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Competenze CFO: le nuove priorità tra IA, rischi e formazione dei talenti

di Teresa Barone

16 Ottobre 2026 10:59

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La ricerca RANDSTAD e Deloitte presentata al Congresso ANDAF indica energia e inflazione tra i rischi principali. IA, formazione e pianificazione guidano le nuove priorità Finance.

Il Congresso nazionale ANDAF ha presentato una nuova fotografia delle priorità dei CFO italiani, chiamati a gestire i rischi energetici, integrare l’Intelligenza Artificiale nei processi finanziari e aggiornare le competenze dei propri collaboratori. La ricerca realizzata con Randstad Professional e Deloitte evidenzia la crescente responsabilità strategica dei direttori finanziari, mentre l’associazione rafforza le iniziative dedicate alla formazione e alla qualificazione professionale.

In sintesi:

  • l’indagine si basa su 171 interviste a professionisti del settore e il 20,5% delle aziende coinvolte indica prezzi energetici e tensioni inflazionistiche come principale fattore di rischio per i successivi 12 mesi;
  • il 32% unta su modelli di simulazione e pianificazione degli scenari per affrontare l’incertezza e il 46,8% dei CFO privilegia la stabilità organizzativa e la riqualificazione interna del personale.

ANDAF conferma l’evoluzione strategica del CFO

La ricerca “L’evoluzione del CFO” conferma l’ampliamento delle responsabilità dei direttori finanziari italiani, sempre più coinvolti nella pianificazione aziendale, nella gestione dei rischi e nella trasformazione delle organizzazioni.

Lo studio analizza le attività dei professionisti Finance in un contesto influenzato dall’incertezza geopolitica, dalla transizione tecnologica e dalle nuove esigenze di gestione del personale.

Il ruolo del CFO nell’era dell’Intelligenza Artificiale comprende infatti responsabilità che oggi coinvolgono la qualità dei dati, la valutazione degli investimenti tecnologici e la collaborazione con le altre funzioni aziendali.

Secondo Agostino Scornajenchi, presidente ANDAF e amministratore delegato di Snam, il direttore finanziario è chiamato a contribuire alla definizione della direzione dell’impresa, affiancando alla misurazione dei risultati una visione di lungo periodo.

Energia e inflazione guidano i rischi finanziari verso il 2027

Prezzi dell’energia e tensioni inflazionistiche rappresentano la principale preoccupazione per il 20,5% delle aziende considerate nell’indagine Randstad Professional–ANDAF–Deloitte, davanti alle altre variabili geopolitiche, economiche e tecnologiche che condizionano le prospettive aziendali.

La volatilità dei costi energetici incide sulle previsioni finanziarie delle imprese, soprattutto nei settori a maggiore intensità energetica. Per i CFO, il rischio riguarda la capacità di preservare i margini, programmare gli approvvigionamenti e sostenere gli investimenti nel medio periodo.

Se l’energia alimenta lo sviluppo economico, industriale e tecnologico, sono le competenze e la capacità delle persone di interpretare i cambiamenti a trasformare questo potenziale in competitività e creazione di valore.

È la riflessione proposta da Scornajenchi, che richiama la necessità di valutare le decisioni energetiche in una prospettiva capace di considerare anche gli effetti futuri sul business.

Tra le risposte individuate dai professionisti Finance emerge il ricorso alla pianificazione per scenari: il 32% degli intervistati indica modelli di simulazione e previsione come strumenti per affrontare l’incertezza. Una variazione del costo dell’energia può infatti modificare il fabbisogno finanziario dell’impresa.

Per la direzione Finance, la gestione del rischio energetico richiede di valutare l’esposizione dell’impresa alle oscillazioni dei prezzi, la durata dei contratti di fornitura e la capacità di trasferire eventuali rincari sui prezzi di vendita. Il ricorso a scenari alternativi consente di stimare gli effetti sui margini e sui flussi di cassa, tenendo conto anche dei fabbisogni produttivi e delle condizioni di approvvigionamento.

L’impatto finanziario dipende inoltre dalla struttura dei costi aziendali. Nelle imprese energivore prevale l’esposizione diretta alla volatilità dei prezzi, mentre nelle attività meno intensive possono assumere maggiore rilevanza i rincari incorporati nelle forniture e nei servizi acquistati. Per il CFO, questa distinzione orienta le scelte di copertura, la revisione del budget e la programmazione degli investimenti.

L’IA nel Finance richiede competenze e governance

L’Intelligenza Artificiale amplia le possibilità di automazione e analisi nella funzione Finance, richiedendo ai CFO nuove competenze per governare i dati, valutare i rischi e integrare le applicazioni tecnologiche nei processi decisionali.

