Mancano pochi giorni al consueto passaggio da ora legale ad ora solare, previsto per la notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre. Un cambiamento non esente da conseguenze e ripercussioni sulla salute, tanto che anche a livello europeo è stata proposta l’abolizione, frenata tuttavia dalle valutazioni in termini di risparmio economico legato ai minori consumi di energia, pubblici e privati.
In attesa di portare le lancette un’ora indietro, dunque, come ogni anno si torna a parlare anche in Italia del possibile abbandono definitivo dell’ora solare a favore dell’adozione di quella legale per tutto l’anno.
Gli effetti del ritorno all’ora solare coinvolgono salute, energia, ambiente e costi a carico dei cittadini, tanto che sono già oltre 350mila gli italiani firmatari della petizione online rivolta al Governo promossa dalla SIMA (Società Italiana di Medicina Ambientale) insieme e Consumerismo.
Dal punto di vista energetico, l’ora legale ha generato negli ultimi dieci anni un risparmio pari a 11,7 miliardi di kWh, con una minore spesa in bolletta di circa 2,2 miliardi di euro. Il taglio alle emissioni si aggira invece tra le 160.000 e le 200.000 tonnellate di CO2 in meno ogni anno, pari a 2-6 milioni di nuovi alberi.
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L’abbandono dell’ora solare con adozione dell’orario legale per tutto l’anno è una possibilità prevista dall’Unione Europea dal 2019, in virtù di una Direttiva che lascia discrezionalità agli Stati Membri. La difficoltà è piuttosto quella del coordinamento tra le diversi Paesi per evitare impatti critici su scambi commerciali e movimenti transfrontalieri.