Cambio ora solare 2026 il 25 ottobre: la Camera rilancia l’abolizione del cambio d’ora

di Teresa Barone

16 Ottobre 2026 12:09

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Con il ritorno dell'ora solare si torna a parlare degli svantaggi economici e della possibilità di abolizione, che resta ancora inattuata.

Il cambio all’ora solare 2026 è confermato per domenica 25 ottobre, quando le lancette torneranno indietro di un’ora. Intanto, dopo il via libera unanime della Commissione Attività produttive della Camera al documento conclusivo dell’indagine, è stata illustrata una proposta di risoluzione per abolire il cambio stagionale e adottare l’ora legale permanente.

In sintesi:

  • la X Commissione Attività produttive della Camera ha approvato all’unanimità, il 1° ottobre 2026, il documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sull’ora legale permanente, riportato nell’allegato 3 al Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n. 741;
  • Terna ha stimato per il 2026 un risparmio di 302 milioni di kWh e circa 80 milioni di euro grazie all’ora legale stagionale, secondo il comunicato del 25 marzo 2026;
  • l’eventuale ora legale permanente produrrebbe un ulteriore risparmio stimato di 160 milioni di kWh annui, pari a circa lo 0,05% del fabbisogno elettrico nazionale, secondo il documento conclusivo della Camera del 1° ottobre 2026;
  • la Commissione europea, con la comunicazione C/2026/1660 del 18 marzo 2026, ha pubblicato il calendario dei cambi stagionali dal 2027 al 2031, secondo la disciplina attualmente in vigore.

Ora solare 2026: domenica 25 ottobre lancette indietro

Il passaggio all’ora solare 2026 avverrà domenica 25 ottobre: alle 3 del mattino le lancette torneranno alle 2, facendo ripetere l’ora compresa tra le 2 e le 3. Si dormirà quindi un’ora in più rispetto a una normale notte e, dall’indomani, farà buio un’ora prima secondo l’orologio.

Il cambio segna la fine dei sette mesi di ora legale iniziati il 29 marzo. L’Italia tornerà all’orario standard UTC+1, mentre durante l’ora legale utilizza UTC+2. Smartphone, computer e altri dispositivi con aggiornamento automatico attivo si adegueranno senza interventi manuali; gli orologi tradizionali dovranno essere regolati.

Abolizione del cambio d’ora: proposta di risoluzione alla Camera

Il 15 ottobre 2026, durante una conferenza stampa alla Camera, il deputato Andrea Barabotti (Lega) ha illustrato una proposta di risoluzione per abolire il cambio stagionale e sostenere l’adozione dell’ora legale permanente in Italia. Il documento propone di impegnare il Governo a promuovere la conclusione del negoziato europeo e a valutare una sperimentazione coordinata a livello UE, previa definizione della necessaria base giuridica.

L’iniziativa segue l’indagine conoscitiva della Commissione Attività produttive della Camera, avviata a marzo e conclusa il 1° ottobre con l’approvazione unanime del documento conclusivo dell’indagine parlamentare. L’indagine ha raccolto le valutazioni delle organizzazioni imprenditoriali, dei sindacati, delle associazioni dei consumatori e degli specialisti di energia e salute. Il voto unanime ha riguardato il documento conclusivo, mentre la proposta di risoluzione illustrata il 15 ottobre non risulta approvata.

Dal lavoro della Commissione è emersa una convergenza sull’opportunità di valutare il superamento del cambio stagionale, accompagnata da posizioni differenti sull’orario permanente da scegliere. L’ora legale tutto l’anno favorirebbe una maggiore disponibilità di luce nel tardo pomeriggio, con potenziali vantaggi per commercio, turismo e attività ricreative. L’ora solare permanente è invece sostenuta da una parte degli specialisti del sonno, che ne sottolineano la maggiore coerenza con i ritmi circadiani e l’esposizione alla luce naturale del mattino.

