Giornata mondiale della Sicurezza sul Lavoro: la testimonianza ANMIL

di Redazione PMI.it

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Intervista a Zoello Forni, presidente ANMIL, in occasione della Giornata mondiale della Sicurezza sul Lavoro: focus su prevenzione e formazione.

In occasione della Giornata mondiale della Sicurezza sul Lavoro, che si celebra il 28 aprile, PMI.it ha intervistato Zoello Forni, presidente ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro), con cui abbiamo fatto il punto sullo scenario italiano in materia di infortuni sul lavoro.

Nonostante un quadro normativo in materia di sicurezza sul lavoro teso a rendere sempre più stringenti gli obblighi in ottica antinfortunistica, purtroppo, i numeri sono ancora elevati. Ad oggi, in media, ogni giorno tre lavoratori perdono la vita sul lavoro. La ripartenza post-Covid, tra l’altro, ha portato con sé una nuova impennata di incidenti e morti sul lavoro, tanto da riaccendere con forza il dibattito sulla sicurezza e sulla prevenzione.

Come ricordato da Forni, i dati INAIL sul 2021 riportano oltre 1200 casi mortali, con 55mila casi di malattie professionali. Il bilancio infortunistico dello scorso anno si è rivelato persino peggiore degli ultimi due anni prima della sospensione delle attività dovute alla pandemia da Coronavirus.

Come limitare questi drammatici numeri? Come intervenire sulla carenza di sicurezza nei diversi luoghi di lavoro, che subito ci fanno pensare ai numerosi incidenti nei cantieri edilizi ma che purtroppo non si limitano solo a questi contesti? La risposta è semplice, come ci ricorda il presidente ANMIL:

una corretta valutazione dei rischi e la piena applicazione delle norme di prevenzione sarebbero in grado di prevenire ogni incidente.

La mancanza di un’adeguata formazione è un altro elemento di criticità che si rinviene spesso: quella offerta nei contesti di lavoro, purtroppo, si rivela essere essenzialmente burocratica o nozionistica. Dovrebbe invece imporsi una nuova logica della formazione, quella della testimonianza, capace di arricchire i programmi formativi con un apporto strategico dell’elemento emozionale, in grado di generare maggiore consapevolezza tra i lavoratori stessi, sul ruolo centrale della prevenzione.

=> Mancata formazione del lavoratore: cosa si rischia

Per questo, l’ANMIL porta avanti iniziative formative in aziende e scuole, integrate con le testimonianze dirette di lavoratori che hanno subito infortuni. I risultati di questo approccio sono tangibili, generando un’accorata partecipazione, un grande coinvolgimento ed un reale consapevolezza del ruolo fondamentale della prevenzione sul lavoro.

Da qui è nato anche un progetto strutturato, la Scuola della Testimonianza ANMIL, volta a formare testimonial formatori in grado di toccare le coscienze. Si tratta di una figura che, ad oggi, è già stata riconosciuta dalla Regione Marche e che, su auspicio ANMIL, sarà anche istituzionalizzata a livello nazionale, così da venire aiuto alle imprese di ogni dimensione.

Nelle PMI, tra l’altro, le criticità di settore sono peculiari. Soprattutto se rapportate alle dimensioni d’impresa. Laddove ci si confronti con una serie di adempimenti e regole complesse in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, non sempre le piccole realtà risultano essere già propriamente formate e davvero pronte ad una piena conformità, rispondendo con reale efficienza ai rischi legati alla propria specifica attività. Esiste anche un oggettivo gap culturale, in base al quale l’investimento umano ed economico per le procedure di compliance ai dettami in materia di prevenzione e sicurezza viene spesso visto come un deterrente al business invece che come un volano di crescita. Una visione distorta che, purtroppo, si riscontra ancora anche in realtà anche di dimensioni maggiori.