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Riscatto laurea agevolato: come calcolare l’assegno INPS

di Barbara Weisz

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Riscatto di laurea agevolato INPS per ottenere la pensione anticipata ma senza valorizzare tutti i contributi ai fini dell'importo: calcolo e convenienza.

Chi sceglie di utilizzare il riscatto di laurea agevolato per andare prima in pensione deve valutarne bene la convenienza economica, perché c’è il concreto rischio di prendere un assegno ridotto. L’operazione è infatti valida ai fini del diritto a pensione (che quindi sarà anticipata), mentre può succedere che non si riesca a valorizzarla anche ai fini della misura (ammontare dell’assegno). In parole semplici

  • chi sceglie il riscatto di laurea agevolato ha sempre la sicurezza di anticipare la decorrenza della pensione di un numero di anni pari a quelli del corso di studi, anche quando l’operazione fa scattare il diritto in data antecedente alla domanda di riscatto;
  • può invece non avere vantaggi sul fronte dell’importo, perché i periodi compresi tra la data di decorrenza della pensione e la domanda di riscatto saranno determinati senza considerare nel montante contributivo individuale i contributi relativi al periodo riscattato (cfr.: Circolare INPS 6/2020).

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Quadro normativo

La legge 4/2019 ha però introdotto il nuovo riscatto agevolato della laurea, che prevede un onere di riscatto più basso per i periodi da valorizzare con il contributivo (in sostanza, il calcolo viene equiparato a quello degli inoccupati, per cui il costo dell’operazione è intorno ai 5mila euro annui).

In generale, la facoltà di riscatto dei periodi non coperti da contribuzione (di nessun tipo) – ossia non coincidenti con periodi di lavoro – fornisce il mezzo per estendere la copertura assicurativa a determinati periodi non soggetti in precedenza all’assicurazione obbligatoria, producendo effetti analoghi a quelli che si sarebbero verificati in costanza di rapporto previdenziale. E l’efficacia retroattiva costituisce effetto giuridico naturale di tutti i riscatti, sia con sistema retributivo sia con sistema contributivo, fatti salvi i limiti imposti dalla normativa di riferimento.

Ebbene, spiega l’INPS, «ai fini della maturazione del diritto a pensione, i periodi oggetto di riscatto in argomento saranno considerati nella loro collocazione temporale, esplicando effetti giuridici come se fossero stati tempestivamente acquisiti alla posizione assicurativa dell’interessato. E’ quindi possibile che, «in forza del riscatto con onere determinato con il criterio a percentuale, si acquisisca la decorrenza della pensione (liquidata col sistema contributivo o misto) in data antecedente a quella della domanda di riscatto». E qui sta il punto sul rischio di calcolo dell’assegno finale usando il riscatto di laurea agevolato.

In questo caso, ossia con un riscatto laurea che consente di andare in pensione prima della domanda stessa di riscatto (in virtù degli anni in più di contribuzione che vengono conteggiati), l’operazione non riesce a essere valida anche ai fini della misura della pensione. «I contributi relativi al periodo riscattato potranno avere effetti sulla misura dei ratei di pensione maturati a decorrere dal mese successivo a quello di presentazione della domanda di riscatto». Esempio: domanda di riscatto laurea presentata nel dicembre 2019, in virtù della quale il lavoratore acquisisce il diritto a pensione a partire dal gennaio 2019 (perché, gli mancavano solo tre anni alla pensione, e ne ha riscattati quattro di corso di studi). In questo caso, l’assegno verrà rivalutato calcolando anche gli anni riscattati solo da gennaio 2020 (mese successivo alla domanda di riscatto), mentre i precedenti ratei saranno più bassi.

Per determinare la quota aggiuntiva di pensione corrispondente ai periodi di laurea riscattati, alla retribuzione utilizzata per il calcolo dell’onere di riscatto si applica l’aliquota di computo vigente alla data della domanda di riscatto; all’importo così determinato si applica il coefficiente di trasformazione corrispondente all’età dell’assicurato alla data della domanda di riscatto.

Attenzione: può esserci un effetto anche sulla decorrenza della pensione: se con le regole sopra esposte per il riscatto della laurea l’assegno non raggiunge il minimo di legge previsto per la liquidazione della pensione (2,8 volte il minimo), anche la decorrenza non potrà essere precedente alla domanda di riscatto. Per tutti i dettagli, può essere utile consultare la scheda INPS sullo strumento, aggiornata con i riferimenti 2021.