Evasione, controlli incrociati Fisco e GdF

di Redazione PMI.it

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La Guardia di Finanza potrà accedere alla super-anagrafe tributaria del Fisco per scovare gli evasori, dati conservati fino a dieci anni: emendamenti al decreto Fiscale.

Anche la Guardia di Finanza potrà utilizzare l’anagrafe tributaria per analisi del rischio evasione, all’interno della quale i dati possono essere conservati per dieci anni: sono alcune delle novità previste da un emendamento al decreto fiscale approvato in commissione che riguarda la lotta all’evasione. Le novità in tema di contrasto all’evasione inserite nel decreto fiscale allungano i termini per la conservazione dei dati relativi alle movimentazione dei conti correnti e alle operazioni finanziarie che banche e operatori inviano all’anagrafe tributaria.

E stabiliscono che al supercervellone del Fisco possa accedere anche la GdF, con gli stessi poteri dell’Agenzia delle Entrate, quindi analisi del rischio evasione, semplificazione degli adempimenti relativi alla presentazione della DSU (dichiarazioni sostitutiva unica, che si compila per ottenere l’ISEE, l’indice della situazione economica equivalente) e controlli relativi alla stessa DSU.

Accesso all’anagrafe tributaria consentito anche al Dipartimento delle Finanze, finalizzato ad attività di quantificazione e monitoraggio dell’evasione fiscale.

=> Modifiche al decreto fiscale: cosa ci attende

Le attività della GdF relative all’utilizzo della superanagrafe tributaria confluiscono nella relazione annuale che l’Agenzia delle Entrate trasmette annualmente alle Camere sui risultati relativi all’emersione dell’evasione. Le banche dati vengono utilizzate da Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate per elaborare piani di intervento antievasione e in generale aumentano la collaborazione e lo scambio di dati.

Il decreto è intanto arrivato all’esame dell’aula: oltre all’emendamento in oggetto, ci sono diverse modifiche relative anche alla pace fiscale.

Quanto alla pace fiscale, ricordiamo che le principali modifiche in commissione riguardano le rate per la rottamazione ter, che diventano 18 (dalle precedenti 10), sempre spalmate su cinque anni, e la mini sanzione di 200 euro per periodo di imposta sulle irregolarità formali (che non comportano il pagamento di una minore imposta).