Capitale di rischio: NVM Ventures punta su startup deep tech e dual-uses

di Teresa Barone

16 Ottobre 2026 09:00

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NVM Venture Lazio è il comparto dedicato alle startup pre-seed e seed delle tecnologie STEP: capitale raccolto, settori di investimento e ruolo di Lazio Innova.

Il mercato italiano del venture capital si arricchisce di NVM Ventures, un nuovo fondo multi-comparto che ha annunciato la prima raccolta di capitali destinati a startup deep tech con applicazioni civili e per la difesa.

Lazio Innova ha sottoscritto una partecipazione nel primo comparto, NVM Venture Lazio, attraverso Lazio Venture 2, fondo di fondi della Regione Lazio. L’iniziativa punta a finanziare imprese tecnologiche nelle prime fasi di sviluppo, in un mercato nel quale aumentano gli investimenti complessivi mentre diminuiscono i round per le startup più giovani.

In sintesi:

  • il comparto NVM Venture Lazio mira ad una raccolta di 35 milioni di euro e a costruire un portafoglio di 10-15 startup dual-use in fase pre-seed e seed;
  • Lazio Innova ha sottoscritto 18,83 milioni nel comparto NVM Venture Lazio attraverso il fondo di fondi Lazio Venture 2, cofinanziato dal PR FESR 2021-2027;
  • in Italia i round pre-seed e seed sono diminuiti da 183 a 116 nei primi nove mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025 (Osservatorio Growth Capital–Italian Tech Alliance).

NVM Ventures, primo closing per il lancio di startup innovative

Il primo comparto di NVM Ventures, denominato NVM Venture Lazio, ha completato un closing iniziale da 23,6 milioni di euro di impegni sottoscritti dagli investitori. Il fondo intende finanziare imprese innovative nelle fasi iniziali di sviluppo, operando prevalentemente come investitore principale nei round di finanziamento.

Il venture capital consente ai fondi specializzati di acquisire partecipazioni nelle imprese selezionate, accompagnandone la crescita attraverso capitale, competenze e relazioni industriali. Il primo closing rappresenta la sottoscrizione degli impegni da parte degli investitori del fondo: gli investimenti nelle singole startup saranno realizzati successivamente, sulla base delle decisioni dei gestori.

La composizione della raccolta di NVM Venture Lazio evidenzia il ruolo dell’investimento regionale, effettuato da Lazio Innova attraverso Lazio Venture 2. Dai dati comunicati dall’investitore pubblico emerge la seguente ripartizione, con percentuali e differenze calcolate sui capitali sottoscritti.

Composizione della raccolta Importi e quote
Primo closing 23,6 milioni di euro
Impegno Lazio Innova tramite Lazio Venture 2 18,83 milioni, pari al 79,8% del closing
Altri impegni sottoscritti 4,77 milioni, pari al 20,2%
Obiettivo finale 35 milioni, con ulteriori 11,4 milioni da raccogliere

Le elaborazioni evidenziano che quasi quattro quinti della prima raccolta sono sostenuti dall’investitore regionale. Il completamento dell’obiettivo finale richiederà ulteriori sottoscrizioni. L’ammontare raccolto non determina automaticamente il valore dei singoli investimenti, che dipenderà dalle operazioni selezionate e dalle risorse destinate alla gestione del fondo.

NVM Ventures è promosso da Andrea Bonabello e Niccolò Bienati, soci fondatori e membri del consiglio di amministrazione del general partner. La gestione del comparto NVM Venture Lazio coinvolge Giorgio Gulienetti e Alessandro Casiraghi, fund manager del gestore delegato e figure di riferimento della strategia di investimento.

La struttura multi-comparto consente alla piattaforma NVM Ventures di organizzare strategie di investimento differenti, affiancando ai singoli comparti professionisti specializzati e condividendo funzioni di governance, controllo dei rischi e conformità normativa. NVM Venture Lazio è il primo comparto annunciato.

Venture capital italiano in crescita ma frenato sui giovani

Nei primi nove mesi del 2026 gli investimenti di venture capital in Italia hanno raggiunto 1,465 miliardi di euro, rispetto agli 855 milioni dello stesso periodo del 2025, mentre il numero complessivo dei round è sceso da 306 a 210. È il quadro rilevato dall’Osservatorio trimestrale Growth Capital–Italian Tech Alliance, diffuso l’8 ottobre 2026. Il mercato sta quindi concentrando maggiori risorse su un numero inferiore di imprese.

