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Ricerca industriale, bandi aperti

di Barbara Weisz

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Bando da 3 milioni per 4 nuovi cluster tecnologici aperto fino al 13 ottobre, entro fine 2016 altri 300 milioni per il Piano Nazionale di Ricerca Industriale.

Dal 6 settembre al 13 ottobre è possibile presentare domanda di finanziamenti al 50% per progetti innovativi: serve un piano strategico di cluster tecnologico e due progetti di ricerca industriale. Il bando è pubblicato dal MIUR (Ministero Università e Ricerca)nell’ambito del programma di rilancio del sistema dei Cluster Tecnologici Nazionali per la ricerca industriale. Obiettivo, creare 4 nuovi cluster nelle seguenti aree: Tecnologie per il patrimonio culturale; Design, creatività e Made in Italy; Economia del mare; Energia.

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I 4 cluster affiancheranno gli 8 già attivi: Aerospazio, Agrifood, Chimica verde, Fabbrica intelligente, Mezzi e sistemi per la mobilità di superficie terrestre e marina, Scienze della Vita, Tecnologie per gli ambienti di vita, Tecnologie per le Smart Communities.

A disposizione ci sono 3 milioni di euro. Entro fine anno ce ne saranno altri 300, destinati a tutti e 12 i cluster tecnologici nazionali.

Imprese e università interessate devono presentare entro le 12:00 del 13 ottobre 2016 una domanda che contiene piano di azione, progetti e lettera di intenti della Regione che manifesta interesse per il cluster. I soggetti coinvolti (imprese, università, enti e organismi di ricerca) possono essere massimo otto, la compagine di partenariato deve comprendere almeno una Università o Ente Pubblico di Ricerca.

Gli articoli 4 e 5 del bando definiscono i requisiti per i progetti e il piano d’azione:

  • Progetti: ciascuno deve avere un costo complessivo tra 700mila e 1,2 milioni di euro. Il valore massimo del contributo è pari a 350mila euro per ciascun progetto, la durata massima del quale (indicata in sede di presentazione della domanda) non deve superare i 36 mesi, prorogabile di ulteriori 12. Spese ammissibili: personale, strumenti e attrezzature, fabbricati, terreni, costi ricerca e brevetti, spese generali supplementari, costi di esercizio.
  • Piano d’azione: di durata almeno quinquennale, descrive attività tecnologica del cluster, modello organizzativo, profili professionali, start-up, ricerca, autosostenibilità sul lungo termine e diffusione delle conoscenze.

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I quattro ambiti di intervento:

  • Tecnologie per il patrimonio culturale: produzione di beni e servizi con contenuto artistico e culturale (settori artistici tradizionali, quindi cinematografia, televisione, editoria, industria musicale, e nuovi media), gestione, tutela e promozione del patrimonio storico-artistico-architettonico e alla conservazione, sicurezza, fruizione, valorizzazione e trasformazione del patrimonio culturale.
  • Design, creatività e Made in Italy: ambiti settoriali e merceologici collegati ad una immagine distintiva del prodotto realizzato in Italia, caratterizzati dall’adozione di tecnologie di processo nonché da attività di design e creatività, includendo il sistema della moda (tessile e abbigliamento, cuoio e calzature, conciario, occhialeria), il sistema legno-mobile-arredo-casa, il settore orafo, l’agroalimentare e la meccanica.
  • Economia del mare: industria delle estrazioni marine, cantieristica, ricerca, regolamentazione e tutela ambientale, energia blu, acquacoltura, risorse minerali marine, biotecnologia blu.
  • Energia: componenti e sistemi innovativi per la produzione e la distribuzione di energie sostenibili e a basso contenuto di CO2, produzione, stoccaggio e distribuzione di energia elettrica secondo il concetto di Smart grids.

Intanto, il Governo prosegue nello sviluppo del piano nazionale: entro metà settembre si riunisce un Tavolo di Coordinamento dei Cluster per condividere l’impostazione della nuova programmazione e le linee guida per la riorganizzazione dei Cluster e delle loro attività. Entro ottobre gli otto Cluster già costituiti dovranno presentare un aggiornamento dei Piani Strategici. Infine, entro fine 2016 ci sarà il nuovo bando destinato a tutti e 12 i cluster, che come detto metterà a disposizione oltre 300 milioni di euro per progettualità di ricerca industriale pubblico-privata.