L’INPS ha avviato la Campagna RED ordinaria 2025 (anno reddito 2024) per la verifica dei requisiti delle prestazioni collegate al reddito, come maggiorazione sociale, integrazione al minimo e somma aggiuntiva.
L’adempimento riguarda i pensionati che fruiscono di prestazioni correlate alla prova dei mezzi e quindi tenuti alla comunicazione dei redditi propri e, quando previsto, di coniuge e familiari del nucleo rilevante.
Quali pensionati devono presentare il RED
L’apertura della Campagna RED 2025 è stata notificata tramite area personale MyINPS del sito web dell’Istituto Nazionale di Previdenza ed anche tramite le app IO ed INPS Mobile, nonché con nota sul cedolino pensione ed avviso nel servizio online “Consulente digitale delle pensioni”.
Devono presentare la dichiarazione RED i titolari di prestazioni INPS collegate al reddito per cui è richiesta la verifica annuale e per le quali l’INPS non dispone già, in modo completo, dei dati utili tramite l’Agenzia delle Entrate.
L’adempimento riguarda per esempio quattordicesima pensione, integrazione al minimo pensione, maggiorazione sociale ed assegni al nucleo familiare per i pensionati. Nella dichiarazione devono essere indicati sia i redditi percepiti sia quelli percepibili nell’anno di riferimento (in questo caso il 2024), anche quelli non incassati ma comunque esigibili (come ad esempio le rendite finanziarie).
NB: bisogna presentare la Comunicazione RED anche se non ci sono variazioni reddituali.
Come si invia la Comunicazione RED
La comunicazione riguarda i redditi percepiti nel 2024 (quando richiesto, si indicano anche i redditi del coniuge e dei componenti del nucleo reddituale rilevante). Il termine di presentazione è fissato come di consueto al 28 febbraio 2026. Il mancato invio nei tempi di legge e con le modalità sopra indicate può comportare sospensione e, in caso di ulteriore inadempimento, revoca della prestazione.
Il canale di invio da utilizzare è il servizio online RED precompilato, con accesso con SPID (livello 2), CIE, CNS o eIDAS dall’area “La dichiarazione della situazione reddituale (RED)” o da “MyINPS” e poi conferma, integrazione o rettifica delle informazioni.
Il servizio “RED precompilato” su MyINPS anticipa parte delle informazioni note all’Istituto e riduce gli errori di digitazione. Prima di inviare, conviene avere a portata di mano i documenti sui redditi 2024 (CU, certificazioni di rendite e trattamenti, eventuali redditi immobiliari o esteri), controllare se sono richiesti anche i dati di coniuge e familiari rilevanti e verificare che le voci dichiarate coincidano con quelle rilevanti per la specifica prestazione.
Chi preferisce assistenza può delegare un CAF o un professionista convenzionato, che trasmette la pratica e rilascia la ricevuta; l’esito è poi consultabile in MyINPS, dove sono disponibili anche video-guide e avvisi personalizzati nel “Consulente digitale delle pensioni”.
Una volta trasmessa la comunicazione, infatti, nell’area personale MyINPS o presso il CAF/professionista che ha trasmesso la dichiarazione sarà disponibile la ricevuta di invio.
Cosa succede in caso di mancato invio
La normativa prevede che l’omissione o ritardo nella comunicazione reddituale comporti, in prima battuta, la sospensione delle somme accessorie collegate al reddito (ad esempio maggiorazione sociale, integrazione al minimo, quattordicesima) fino all’acquisizione dei dati mancanti. In assenza prolungata dell’adempimento, l’Istituto procede alla revoca e al recupero delle somme non dovute, con eventuale piano di rientro sulle rate di pensione. È quindi necessario rispettare la scadenza della campagna (28 febbraio 2026 per i redditi 2024), conservare la ricevuta di trasmissione e verificare a cedolino l’allineamento successivo.