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Rivalutazione pensioni: +1,7% gli aumenti attesi in Manovra 2026

di Teresa Barone

Pubblicato 10 Settembre 2025
Aggiornato 18 Settembre 2026 08:13

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Rivalutazione pensioni 2026 in Legge di Bilancio: aumento degli assegni stimato a +1,7% per la fascia di perequazione al 100%: le simulazioni.

Le prime stime formulate nel 2025 per la rivalutazione delle pensioni 2026 ipotizzavano un aumento dell’1,7%, sulla base dell’inflazione allora acquisita. Il valore applicato agli assegni da gennaio è stato poi fissato all’1,4%: gli aumenti effettivi sono quindi risultati inferiori alle simulazioni elaborate nei mesi precedenti alla Manovra.

In sintesi:

  • il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 19 novembre 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 277 del 28 novembre 2025, ha fissato all’1,4% la perequazione provvisoria delle pensioni dal 1° gennaio 2026;
  • la Circolare INPS 19 dicembre 2025, n. 153 ha applicato l’1,4% fino a quattro volte il trattamento minimo, il 90% dell’indice sulla quota successiva e il 75% oltre cinque volte il minimo;
  • la Legge 30 dicembre 2025, n. 199 ha definito anche le altre misure pensionistiche della Manovra 2026, con la proroga dell’APE Sociale e lo stop alle nuove maturazioni di Quota 103 e Opzione Donna.

Rivalutazione pensioni 2026: dalla stima dell’1,7% all’1,4%

Nel settembre 2025 le prime simulazioni sulla rivalutazione pensioni 2026 assumevano un indice dell’1,7%, ricavato dall’andamento dell’inflazione disponibile in quel momento. Il dato applicato alle pensioni nel 2026 è stato successivamente fissato all’1,4% dal decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 19 novembre 2025.

La differenza deriva dal fatto che le simulazioni estive utilizzavano un dato ancora parziale, mentre la perequazione viene determinata a fine anno sulla base dell’andamento dei prezzi utile per il rinnovo degli assegni. La previsione dell’1,7% aveva quindi valore esclusivamente indicativo e non costituiva una percentuale già destinata ai pensionati.

L’INPS ha applicato da gennaio 2026 l’incremento provvisorio dell’1,4%, soggetto all’eventuale conguaglio sulla rivalutazione 2026 dopo la definizione dell’indice definitivo.

Le simulazioni dell’1,7% rispetto agli aumenti effettivi

Lo scarto fra la previsione iniziale e il valore poi applicato riduce gli aumenti ipotizzati nel 2025. Il confronto è immediato per gli assegni fino a quattro volte il trattamento minimo, sui quali opera la perequazione piena.

Simulazione 2025 Rivalutazione applicata nel 2026
indice pieno 1,7% indice pieno 1,4%
90% dell’indice pari all’1,53% 90% dell’indice pari all’1,26%
75% dell’indice pari all’1,275% 75% dell’indice pari all’1,05%
pensione lorda di 1.500 euro stimata a 1.525,50 euro pensione lorda di 1.500 euro rivalutata a 1.521 euro

Su una pensione lorda di 1.500 euro, quindi, la simulazione iniziale indicava 25,50 euro mensili in più; l’aumento derivante dall’indice dell’1,4% è invece di 21 euro al mese. Sugli assegni superiori a quattro volte il minimo interviene il sistema per scaglioni, per cui ciascuna quota della pensione riceve la percentuale prevista per la propria fascia.

Manovra 2026: dalle ipotesi alle misure approvate

Nell’estate 2025 il confronto sulla Manovra 2026 riguardava anche l’aumento dei requisiti pensionistici dal 2027, l’uscita a 64 anni, l’impiego del TFR e il futuro delle formule temporanee di pensione anticipata. La Legge 30 dicembre 2025, n. 199 ha poi definito un assetto diverso da alcune delle proposte discusse nei mesi precedenti.

Ipotesi discussa nel 2025 Esito della Manovra 2026
blocco dell’aumento di tre mesi dei requisiti pensionistici dal 2027 incremento limitato a un mese nel 2027, con altri due mesi dal 2028 e specifiche esclusioni per alcune attività gravose e usuranti
accesso più ampio alla pensione a 64 anni utilizzando anche il TFR per raggiungere la soglia richiesta la proposta non è entrata nella Legge di Bilancio 2026
possibile rafforzamento di Opzione Donna Opzione Donna non è stata prorogata per chi matura nuovi requisiti nel 2026
abbandono di Quota 103 Quota 103 non è stata prorogata per il 2026; il diritto può ancora essere esercitato da chi aveva maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025

La Manovra ha invece prorogato l’APE Sociale fino al 31 dicembre 2026. Il quadro aggiornato delle formule ancora disponibili è approfondito nell’articolo dedicato alla flessibilità in uscita nel 2026, mentre gli importi della perequazione sono riportati nell’approfondimento sulla rivalutazione effettivamente applicata agli assegni.