forte diffusione che continua a coinvolgere milioni di nuclei familiari.
Chi prende di più e chi resta sul minimo
L’ISEE resta il fattore che incide di più sulla misura dell’assegno. I nuclei con indicatore più basso ricevono gli importi medi più elevati, mentre chi non aggiorna l’ISEE o supera la soglia massima si colloca sulla fascia minima. Questo dato aiuta a leggere correttamente anche i valori medi diffusi dall’INPS. I 174 euro medi per figlio non descrivono un importo uniforme, ma una media che tiene insieme situazioni molto diverse, dalle famiglie che ricevono il minimo a quelle che sommano quota base e maggiorazioni più alte.
INPS, due guide per la domanda e i pagamenti
Accanto ai numeri dell’Osservatorio, l’INPS ha segnalato anche due nuovi strumenti di assistenza: una video guida personalizzata per i genitori che presentano la domanda per la prima volta e una seconda guida per chi ha la pratica bloccata nello stato “In evidenza al cittadino” oppure il pagamento fermo per IBAN non verificabile. Le due guide servono a ridurre gli errori più frequenti nella gestione dell’assegno e ad accompagnare le famiglie nell’uso dei servizi online. Per chi deve verificare quando arriva il prossimo accredito, resta utile il calendario dei pagamenti AUU 2026, già comunicato dall’INPS.
Il dato medio non sostituisce il calcolo individuale
L’importo medio per figlio è utile per capire l’ordine di grandezza della misura, ma non coincide automaticamente con quanto spetta a ogni nucleo. La cifra effettiva dipende dall’ISEE, dal numero dei figli, dall’età, dall’eventuale disabilità e dalle maggiorazioni applicabili. Per questo, accanto ai dati statistici, resta utile una verifica personalizzata tramite il calcolo online dell’Assegno Unico, che consente di stimare in modo più vicino al caso concreto l’importo mensile spettante.