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Prestiti fino a 25mila euro, guida alla domanda per PMI e Partite IVA

di Barbara Weisz

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Il Fondo di Garanzia PMI pubblica i moduli per chiedere i prestiti fino a 25mila euro previsti dal Decreto Liquidità Imprese: regole e istruzioni per PMI e Partite IVA.

Piccole imprese e Partite IVA possono presentare la domanda di prestiti agevolati fino a 25mila euro coperti al 100% dal Fondo di Garanzia PMI, come previsto dal DL Liquidità.

Si tratta della forma più semplice e immediata di finanziamento richiedibile per l’emergenza Coronavirus (il fondo concede la garanzia automaticamente, gratuitamente e senza valutazione).

Il modulo di richiesta alla banca (clicca per scaricarlo direttamente da PMI.it), è pubblicato sul portale del Fondo di Garanzia PMI e sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico. Va inviato per posta elettronica all’istituto di credito a cui si fa domanda di prestito: non è necessario utilizzare la PEC, basta una normale casella email.

Si tratta dei prestiti previsti dall’articolo 13, lettera m, del dl 23/2020, che spettano solo alle PMI e a persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni la cui attività è stata danneggiata dall’emergenza Coronavirus.

Possono arrivare a un massimo di 25mila euro, non possono superare il 25% dei ricavi, sono coperti integralmente dalla garanzia del Fondo e l’unica verifica da parte della banca è quella «formale del possesso dei requisiti, senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del gestore del Fondo medesimo».

L’ABI (Associazione Banche Italiane) ha già emesso la circolare con cui comunica a tutti gli istituti l’avvenuta pubblicazione dei moduli. Non sono richiesti ulteriori passaggi applicativi, quindi sostanzialmente gli aventi diritto possono presentare le domande per ottenere questi finanziamenti.

Compilazione della domanda

Il modulo è composto da sette pagine, ed è composto da un frontespizio dedicato alle generalità, e da tre schede rispettivamente dedicate alla richiesta di intervento del Fondo di Garanzia, alla dichiarazione sulla tipologia e sulle dimensioni dell’impresa (che va compilata solo dalle PMI, non dalle persone fisiche), e all’informativa sul trattamento dei dati. La compilazione è relativamente semplice.

Nel frontespizio (sopra riportato) si inseriscono nome, cognome, luogo e data di nascita, e si specifica poi, barrando l’apposita casella, se la domanda viene presentata in qualità di legale rappresentante dell’impresa oppure di persona fisica esercente attività d’impresa, arti o professioni. Nel primo caso si inseriscono anche denominazione e ragione sociale dell’impresa, codice fiscale iscrizione registro imprese, sede legale, nel secondo caso il numero di partita IVA, iscrizione, residenza.

La scheda contenente la richiesta di garanzia contiene sostanzialmente la dichiarazione sul possesso dei requisiti richiesti: fra le altre cose, il richiedente non è destinatario di provvedimenti giudiziari che applicano le sanzioni amministrative di cui al dlgs 231/2001, accetta che il Fondo acquisisca il diritto di rivalersi per le somme pagate, si impegna a trasmettere la documentazione richiesta e a consentire l’effettuazione di controlli

Bisogna inserire il codice ATECO della propria attività, indicare la finalità del prestito, dichiarare che l’attività è stata danneggiata dall’emergenza Covid 19, inserire i ricavi dell’ultimo esercizio contabile, specificando a quale anno si riferisce e se si tratta di bilancio o dichiarazione. In relazione a questi dati c’è una parte della dichiarazione dedicata solo ai soggetti beneficiari che si sono costituiti dopo il primo gennaio 2019, che possono presentare autocertificazione oppure altra idonea documentazione (il modulo richiede di specificare quale).

Le imprese e le Partite IVA che hanno già utilizzato altre agevolazioni previste dalle Misure Temporanee Ue sugli aiuti di Stato, diverse da quelle coperte dal fondo di Garanzia, devono dettagliare quali aiuti hanno ottenuto (amministrazione concedente e importi). E infine inserire un indirizzo e-mail per le comunicazioni con il Fondo di garanzia.

 

La seconda scheda va compilata solo dalle imprese, che devono specificare se si tratta di impresa autonoma, impresa associata, impresa collegata, e i dati dimensionali: numero di occupati, fatturato, totale di bilancio, categoria dimensionale (micro imprese, piccola imprese e via dicendo). Il modulo contiene tutte le indicazioni sulle caratteristiche che bisogna avere per essere definite imprese autonome, associate o collegate.

Infine, c’è la parte relativa al trattamento dei dati personali, che contiene l’informativa sul trattamento.

Invio domanda

Questo modulo come detto va inviato alla banca e costituisce la base per chiedere il prestito fino al 25% del fatturato, per un massimo di 25mila euro. Se un’azienda fattura almeno 100mila euro può chiedere quindi il finanziamento fino a 25mila euro, altrimenti può arrivare al massimo del 25% del fatturato.

Esempio: fatturato 80mila euro, prestito massimo 20mila euro. Il prestito è a 6 anni, con inizio rimborso quota capitale dopo due anni, la garanzia sul prestito è gratuita mentre si pagano gli interessi che comunque non possono essere superiori al tasso del Rendistato (calcolato come previsto dall’articolo 13, articolo 1, lettera m, penultimo paragrafo, dl liquidità imprese), maggiorato dello 0,2%.

In considerazione della modalità semplificata della concessione della garanzia, la risposta della banca dovrebbe essere molto veloce.

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