La ricerca presentata al Congresso ANDAF evidenzia le difficoltà legate alla preparazione dei professionisti, alla disponibilità di competenze interne e all’integrazione dei nuovi strumenti con i sistemi informativi già utilizzati dalle imprese.

La qualità e l’affidabilità dei dati assumono un ruolo centrale, insieme alla cybersicurezza e alla definizione delle responsabilità nella supervisione dei risultati prodotti dagli algoritmi.

Secondo Valeria Brambilla, Deloitte EMEA Audit & Assurance Leader, le competenze necessarie ai CFO comprendono la data literacy, l’AI governance e la collaborazione tra persone e sistemi intelligenti.

Collaborazione uomo-macchina significa lavorare efficacemente con sistemi di AI e capire come sfruttare al meglio le loro capacità. Sapere quando fidarsi della macchina e quando applicare il giudizio umano.

Per il direttore finanziario, la data literacy permette di interpretare criticamente le informazioni utilizzate per le previsioni, mentre l’AI governance riguarda il presidio dei rischi, la definizione delle responsabilità e la verifica dell’affidabilità degli strumenti adottati.

Le applicazioni di automazione possono riguardare la riconciliazione dei dati, la reportistica periodica e il supporto alle previsioni finanziarie. L’effettivo beneficio per l’impresa dipende dall’integrazione con i sistemi esistenti e dalla capacità dei professionisti di controllare i risultati.

Le priorità dei CFO per investimenti e gestione del personale

La riqualificazione delle competenze interne rappresenta una delle scelte organizzative privilegiate dai CFO italiani, che intendono adeguare i team Finance alla crescente richiesta di capacità digitali, specialistiche e di collaborazione con le altre funzioni.

Il 46,8% degli intervistati punta sulla continuità organizzativa accompagnata dal reskilling del personale, con una progressiva evoluzione delle attività ripetitive verso ruoli specializzati o ibridi.

La ricerca individua anche due aree di particolare attenzione strategica per i direttori finanziari: l’ottimizzazione della struttura finanziaria, indicata dal 25,1% degli intervistati, e la pianificazione degli investimenti, segnalata dal 24,3%.

Come sottolinea Simona Buriani, Director di Randstad Professional divisione Finance, le caratteristiche organizzative richieste comprendono la collaborazione tra funzioni, la capacità di adattamento e l’acquisizione di competenze digitali e legate all’IA.

La trasformazione delle attività Finance richiede quindi una valutazione congiunta delle competenze disponibili, delle attività suscettibili di automazione e dei profili professionali da sviluppare, anche attraverso percorsi di aggiornamento e formazione continua.

Formazione CFO e certificazioni: le iniziative ANDAF

ANDAF sostiene lo sviluppo professionale dei direttori finanziari attraverso percorsi formativi, mentoring e strumenti di riconoscimento delle competenze, tra cui il CFO Value Program e i sistemi di attestazione e certificazione professionale.

Il CFO Value Program, promosso da ANDAF Academy, integra formazione manageriale, mentoring personalizzato e occasioni di confronto professionale. Il percorso prevede attività dedicate alla leadership finanziaria e consente l’accesso agevolato al sistema di certificazione professionale dei CFO.

Per il riconoscimento delle competenze esistono due strumenti differenti, con requisiti e procedure specifiche.

Attestazione ANDAF e certificazione del CFO

L’attestazione di qualità e qualificazione professionale è rilasciata da ANDAF ai soci in possesso dei requisiti previsti dall’associazione. Il riferimento normativo è l’articolo 7 della Legge 14 gennaio 2013, n. 4, che disciplina il sistema di attestazione per le professioni non organizzate in ordini o collegi.

La certificazione del profilo professionale CFO segue invece la prassi UNI/PdR 104:2021 ed è rilasciata da Intertek, organismo accreditato da Accredia, previo accertamento dei requisiti e superamento dell’esame previsto. La procedura comporta il pagamento delle relative quote, con condizioni agevolate per gli associati ANDAF.

Le due procedure rispondono a finalità differenti e possono contribuire alla valorizzazione delle competenze nella funzione Amministrazione, Finanza e Controllo. L’attestazione associativa non costituisce un requisito obbligatorio per l’esercizio della professione.

Le iniziative di formazione promosse da ANDAF comprendono inoltre corsi specialistici e attività di aggiornamento dedicate alle nuove competenze digitali e manageriali, con particolare attenzione all’impiego dell’IA nella direzione finanziaria.