Abolizione del cambio d’ora: la normativa UE resta in vigore

Il cambio stagionale dell’ora continua a essere disciplinato dalla direttiva 2000/84/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 gennaio 2001, che prevede l’inizio dell’ora legale nell’ultima domenica di marzo e il ritorno all’orario standard nell’ultima domenica di ottobre.

Nel 2018 la Commissione europea ha proposto di eliminare il doppio cambio annuale. Il Parlamento europeo ha adottato la propria posizione nel marzo 2019, mentre il Consiglio UE non ha ancora raggiunto un accordo sulla riforma. L’iter europeo per l’abolizione dei cambi stagionali richiede l’intesa tra le due istituzioni prima di modificare le regole attuali.

Per questo motivo il calendario del cambio d’ora prosegue anche negli anni successivi: nel 2027 l’ora legale inizierà il 28 marzo e terminerà il 31 ottobre. La Commissione europea ha già pubblicato anche le date fino al 2031. Un’eventuale riforma richiederebbe un nuovo intervento normativo europeo.

Risparmio energetico 2026: le nuove stime Terna sull’ora legale

L’ora legale stagionale consente nel 2026, secondo le stime di Terna, un risparmio di circa 80 milioni di euro sul sistema elettrico nazionale, grazie al minore utilizzo dell’illuminazione artificiale. La riduzione dei consumi si accompagna a minori emissioni stimate in 142mila tonnellate di CO2, equivalenti a un beneficio ambientale rilevabile su scala nazionale.

Il dato più interessante per valutare l’ora legale permanente emerge tuttavia dall’indagine della Camera, che riporta le simulazioni depositate da Terna. Il confronto tra il sistema attuale e l’eventuale estensione dell’ora legale ai mesi invernali indica un beneficio energetico aggiuntivo relativamente contenuto.

Scenario 2026 Risparmio elettrico annuo stimato
Sistema attuale, ora legale da marzo a ottobre 302 GWh
Beneficio aggiuntivo dell’ora legale anche in inverno 160 GWh
Totale con ora legale permanente 462 GWh

La differenza fra i due scenari equivale a circa lo 0,05% della domanda elettrica nazionale. Le analisi di Terna evidenziano inoltre che il vantaggio energetico dell’ora legale tende a ridursi nel tempo, anche per effetto della crescente efficienza dei sistemi di illuminazione.

Il risparmio aggiuntivo in caso di ora legale permanente andrebbe quindi valutato insieme agli effetti sui diversi comparti produttivi. La maggiore luce serale potrebbe favorire alcune attività commerciali e turistiche, mentre agricoltura, edilizia e lavori all’aperto dovrebbero confrontarsi con un’alba più tardiva nei mesi invernali.

Cambio d’ora e lavoro: attenzione ai turni nella notte del 25 ottobre

Il ritorno all’ora solare richiede particolare attenzione alle imprese che organizzano turni notturni, servizi continuativi, trasporti e attività informatiche programmate. Nella notte del cambio, infatti, uno stesso orario locale si presenta due volte e le registrazioni devono poter distinguere i due momenti.

Per esempio, un turno dalle 22:00 di sabato 24 ottobre alle 6:00 di domenica 25 ottobre comprende nove ore effettivamente trascorse, a causa dello spostamento indietro dell’orologio. Il dato è rilevante per la rilevazione delle presenze e la ricostruzione delle ore lavorate, ferma restando l’applicazione delle regole retributive previste dal contratto pertinente.

Per distinguere correttamente gli eventi registrati durante l’ora ripetuta, è utile conservare l’indicazione del fuso orario o il corrispondente riferimento UTC:

Ora locale del 25 ottobre Riferimento UTC
02:30, prima occorrenza (CEST, UTC+2) 00:30 UTC
02:30, seconda occorrenza (CET, UTC+1) 01:30 UTC
03:30, ora solare (CET, UTC+1) 02:30 UTC

Le due registrazioni delle 02:30 corrispondono dunque a istanti separati da sessanta minuti. Per le aziende con servizi attivi durante la transizione, il controllo dei sistemi di timbratura, delle pianificazioni e dei registri informatici consente di evitare ambiguità nella ricostruzione degli eventi.