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Part-time: priorità ai genitori e incentivi per le aziende

di Barbara Weisz

31 Ottobre 2025 15:24

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Priorità al part-time per i genitori dipendenti e bonus per le aziende che lo applicano mantenendo inalterato il monte ore complessivo della forza lavoro.

La Manovra 2026 potenzia il diritto dei genitori alla priorità nella trasformazione del contratto da tempo pieno a part-time e introduce un incentivo per i datori di lavoro che applicano questa disposizione senza ridurre il monte orario complessivo aziendale.

La norma si inserisce nell’ambito di un pacchetto di misure per la famiglia inserite in Legge di Bilancio che mirano a sostenere la genitorialità, in linea con una politica tradizionalmente portata avanti dal Governo Meloni. Vediamo esattamente come funziona.

Part-time con priorità ai genitori: cosa cambia con la Manovra

Le lavoratrici e i lavoratori con figli hanno già una priorità nella trasformazione del rapporto di lavoro in part-time in base al comma 5 dell’articolo 8 del dlgs 81/2015. Attualmente però riguarda i genitori con un figlio convivente fino a 13 anni, oppure portatore di handicap senza limiti di età. Questa norma resta inalterata, ma la Manovra prevede che se i figli sono almeno tre questa priorità scatti fino al compimento dei dieci anni del minore. Il lavoratore può chiedere la trasformazione in tempo parziale, orizzontale o verticale, o la rimodulazione della percentuale di lavoro in caso di contratto a tempo parziale, che determina una riduzione dell’orario di lavoro di almeno quaranta punti percentuali.

Bonus contributivo per datori di lavoro virtuosi

L’incentivo per i datori di lavoro è previsto nel caso in cui l’azienda rispetti questo criterio di priorità per il tempo parziale concessa ai genitori ma senza riduzione del monte orario di lavoro complessivo, controbilanciandola  ad esempio  con nuove assunzioni.

In questo caso, potrà applicare ai contratti oggetto di trasformazione in part-time un esonero contributivo del 100%, fino a un tetto massimo di 3mila euro su base annua, per un massimo di 24 mesi.

Sono esclusi i contratti di lavoro domestico e i rapporti di apprendistato. Il beneficio contributivo non è cumulabile con altre agevolazioni contributive, mentre è cumulabile con la deduzione sul costo del lavoro in presenza di nuove assunzioni introdotta dal dlgs 216/2023. Un decreto attuativo ministeriale conterrà le disposizioni attuative.

Restano ferme le regole già previste dal dlgs 81/2025 per cui non si possono attuare comportamenti discriminatori nei confronti dei lavoratori che chiedono il part-time (licenziamento, demansionamento, trasferimento o misure organizzative penalizzanti). E resta la precedenza di questi dipendenti nelle assunzioni con contratto a tempo pieno per l’espletamento delle stesse mansioni o di mansioni di pari livello e categoria.

Altre novità per i genitori in Legge di Bilancio

Naturalmente, per avere certezze sulla versione definitiva di questo beneficio bisogna attendere l’approvazione della Legge di Bilancio, attualmente in discussione in Senato. In manovra sono diverse le misure di sostegno ai genitori che lavorano. Fra le altre: c’è un incentivo alle assunzioni delle mamme lavoratrici, il rafforzamento del congedo parentale fruibile fino ai 14 anni di vita del figlio, e non più fino ai 12 anni, il prolungamento dei contratti a termine di sostituzione maternità.