Finanziamenti europei: fondi CIP per Pmi italiane

di Ermanno Cece

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Analisi dei fondi CIP attivati in Italia nel quadro del programma europeo di finanziamenti indiretti (garanzie bancarie ecapitali di rischio) alle piccole e medie imprese

Tra i finanziamenti dell’Unione Europea volti a promuovere e sostenere l’imprenditorialità delle piccole e medie imprese, la Commissione mette in campo anche strumenti atti a migliorare l’ambiente finanziario in cui esse operano.

Questi aiuti non sono erogati direttamente alle imprese ma sono canalizzati dal Fondo europeo degli investimenti (FEI) attraverso intermediari finanziari operanti a livello locale nell’ambito del Programma per la Competitività e l’Innovazione (CIP) 2007-2013, che mobilita risorse per circa 30 miliardi di euro a favore di circa 400.000 piccole imprese, laddove il programma precedente (2001-2006) ne ha sostenuto circa 360.000.

Gli strumenti utilizzati, garanzie e capitali di rischio, hanno l’obiettivo di facilitare l’accesso ai finanziamenti nelle fasi di sviluppo più delicate, andando a coprire aree di mercato nelle quali operano pochi intermediari:

  • fase pre-imprenditoriale (seed): esiste solo un’idea di business e la società non è stata ancora costituita;
  • avviamento (start-up): i primi 12/18 mesi di vita, quando è più alto il tasso di mortalità dell’azienda;
  • crescita (espansione): l’azienda deve ancora stabilizzarsi sul mercato;
  • trasferimento tecnologico: i risultati della ricerca sono trasformati in prodotti e servizi da commercializzare.

Strumenti finanziari

Gli strumenti finanziari previsti dal CIP sono essenzialmente due: strumento a favore delle Pmi innovative e a forte crescita (High Growth and Innovative SME Facility, GIF); strumento relativo alle garanzie per le Pmi (Small and Medium Sized Enterprises Guarantee Facility, SMEG o SMEGf).

Il GIF

Il FEI ha sempre operato come fondo di fondi di venture capital, gestiti da operatori specializzati che investono nel capitale di rischio di imprese difficilmente supportabili attraverso i canali finanziari tradizionali, sia per la loro innovatività sia per il rischio di merito creditizio che esse comportano.

Il GIF, di conseguenza, contribuisce alla creazione e finanziamento delle Pmi, oltre che alla riduzione del deficit di capitale netto e di rischio, che impedisce loro di sfruttare il potenziale di crescita. Fondamentale è il sostegno alle imprese che svolgono attività di ricerca, sviluppo o innovazione.

Lo strumento si compone di due sportelli: GIF 1 e GIF 2.

Il GIF 1 finanzia le imprese nelle prime fasi di vita, investendo in fondi di venture capital specializzati in settori specifici come tecnologie, ricerca e sviluppo e fondi connessi con incubatori, che a loro volto forniscono capitale alle Pmi.

Nell’ambito dello sportello, è possibile anche co-investire in fondi e veicoli di investimento promossi da business angels, soggetti privati che apportano all’impresa capitale (diventandone così azionisti) ed esperienza in termini di gestione e di contatti. I business angels solitamente investono dai 25.000 ai 250.000 euro per ciascuna impresa.

Il GIF 2 finanzia fondi di capitali di rischio che forniscono capitale (equity) o quasi capitale (quasi-equity) a piccole e medie imprese in fase di espansione.
Obiettivo, facilitare l’accesso alle risorse finanziarie per le imprese che realizzino investimenti per innovazione, eco-innovazione, trasferimento tecnologico o per la loro espansione transnazionale, contribuendo alla loro stabilizzazione sul mercato.

Il finanziamento equity è un’operazione a lungo termine nel capitale di rischio di un impresa, mentre il quasi-equity rappresenta uno strumento nuovo e poco conosciuto in Italia: per lo più prestiti partecipativi o subordinati ed obbligazioni convertibili, per durata, modalità di rimborso e remunerazione si colloca tra i prestiti tradizionali e il capitale di rischio.

Lo SMEG

Attraverso lo SMEG, il FEI fornisce le cosiddette “Garanzie UE”, che concedono coperture parziali a portafogli di finanziamenti alle imprese per migliorarne l’accesso al credito per l’avviamento, la crescita e lo sviluppo, nonché promuovere attività innovative. Si duddivide in 4 sportelli che identificano differenti linee di business:

Sportello 1. Le garanzie sui prestiti coprono portafogli di finanziamenti a medio e lungo termine aventi l’obiettivo di sostenere gli investimenti di sviluppo, il capitale circolante ed il trasferimento tecnologico delle Pmi. Considerando il tipo di beneficiario e la sua attività, il FEI può:

  • fornire controgaranzie o cogaranzie ai sistemi di garanzia operanti nei paesi partecipanti;
  • fornire garanzie dirette ad intermediari finanziari adeguati. Per lo più, si tratta di risorse comunitarie che intervengono ad abbattere una parte dei rischi assunti dai confidi operanti a livello locale, e che a loro volta concedono garanzie alle banche per favorire l’accesso al credito delle imprese.