Le operazioni pre-seed e seed, che rappresentano il primo accesso al capitale di rischio per molte startup, hanno registrato una contrazione del 37%. Al contrario, i round di Serie B e successivi sono raddoppiati, concentrando il 44% dei capitali investiti.

In questo scenario, l’avvio di un fondo specializzato nelle imprese tecnologiche più giovani amplia l’offerta di capitali proprio nel segmento che ha mostrato le maggiori difficoltà. La presenza di un investitore istituzionale regionale consente inoltre di indirizzare una parte della raccolta verso progetti che richiedono tempi di sviluppo industriale generalmente più lunghi di quelli delle startup digitali tradizionali.

La disponibilità di fondi specializzati si inserisce nella più ampia evoluzione del venture capital europeo, impegnato ad ampliare il numero di imprese finanziabili e a rafforzare la collaborazione tra investitori. Per le startup italiane, la questione riguarda soprattutto la continuità tra i primi investimenti, la validazione del prodotto e i successivi round di crescita.

Dual-use e tecnologie STEP: i settori di investimento

NVM Venture Lazio intende investire in startup deep tech con applicazioni dual-use, ossia tecnologie utilizzabili sia in ambito civile sia in ambito militare o di sicurezza. La strategia comprende aerospazio, tecnologie marittime, robotica, sistemi autonomi, cybersicurezza, intelligenza artificiale applicata alla difesa, infrastrutture energetiche, nuovi materiali, manifattura avanzata e biotecnologie.

Le applicazioni dual-use ampliano i possibili mercati di riferimento di una tecnologia. Un sistema autonomo sviluppato per l’ispezione di infrastrutture industriali può trovare impiego anche nella sorveglianza di siti sensibili; una soluzione di cybersicurezza destinata a reti aziendali può essere adattata alla protezione di infrastrutture critiche. L’accesso ai diversi mercati dipende dalle caratteristiche del prodotto, dalle certificazioni richieste e dagli eventuali vincoli normativi.

Il settore sta attirando una quota crescente di capitale. Secondo il rapporto Defence, Security and Resilience in Europe 2026, realizzato da Dealroom con il NATO Innovation Fund, nel 2025 le startup europee attive nelle tecnologie per difesa, sicurezza e resilienza hanno raccolto 8,7 miliardi di dollari di venture capital, in aumento del 55% rispetto all’anno precedente.

Il riferimento alle tecnologie STEP colloca la strategia del fondo nell’ambito della Piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa, istituita dal Regolamento (UE) 2024/795 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 febbraio 2024. L’iniziativa, illustrata sul portale istituzionale STEP, indirizza risorse europee verso tecnologie digitali e deep tech, tecnologie pulite, biotecnologie e, dopo l’estensione prevista dal Regolamento (UE) 2025/2653, tecnologie per la difesa.

Per il comparto NVM Venture Lazio, l’appartenenza a queste filiere costituisce un riferimento industriale nella ricerca di imprese ad alto potenziale. La validazione della tecnologia, la possibilità di realizzare un prodotto destinato al mercato e la capacità di crescere a livello internazionale rappresentano i passaggi industriali sui quali il fondo intende intervenire.

I progetti coerenti con gli obiettivi di NVM Ventures

La strategia annunciata da NVM Venture Lazio privilegia imprese deep tech nelle fasi pre-seed e seed, con applicazioni dual-use, potenziale di espansione internazionale e collegamenti industriali con il territorio laziale. Il comparto intende costruire un portafoglio selezionato di 10-15 società.

Per valutare la coerenza di una startup con questi obiettivi occorre considerare contemporaneamente maturità del progetto, applicazioni commerciali, fabbisogno di capitale e possibilità di sviluppo industriale. I seguenti casi rappresentano una lettura editoriale delle caratteristiche annunciate dal fondo e non costituiscono criteri ufficiali di ammissione.

