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Decorrenza pensioni: come funzionano le finestre

di Barbara Weisz

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Finestre mobili per la pensione: requisiti e regole sulla decorrenza per tutte le forme di uscita dal mondo del lavoro.

Fra le novità dell’ultima riforma pensioni, c’è stata anche l’introduzione di finestre temporali trimestrali per la decorrenza del trattamento, che riguardano alcune delle formule di uscita anticipata dal mondo del lavoro, con regole a volte complesse. Ecco un quadro riassuntivo per capire quando decorre effettivamente la pensione in base alle diverse opzioni (sia quelle introdotte dalla riforma sia quelle precedenti).

Pensione di vecchiaia

E’ forse l’unica forma di pensionamento che non è stata modificata dalla riforma. Quindi, non ci sono finestre che prevedono un attesa fra il momento di maturazione del diritto e quello di decorrenza dell’assegno. Ricordiamo che il requisito per la pensione di vecchiaia è stato innalzato nel 2019, quando sono scattati cinque mesi in più di aspettative di vita: quindi, ad oggi (e fino al 2026 visto che è stato congelato il meccanismo degli scatti fino a quella data) il requisito è pari a 67 anni. La pensione decorre dal primo mese successivo alla maturazione del requisito.

=> Tutti i modi andare in pensione nel 2020 e 2021

Pensione anticipata

Qui invece ci sono novità introdotte dalla riforma 2019, che ha introdotto finestre trimestrali fra maturazione del diritto e decorrenza. La norma di riferimento è l’articolo 15 del decreto 4/2019, in base al quale «il trattamento pensionistico decorre trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei predetti requisiti». Attenzione: se il diritto è stato maturato entro il 2018 si applicano le vecchie regole, per cui non ci sono finestre temporali per la decorrenza della pensione.

Chi perfeziona il diritto alla pensione anticipata nel 2020, quanto meno non applica gli scatti legati alle aspettative di vita. Quindi il requisito resta di 42 anni e dieci mesi per gli uomini, un anno in meno per le donne.

=> Finestre mobili: come slittano Quota 100 e pensione anticipata

Quota 100

Il pensionamento agevolato che si raggiunge con 62 anni di età e 38 di contributi si applica in via sperimentale solo per il triennio 2019-2021. E’ prevista la finestra di tre mesi, per cui la decorrenza della pensione scatta a tre mesi dalla maturazione del requisito. Nel pubblico impiego la finestra è di sei mesi. I dipendenti del comparto Scuola, per i quali la pensione decorre dal 1° settembre dell’anno in cui raggiungono i requisiti, se maturano i requisiti per la Quota 100 entro fine 2020, devono comunicare le dimissioni entro il 7 dicembre.

Opzione Donna

Ad oggi, l’Opzione Donna permette  di andare in pensione alle lavoratrici che hanno maturato 35 anni di contributi con 58 anni di età se dipendenti, 59 se autonome. Per la decorrenza, continuano ad applicarsi le precedenti regole, per cui la finestra temporale è pari a 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e a 18 mesi per le autonome. La Legge di Bilancio 2021 estende di un anno il beneficio, ampliando la platea delle beneficiarie.

Lavoratori precoci

I precoci possono ritirarsi con 41 anni di contributi. Anche in questo caso, c’è una finestra trimestrale fra la maturazione del requisito e la decorrenza della pensione. Ricordiamo che i lavoratori precoci devono avere almeno un anno di contributi versati entro il compimento dei 19 anni di età e ricadere in una delle  tipologie di lavoratori previste dalla legge 232/2016, comma 199 (disoccupati che hanno terminato il sussidio da almeno tre mesi, caregiver, lavoratori con disabilità pari almeno al 74%, lavoratori gravosi).

APe Sociale

La possibilità di ritirarsi utilizzando l’APE sociale riguarda lavoratori con almeno 62 anni di età e 30 o 36 anni di contributi a seconda della tipologia a cui appartengono, fra le quattro previste dai commi 179 e seguenti della legge 232/2016. Non si applicano finestre temporali: l’APe Sociale decorre dal primo giorno successivo a quello della presentazione della domanda di accesso al beneficio.

Pensione usuranti e gravosi

Le finestre mobili, per chi sceglie la pensione lavori usuranti, erano state abolite nel 2018, quindi non si applicano. I requisiti restano quelli precedentemente previsti: si parte da quota 97,6 (35 anni di contributi e 61 anni e sette mesi di età) per gli addetti alle mansioni usuranti previste dall’articolo 1 del dlsg 67/2011, che devono essere svolte per almeno sette anni negli ultimi dieci oppure per la metà della vita lavorativa.

=> Lavoro gravoso e usurante a confronto

Anche per i lavoratori addetti a mansioni gravose non ci sono novità, ma ricordiamo che nel 2018 era scattata per loro l’esclusione dalle aspettative di vita. Quindi, il diritto alla pensione di vecchiaia per i lavoratori addetti a mansioni gravose resta a 66 anni e sette mesi, quello alla pensione anticipata a 42 anni e dieci mesi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi per le donne. Le mansioni gravose sono 15, e sono elencate nell’allegato b della legge 205/2017.

Riassumiamo in tabella tutte le sopracitate regole sulla decorrenza pensioni:

Tipologia  pensione Finestra di decorrenza
Pensione di vecchiaia nessuna
Pensione anticipata tre mesi solo per chi matura il requisito dal 2019
Quota 100 tre mesi
Opzione Donna 12 mesi per le dipendenti, 18 mesi per le autonome
Lavoratori precoci tre mesi
APe Sociale nessuna
Pensione usuranti e gravosi nessuna

 

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