Sportello 2. Le garanzie sul microcredito coprono portafogli di microprestiti (fino a 25.000 euro), che solitamente comportano costi di gestione unitari proporzionalmente più elevati per i mutuatari che non dispongono di garanzie sufficienti.

Scopo dello sportello è di incoraggiare le istituzioni finanziarie ad erogare questa tipologia di strumenti alle microimprese, specialmente in fase di avvio. Oltre alle garanzie o controgaranzie, gli intermediari finanziari possono ricevere sovvenzioni volte a ridurre le elevate spese amministrative legate al microcredito.

Sportello 3. Le garanzie di capitale (Equity) di quasi capitale (Quasi Equity) coprono portafogli di investimenti in Pmi nella fase di avvio e mezzanine financing, termine che identifica una modalità di finanziamento con caratteristiche in parte simili al debito ed in parte simili a una partecipazione al capitale di rischio. Questo sportello ha l’obiettivo di sostenere le Pmi nel migliorare la loro debole struttura finanziaria e le difficoltà legate al trasferimento di impresa.

Sportello 4. Le garanzie di supporto alla cartolarizzazione di portafogli di crediti concessi alle Pmi mobilitano risorse supplementari mediante il prestito, nel quadro di adeguati accordi di condivisione del rischio con le istituzioni finanziarie creditrici. Per poter beneficiare dell’aiuto, queste ultime devono impegnarsi a destinare una parte significativa della liquidità derivante dai capitali smobilizzati alla concessione di nuovi prestiti a Pmi entro un termine ragionevole. L’importo di questa nuova linea di finanziamento tramite cessione del credito è determinato in base al rischio del portafoglio garantito e viene negoziato singolarmente, assieme al periodo, con ciascuna istituzione finanziaria creditrice.

Attuazione in Italia

Per quanto concerne il GIF 1, nel giugno del 2008 il FEI ha investito in 360 Capital One, un fondo di venture capital avente dotazione di 100 milioni di euro e che opera principalmente in Italia e Francia; investe da 1 a 5 milioni di euro in start-up innovative con un focus settoriale su Internet, ICT, tecnologie pulite e servizi finanziari. L’accordo sarà valido fino al 6 dicembre 2011.

Passando allo Strumento di Garanzia, le istituzioni che hanno firmato accordi con il FEI nel nostro paese sono tre. Il primo è Federfidi Lombarda, società consortile partecipata dalla Regione Lombardia, che ha siglato un accordo di garanzia da 225 milioni di euro nell’aprile 2009.
L’intesa, valida fino al 31 dicembre 2011, prevede la copertura di un portafoglio rischi di garanzie e controgaranzie per un totale di 510 milioni di euro, a valere su finanziamenti finalizzati prevalentemente ad investimenti.

In base all’accordo, i confidi soci di Federfidi Lombarda (27 Confidi artigiani, 1 Confidi API, 3 Confidi Confindustria, 2 Confidi Cooperazione e 2 Confidi Agricoltura) potranno elevare la garanzia al sistema bancario a favore delle imprese fino all’80% dell’importo del finanziamento concedibile (in quanto Federfidi potrà controgarantire il loro rischio per l’80%).
Il suddetto sistema costituito dai confidi soci di Federfidi conta oltre 150.000 imprese associate (circa 120.000 imprese artigiane e 28.000 tra Pmi, cooperative ed imprese agricole).

Il secondo è Alleanza di Garanzia, raggruppamento di cui fanno parte Unionfidi (Piemonte), Fidindustria Emilia Romagna, Confidi Province Lombarde, Fidi Toscana e Neafidi (Veneto): nell’aprile 2009, è stato siglato con il FEI un accordo da 449,5 milioni di euro valido fino al 2011. Il raggruppamento era già operativo nell’ambito del precedente programma europeo di sostegno alle Pmi.

La terza intesa, siglata nel febbraio 2010, si è tradotta in Fidi.Gar., associazione temporanea d’impresa di cui fanno parte Eurofidi, ApiVeneto Fidi e Sardafidi: l’accordo di controgaranzia vale 280 milioni di euro e rende disponibile un plafond da 560 milioni di euro per garantire prestiti alle Pmi per realizzare i loro investimenti e finanziare le loro esigenze di capitale circolante.

Oltre a Veneto e Sardegna, coperte territorialmente da ApiVeneto Fidi e Sardafidi, Fidi.Gar. si avvarrà dell’estensione geografica di Eurofidi, che opera in Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Liguria, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo e Molise.

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