Profilo dell’impresa Coerenza con la strategia annunciata
Spin-off universitario con un prototipo di robotica per ispezioni industriali e sicurezza delle infrastrutture, interessato a svilupparsi nel Lazio Profilo coerente per fase iniziale, contenuto deep tech, possibili applicazioni dual-use e trasferimento tecnologico. Occorrerebbe dimostrare la fattibilità del prodotto e l’esistenza di potenziali clienti.
Startup di cybersicurezza in fase seed, con una soluzione per reti industriali e infrastrutture critiche Settore compatibile con la strategia del comparto. La valutazione richiederebbe elementi sulla proprietà della tecnologia, sulle applicazioni e sulle prospettive di commercializzazione.
Nuova impresa di materiali avanzati con risultati di laboratorio e possibili applicazioni aerospaziali Profilo potenzialmente coerente con deep tech e tecnologie STEP. Il principale elemento da sviluppare sarebbe la transizione dai risultati scientifici alla validazione industriale.
PMI manifatturiera consolidata che cerca risorse per acquistare macchinari già disponibili sul mercato Fabbisogno generalmente distante dalla strategia pre-seed e seed dichiarata. Potrebbero essere più pertinenti strumenti di finanziamento degli investimenti produttivi.

Non sono noti eventuali ticket minimo o massimo per singola startup né una procedura pubblica di candidatura. L’effettiva possibilità di presentare un progetto dipenderà quindi dalle modalità di selezione adottate dal gestore.

Per le imprese con progetti coerenti, la preparazione di una proposta richiede una descrizione verificabile della tecnologia sviluppata, dello stato di validazione, delle applicazioni civili e di sicurezza, dei clienti potenziali e delle risorse necessarie per raggiungere la fase industriale successiva. Sono elementi utili per valutare la sostenibilità di un investimento in capitale di rischio, soprattutto nelle filiere caratterizzate da lunghi cicli di sviluppo.

Il modello ibrido di Lazio Venture 2

Lazio Venture 2 è il fondo di fondi della Regione Lazio, gestito da Lazio Innova e cofinanziato dal Programma regionale FESR 2021-2027, attraverso il quale è stata sottoscritta una partecipazione in NVM Venture Lazio. Il fondo pubblico investe in fondi di investimento alternativi gestiti da operatori professionali, che a loro volta selezionano e finanziano le startup e le PMI ammissibili secondo la propria strategia di investimento e i vincoli del programma regionale.

Il modello permette alla Regione di mobilitare capitale pubblico e privato attraverso gestori specializzati, favorendo investimenti in imprese localizzate nel Lazio o interessate a sviluppare un’attività sul territorio. Lazio Venture 2 attribuisce particolare attenzione alle fasi iniziali di crescita, al trasferimento tecnologico e ai settori deep tech, hard tech e STEP.

Il Lazio punta su filiera aerospaziale e trasferimento tecnologico

Il Lazio ospita una filiera aerospaziale che comprende ricerca, produzione e servizi, con oltre 300 imprese, circa 23mila addetti e un fatturato annuo superiore a 5 miliardi di euro, di cui 1,6 miliardi di export, secondo i dati regionali riportati da Lazio Innova nel comunicato del 6 ottobre 2026.

La presenza di centri di ricerca, università, grandi gruppi industriali e imprese specializzate offre alle startup deep tech un ambiente favorevole alla validazione industriale dei progetti. La vicinanza tra chi sviluppa nuove tecnologie e le aziende che possono utilizzarle permette di costruire collaborazioni e sperimentazioni necessarie per arrivare al mercato.

È soprattutto nel trasferimento tecnologico che NVM Venture Lazio intende intervenire, finanziando il percorso che conduce dai risultati della ricerca alla realizzazione di prodotti industriali e alla ricerca dei primi clienti.

Il nostro lavoro è riconoscerle presto, capirne la reale ambizione e accompagnarle verso clienti che hanno cicli di acquisto lunghi e requisiti molto stringenti.

Così Giorgio Gulienetti, fund manager del comparto, descrive l’attività di selezione e accompagnamento delle giovani imprese. Nei settori dell’aerospazio e della difesa, le esigenze dei clienti industriali, la qualificazione dei fornitori e i tempi dei processi di acquisto richiedono capitali e competenze adeguati alla maturazione del prodotto.

Anche la vicepresidente della Regione Lazio e assessore allo Sviluppo economico, Roberta Angelilli, ha richiamato il ruolo delle tecnologie STEP nel rafforzamento della competitività e dell’autonomia tecnologica europea, sottolineando il contributo del nuovo fondo alla crescita delle imprese innovative e alla valorizzazione delle competenze industriali e scientifiche regionali.