Crowdfunding: quando la musica è un progetto d’impresa

di Alessia Valentini

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A chi pensa che fare musica non sia un’impresa risponde la nuova piattaforma di Crowdfunding Musicraiser, dedicata a chi cerca fondi per realizzare un progetto musicale, una sorta di start-up artistica.

In Italia il sistema dei finanziamenti di tipo social ha decisamente preso piede, con iniziative diverse. Qualche nome: Starteed, Boomstarter, Kapipal, Eppela e ING.

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Intorno al mondo della musica girano molti capitali, troppo spesso in mano a pochi, e le “start up” spesso sono snobbate da grandi etichette e radio famose. Per non parlare di chi propone stili emergenti o meno in voga.

Il Crowdfunding può essere una risposta per questi progetti. Ed anche su Musicraiser devono vincere quelli più convincenti: i finanziamenti possono servire per realizzare un disco, un DVD, un videoclip, un tour o campagna promozionale.

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Queste iniziative, come le start-up imprenditoriali, hanno come obiettivo un business musicale ma sono corredate di un progetto di comunicazione: ecco perché, anche chi lavora con la musica in maniera indiretta, può usufruire di Musicraiser (organizzatore di concerti, promoter, locale, festival o associazione, video maker, fotografo, editore, sala prove, studio di registrazione…).

Gli step sono noti: costruire e inserire il proprio progetto previa registrazione sulla piattaforma, inserire contenuti che migliorino la comprensione dell’idea, studiare ricompense per chi voterà  il proprio progetto, farsi pubblicità  mediante i social network collegati, seguire gli avanzamenti del progetto attuando dei correttivi per migliorare il ranking.

In caso di vittoria del 100% della somma entro il tempo limite, il proponente riceverà  la somma decurtata del 15%, che rappresenta il guadagno per Musicraiser, i costi di transazione e l’IVA.
I fondi per un progetto che non va a buon fine vengono restituiti.

Una precisazione sui diritti di proprietà  intellettuale: gli artisti che aprono una raccolta fondi non sono vincolati né dal punto di vista discografico né editoriale, e quindi mantengono i diritti su tutto il loro lavoro. Anche per altri tipi di progetto Musicraiser non pretende alcun tipo di diritto intellettuale, caratteristica che non è sempre possibile trattando con etichette e producer.

Per maggiori informazioni visita il sito Musicraiser