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Condono stipendi non pagati: l’emendamento è solo rimandato

di Teresa Barone

24 Luglio 2025 11:26

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L'emendamento sulla cancellazione retroattiva delle violazioni retributive fino al 2020 è stato ritirato ma è solo "parcheggiato" in attesa di sviluppi.

Ritirato per ora l’emendamento in tema di stipendi non pagati e inserito nel Decreto ex Ilva, presentato dal relatore di Fratelli d’Italia Salvo Pogliese, dopo aver acceso un aspro dibattito tra le forze politiche e non solo. L’evasione retributiva, in base alla proposta di correttivo ora ritirata, avrebbe infatti dovuta essere soggetta a condono fino al 2020 nelle aziende con oltre 15 dipendenti.

In realtà, la proposta di condono non è stata del tutto archiviata, anzi: la sanatoria sui crediti di lavoro è stata soltanto messa in standby in attesa di essere inserita in un differente provvedimento di legge.

Condono crediti di lavoro

Secondo quanto richiesto tramite l’emendamento FdI, sarebbe dovuta scattare la cancellazione retroattiva delle violazioni retributive precedenti al 2020, coinvolgendo tutti i crediti di lavoro connessi: stipendi e straordinari non versati, tredicesime non erogate e ferie non godute, che andrebbero in prescrizione dopo 5 anni. Questo sarebbe potuto avvenire anche se il lavoratore era ancora alle dipendenze dell’azienda. Quindi, il termine per il calcolo sarebbe decorso già in costanza di rapporto di lavoro e non dopo la sua conclusione.

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In base all’emendamento, il dipendente avrebbe potuto intraprendere azioni legali solo entro 180 giorni dalla diffida scritta al datore di lavoro, mentre non era prevista alcuna conciliazione.

Prescrizione in costanza di lavoro

Da parte dell’opposizione le reazioni non si erano fatte attendere, definendo l’emendamento del tutto incostituzionale e richiedendone l’immediato ritiro. La condanna era arrivata anche dalla CGIL, che sottolineava come la proposta approvata costituiva un “un attacco gravissimo ai diritti dei lavoratori”, come sottolineato da Gabriele Viganò, responsabile dell’Ufficio Vertenze Legale della CGIL Lecco:

Oggi un lavoratore ha tempo cinque anni dalla fine del rapporto di lavoro per richiedere eventuali differenze retributive che non gli sono state precedentemente riconosciute (straordinari non pagati, sotto inquadramento ecc.) e secondo l’attuale orientamento giurisprudenziale, si può retrocedere questo diritto fino al 2007.

Con il nuovo emendamento, invece, non si sarebbe potuto più attendere la cessazione del rapporto di lavoro in quanto si fa decorrere la prescrizione mentre il rapporto è ancora in corso.

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Sanatoria solo rimandata

Da capire adesso se questa proposta di condono tornerà e soprattutto in quali termini. Il senatore ha fatto sapere che l’emendamento sarà ripresentato all’interno di un altro provvedimento legislativo “con tempi più adeguati alla sua discussione”.