Agricoltura: tutti i nuovi incentivi del Dl Competitività

di Barbara Weisz

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Crediti d'imposta per investire in reti d'impresa ed e-commerce, incentivi per l'assunzione di giovani, detrazioni sui terreni: ecco tutte le nuove agevolazioni per le PMI del settore agricolo e agroalimentare.

Rilanciare l’Agroalimentare e sostenere  le PMI agricole promuovendone l’avvicinamento alle nuove tecnologie: con questo obiettivo sono stati inseriti nuovi crediti d’imposta ed altre misure di semplificazione per il settore nel Decreto Competitività (Dl 91/2014).

=> Le altre misure del Decreto Competitività

Crediti d’imposta

Sono previsti per le imprese agricole che investono nel commercio elettronico e per quelle che si uniscono in reti d’impresa o ampliano l’attività di reti già esistenti. Entrambe le agevolazioni sono contenute nell‘articolo 3 del decreto. Il credito va indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo per il quale è concesso, non concorre alla formazione del reddito e del valore della produzione ai fini IRAP ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione. Ai fini fiscali non concorre alla formazione del reddito e del valore della produzione ai fini IRAP. In entrambi i casi, per l’operatività bisogna indicare un decreto del ministero delle Politiche Agricole da emanare entro il 25 agosto (60 giorni dal 25 giugno, entrata in vigore del decreto).

e-Commerce

Per le imprese del settore agricolo c’è un credito d’imposta del 40% sulla spesa in infrastrutture informatiche finalizzate a potenziare il commercio elettronico. L’agevolazione non può superare i 50mila euro e riguarda gli investimenti sostenuti nel periodo d’imposta 2014 e nei due successivi (quindi fino al 2016).

Reti d’impresa

Anche per le reti d’impresa c’è un credito del 40%, in questo caso sulle spese per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e  tecnologie o per la cooperazione di filiera. L’agevolazione non può superare i 400mila euro, nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014 e nei due successivi. E’ riconosciuto alle imprese agricole e alle PMI dell’Agroalimentare, sia per incentivare la creazione di reti d’impresa sia per sostenere lo sviluppo delle reti già esistenti.

Assunzioni agevolate

Previsto un incentivo pari a un terzo della retribuzione lorda imponibile ai fini previdenziali, per 18 mesi, per i datori di lavoro del settore agricolo che assumono giovani fra i 18 e i 35 anni con contratto a tempo indeterminato oppure determinato (almeno per tre anni) e garantire un periodo di occupazione di almeno 102 giornate lavorative annue. E’ previsto dall’articolo 5 del decreto. I giovani assunti devono essere privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi e privi di diploma di istruzione secondaria di secondo grado. Le assunzioni devono avvenire fra il primo luglio 2014 e il 30 giugno 2015 comportando un effettivo incremento occupazionale nell’azienda rispetto all’anno precedente.

=> Agroalimentare: Piano #campolibero per lavoro e imprese

Il beneficio è riconosciuto al datore di lavoro unicamente mediante compensazione dei contributi dovuti e con le seguenti modalità: per i contratti a termine, sei mensilità dal completamento del primo anno di asusnzione, e altre sei rispettivamente dal completamento dei due anni successivi. Per le assunzioni a tempo indeterminato, invece, come detto l’incentivo è riconosciuto per 18 mesi, da calcolare dal completamento del primo anno di assunzione. L’incentivo è riconosciuto direttamente dall’INPS, che ha 60 giorni di tempo per mettere a punto tute le procedure del caso (presentazione domande e via dicendo).

Terreni: detrazioni e rivalutazioni

In base all’articolo 7, ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali che hanno meno di 35 anni è riconosciuta una detrazione del 19% delle spese sostenute per i canoni di affitto dei terreni agricoli, fino a un massimo di 80 euro per ciascun ettaro preso in affitto, e nel limite di 1200 euro annui. L’agevolazione si applica a partire dal periodo d’imposta 2014.

C’è un’altra misura che riguarda invece la rivalutazione dei terreni ai fini fiscali: i redditi dominicale e agrario sono rivalutati del 15% nei periodi di imposta 2013 e 2014, del 30% per il 2015, del 7% a decorrere dal 2016. Per i terreni agricoli e per quelli non coltivati, posseduti e  condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti alla previdenza agricola, la rivalutazione è pari al 5% per i  periodi di imposta 2013 e 2014 e al 10% per il 2015.