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Ddl Lavoro: fondi UE per tutti

di Francesca Vinciarelli

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Eliminato il vincolo temporale che limitava l'accesso ai Fondi UE dei lavoratori autonomi e delle partite IVA: ecco cosa cambia con il Ddl Lavoro autonomo non imprenditoriale.

Dare accesso ai lavoratori autonomi, compresi i titolari di partita IVA e per sempre, ai Fondi europei e agevolare la loro partecipazione agli appalti pubblici: è quanto prevede il Ddl Lavoro autonomo non imprenditoriale. A sottolineare l’arrivo di «numerose norme importanti e attese per la tutela dei lavoratori autonomi» ad opera del disegno di legge sul lavoro autonomo collegato alla Legge di Stabilità 2016 (legge 208/2015) che sta per essere licenziato dal CdM è il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti.

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Limiti temporali

Tra le novità di maggiore rilievo troviamo le modifiche all’articolo 1, comma 821, della legge 208/2015, comma 821 dell’art. 1: il collegato Lavoro autonomo all’art. 7 elimina ogni riferimento temporale alla norma che permette anche ai liberi professionisti di accedere ai fondi strutturali europei fin’ora destinato solo alle PMI.

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La Legge di Stabilità 2016 aveva equiparato gli autonomi e le PMI dal punto di vista di accesso ai Fondi UE per il periodo compreso tra il 2014 e il 2020. Ora, con il Ddl Lavoro tale equiparazione sarà a tempo indeterminato.

Forme di lavoro autonomo

L’articolo 7 del Ddl Lavoro, inoltre, precisa che tale possibilità viene fornita ad ogni forma di lavoro autonomo, diversamente dalla norma contenuta nella Legge si Stabilità 2016 che non forniva precisazioni in merito, citando solo i “liberi professionisti”.