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Assegno d’Inclusione: novità INPS sulla verifica dei requisiti ADI

di Barbara Weisz

14 Novembre 2025 10:09

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Avvio delle certificazioni online per domande di ADI relative che devono attestare le condizioni disagiate dei detenuti.

L’INPS estende il servizio online di validazione delle certificazioni per l’Assegno di Inclusione agli Uffici di esecuzione penale esterna del ministero della Giustizia, che devono approvare le domande attestanti la condizioni di svantaggio degli ex detenuti. Nella platea degli aventi diritto all’AdI (prestazione di welfare che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza), sono infatti ricomprese anche le persone in condizione di svantaggio inserite in programmi di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari territoriali certificati dalla Pubblica Amministrazione.

Validazione delle certificazioni ADI

Le modalità di verifica di questo specifico requisito sono definite dal Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 154/2023, a seguito del quale l’INPS ha rilasciato il servizio web di “Validazione delle certificazioni ADI”, a uso delle strutture sanitarie del ministero della Salute.

Adesso, con il Messaggio n.3408/2025, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ne comunica l’estensione agli uffici UEPE, i quali lo dovranno utilizzare per approvare la dichiarazione indicata nella domanda dell’ADI, relativa alle certificazioni attestanti le condizioni di svantaggio prevista dall’articolo 3, comma 5, lettera f, del DM 154/2023 sopra citato.

Se gli Uffici di Esecuzione Penale Esterna confermano il requisito, l’INPS approva la domanda e procede a liquidare la prestazione. Se però non effettuano la procedura entro 60 giorni, scatta una sorta di silenzio assenso per cui la verifica è automaticamente considerata positiva.

Domanda ADI per soggetti svantaggiati

Il documento di prassi ribadisce alcune indicazioni sulla corretta compilazione della domanda di ADI per soggetti in condizioni di svantaggio. Nel “Quadro C” del modello di domanda, alla voce “ulteriori requisiti di accesso alla prestazione e condizione dei componenti del nucleo familiare” e, in particolare, nella sezione “Soggetti in condizione di svantaggio e inseriti in programmi di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari territoriali”, devono essere indicati:

  • la condizione di svantaggio senza ulteriori dettagli,
  • i riferimenti delle certificazioni attestanti tale condizione,
  • l’inserimento in un programma di cura e assistenza con la relativa durata, nonché la data di rilascio (antecedente alla data della domanda).
  • l’amministrazione competente, che può essere ASL, Comune o Ministero di Giustizia (selezionando uno degli Uffici indicati nel menu a tendina).

All’interno del servizio “Adi” sono pubblicate le tabelle relative alle articolazioni delle amministrazioni, in modo da facilitare la compilazione. Nel modello è anche disponibile un campo a testo libero nel quale l’interessato può indicare con maggiore dettaglio chi ha rilasciato la certificazione.

Attenzione: se il richiedente inserisce un’amministrazione errata (ad esempio un Comune in luogo di un Ufficio del Ministero della Giustizia), può chiedere all’INPS la correzione prima del completamento dell’istruttoria.