Le prime stime formulate nel 2025 per la rivalutazione delle pensioni 2026 ipotizzavano un aumento dell’1,7%, sulla base dell’inflazione allora acquisita. Il valore applicato agli assegni da gennaio è stato poi fissato all’1,4%: gli aumenti effettivi sono quindi risultati inferiori alle simulazioni elaborate nei mesi precedenti alla Manovra.
In sintesi:
- il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 19 novembre 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 277 del 28 novembre 2025, ha fissato all’1,4% la perequazione provvisoria delle pensioni dal 1° gennaio 2026;
- la Circolare INPS 19 dicembre 2025, n. 153 ha applicato l’1,4% fino a quattro volte il trattamento minimo, il 90% dell’indice sulla quota successiva e il 75% oltre cinque volte il minimo;
- la Legge 30 dicembre 2025, n. 199 ha definito anche le altre misure pensionistiche della Manovra 2026, con la proroga dell’APE Sociale e lo stop alle nuove maturazioni di Quota 103 e Opzione Donna.
Rivalutazione pensioni 2026: dalla stima dell’1,7% all’1,4%
Nel settembre 2025 le prime simulazioni sulla rivalutazione pensioni 2026 assumevano un indice dell’1,7%, ricavato dall’andamento dell’inflazione disponibile in quel momento. Il dato applicato alle pensioni nel 2026 è stato successivamente fissato all’1,4% dal decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 19 novembre 2025.
La differenza deriva dal fatto che le simulazioni estive utilizzavano un dato ancora parziale, mentre la perequazione viene determinata a fine anno sulla base dell’andamento dei prezzi utile per il rinnovo degli assegni. La previsione dell’1,7% aveva quindi valore esclusivamente indicativo e non costituiva una percentuale già destinata ai pensionati.
L’INPS ha applicato da gennaio 2026 l’incremento provvisorio dell’1,4%, soggetto all’eventuale conguaglio sulla rivalutazione 2026 dopo la definizione dell’indice definitivo.
Le simulazioni dell’1,7% rispetto agli aumenti effettivi
Lo scarto fra la previsione iniziale e il valore poi applicato riduce gli aumenti ipotizzati nel 2025. Il confronto è immediato per gli assegni fino a quattro volte il trattamento minimo, sui quali opera la perequazione piena.
| Simulazione 2025 | Rivalutazione applicata nel 2026 |
|---|---|
| indice pieno 1,7% | indice pieno 1,4% |
| 90% dell’indice pari all’1,53% | 90% dell’indice pari all’1,26% |
| 75% dell’indice pari all’1,275% | 75% dell’indice pari all’1,05% |
| pensione lorda di 1.500 euro stimata a 1.525,50 euro | pensione lorda di 1.500 euro rivalutata a 1.521 euro |
Su una pensione lorda di 1.500 euro, quindi, la simulazione iniziale indicava 25,50 euro mensili in più; l’aumento derivante dall’indice dell’1,4% è invece di 21 euro al mese. Sugli assegni superiori a quattro volte il minimo interviene il sistema per scaglioni, per cui ciascuna quota della pensione riceve la percentuale prevista per la propria fascia.
Manovra 2026: dalle ipotesi alle misure approvate
Nell’estate 2025 il confronto sulla Manovra 2026 riguardava anche l’aumento dei requisiti pensionistici dal 2027, l’uscita a 64 anni, l’impiego del TFR e il futuro delle formule temporanee di pensione anticipata. La Legge 30 dicembre 2025, n. 199 ha poi definito un assetto diverso da alcune delle proposte discusse nei mesi precedenti.
| Ipotesi discussa nel 2025 | Esito della Manovra 2026 |
|---|---|
| blocco dell’aumento di tre mesi dei requisiti pensionistici dal 2027 | incremento limitato a un mese nel 2027, con altri due mesi dal 2028 e specifiche esclusioni per alcune attività gravose e usuranti |
| accesso più ampio alla pensione a 64 anni utilizzando anche il TFR per raggiungere la soglia richiesta | la proposta non è entrata nella Legge di Bilancio 2026 |
| possibile rafforzamento di Opzione Donna | Opzione Donna non è stata prorogata per chi matura nuovi requisiti nel 2026 |
| abbandono di Quota 103 | Quota 103 non è stata prorogata per il 2026; il diritto può ancora essere esercitato da chi aveva maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025 |
La Manovra ha invece prorogato l’APE Sociale fino al 31 dicembre 2026. Il quadro aggiornato delle formule ancora disponibili è approfondito nell’articolo dedicato alla flessibilità in uscita nel 2026, mentre gli importi della perequazione sono riportati nell’approfondimento sulla rivalutazione effettivamente applicata agli assegni.