Per i medici e i professionisti della sanità che operano come autonomi la gestione degli aspetti fiscali rappresenta spesso un secondo lavoro, un impegno aggiuntivo tanto complesso quanto delicato. Il regime forfettario, tra i vari regimi fiscali disponibili in Italia, è certamente una delle opzioni più attrattive e convenienti sia in virtù della tassazione agevolata, sia delle numerose semplificazioni di natura amministrativa e contabile.
Anche nel 2026 l’accesso a questo regime, tuttavia, è regolato da precisi requisiti e da limiti specifici che è necessario conoscere a priori, al fine di coglierne tutti i vantaggi fiscali, economici e pratici ed evitare brutte sorprese da parte del Fisco.
Regime forfettario: requisiti per i professionisti sanitari
Per beneficiare di agevolazioni e semplificazioni, i professionisti del comparto sanitario devono rispettare i requisiti del regime forfettario.
Nel dettaglio, l’accesso è disciplinato da precisi limiti relativi ai ricavi e alle spese sostenute nell’anno di imposta precedente:
- la soglia dei ricavi e dei compensi percepiti non deve superare la soglia di 85.000 euro;
- le spese sostenute per il lavoro accessorio e dipendente e per i compensi erogati ai collaboratori non devono superare l’importo complessivo di 20.000 euro lordi.
È fondamentale non oltrepassare il limite dei ricavi, poiché questo comporta la fuoriuscita automatica dal regime forfettario e il passaggio forzato al regime ordinario a partire dall’anno successivo.
Nel caso di professionisti che lavorano anche come dipendenti presso ospedali e strutture sanitarie, inoltre, l’accesso al regime forfettario non è precluso purché il reddito da lavoro dipendente o assimilato non superi i 35.000 euro annui, sempre con riferimento all’anno precedente.
Infine, non possono aderire al regime forfettario coloro che detengono partecipazioni in società di persone o in società di capitali che controllano altre società.
Vantaggi e semplificazioni del regime forfettario
Il regime forfettario per medici e sanitari con Partita IVA è indubbiamente conveniente da diversi punti di vista, soprattutto per quanto riguarda la tassazione e la gestione semplificata della fatturazione.
È infatti prevista una Flat Tax specifica, un’imposta sostitutiva a IRPEF, IRAP e addizionali pari al 15% (ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività se nei tre anni precedenti non era attiva la Partita IVA e se l’attuale attività non è una prosecuzione di quella svolta come dipendente).
Il calcolo del reddito imponibile avviene tenendo conto di un coefficiente di redditività, che per le professioni sanitarie è pari al 78%. In altre parole, viene tassata solo questa percentuale mentre il restante 22% non si considera nel calcolo e rappresenta una spesa non deducibile. I forfettari, inoltre, beneficiano dell’esenzione IVA sulle prestazioni di cura e diagnostiche e non sono obbligati alla tenuta delle scritture contabili complesse.
Limiti e aspetti a cui prestare attenzione
L’aspetto principale a cui prestare attenzione se si gestisce l’attività con il regime forfettario è certamente l’eventuale superamento dei limiti di reddito previsti che, come accennato sopra, comporta il passaggio al più complesso regime ordinario e la perdita delle agevolazioni.
Per valutare la convenienza del regime forfettario, inoltre, è fondamentale conoscere le regole di deducibilità dal reddito dei contributi previdenziali che devono essere versati all’INPS o alle specifiche casse previdenziali: gli importi sono interamente deducibili dal reddito imponibile, che deve essere calcolato moltiplicando il fatturato lordo per il coefficiente di redditività e sottraendo i contributi.
Per quanto riguarda i limiti che caratterizzano il regime forfettario, infine, ci sono due fattori da mettere in evidenza:
- non è possibile portare in deduzione le spese effettive, come l’affitto dello studio o l’acquisto di attrezzature e strumenti o i corsi di aggiornamento professionale;
- non è possibile detrarre l’IVA sugli acquisti Quando si acquista un bene o un servizio per la propria attività, quindi, l’IVA pagata al fornitore non può essere recuperata e diventa a tutti gli effetti parte del costo totale.
Adempimenti obbligatori per i forfettari
Il regime forfettario alleggerisce notevolmente il carico fiscale, tuttavia non azzera la burocrazia: i professionisti sanitari, nello specifico, sono tenuti a rispettare una serie di adempimenti come l’obbligo della fatturazione elettronica per le prestazioni sanitarie rese a soggetti titolari di Partita IVA (B2B) o effettuate verso la Pubblica Amministrazione, per le cessioni di beni e per le prestazioni non sanitarie verso qualsiasi soggetto.
Le fatture tradizionali, invece, devono essere emesse nei confronti dei pazienti e i dati sanitari devono essere inviati al Sistema Tessera Sanitaria (STS), permettendo all’Agenzia delle Entrate di predisporre la dichiarazione dei redditi precompilata.
La gestione quotidiana della partita IVA forfettaria, infine, richiede l’applicazione dell’imposta di bollo sulle fatture sanitarie esenti IVA di importo superiore a 77,47 euro.
Semplificare la gestione dell’attività con Fatture in Cloud
Per i forfettari che operano in ambito sanitario, quindi, tenere sotto controllo la fatturazione, l’invio dei dati al STS e il monitoraggio degli incassi può diventare un impegno aggiuntivo che sottrae tempo alla cura dei pazienti.
Un software di fatturazione completo, come Fatture in Cloud, rappresenta un alleato strategico per trasformare gli adempimenti amministrativi e fiscali in un flusso di lavoro rapido ed efficace, grazie a una serie di funzionalità specifiche:
- gestione semplificata di tutte le fasi della fatturazione (per le fatture elettroniche e non elettroniche), dalla creazione dei documenti fino all’invio automatico dei dati delle spese al Sistema Tessera Sanitaria, in modalità singola o in blocco;
- creazione di preventivi, scadenziario e invio di solleciti di pagamento;
- ricezione dei pagamenti e riconciliazione bancaria automatica, grazie all’integrazione tra Fatture in Cloud e TS Pay;
- calcolo in tempo reale del fatturato netto, ricevendo notifiche ad hoc quando ci si avvicina o si supera il limite degli 85.000 euro. Il software, inoltre, è in grado di restituire una stima delle tasse da versare.
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