Tratto dallo speciale:

ISEE 2026: come, quando e quanto incidono le nuove soglie sulla prima casa

di Anna Fabi

5 Gennaio 2026 12:02

logo PMI+ logo PMI+
Anche con le nuove regole ISEE 2026, non tutte le famiglie rientrano nelle agevolazioni. Ecco i casi in cui l’esenzione sulla prima casa non è sufficiente.

Le modifiche all’ISEE introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 non producono effetti automatici per tutti i nuclei familiari. L’innalzamento delle soglie di esclusione della prima casa e l’aggiornamento della scala di equivalenza possono ridurre l’indicatore, ma solo in presenza di condizioni precise.

Per capire quando le nuove soglie aiutano in concreto – e quando invece non bastano – è necessario guardare all’intero meccanismo dell’ISEE. Quindi, dopo aver spiegato le nuove regole ISEE introdotte con la Manovra 2026, concentriamoci adesso sulle conseguenze pratiche per chi presenta la DSU nel 2026.

Chi beneficia davvero dell’aumento delle soglie

La franchigia sulla prima casa dal calcolo dell’ISEE non è una novità del 2026: era già prevista negli anni precedenti. A cambiare sono perimetro e ampiezza dell’esclusione, grazie all’innalzamento delle soglie patrimoniali ed alla differenziazione geografica. I nuclei che traggono maggiore vantaggio dalle nuove regole sono quelli che:

  • risiedono in un comune capoluogo di città metropolitana (franchigia 120.000 euro);
  • possiedono un’abitazione principale con valore catastale medio-alto (franchigia 91.500 euro);
  • hanno almeno due figli conviventi, grazie agli incrementi della soglia e della scala di equivalenza;
  • richiedono le specifiche prestazioni per le quali le nuove regole ISEE trovano applicazione.

Solo in questi casi l’esclusione della prima casa fino alle nuove soglie può ridurre in modo sensibile l’indicatore, con effetti concreti sull’accesso alle prestazioni agevolate. L’intervento in Manovra può infatti ridurre l’indicatore per molti nuclei familiari mentre non produce effetti automatici su tutte le prestazioni agevolate.

Quando l’ISEE resta alto nonostante le nuove soglie

L’innalzamento della soglia sulla prima casa non è sufficiente, da solo, a contenere l’ISEE se il nucleo presenta altre componenti rilevanti. In particolare, l’indicatore può restare elevato in presenza di:

  • patrimonio mobiliare consistente (conti, depositi, investimenti);
  • giacenze medie elevate nell’anno di riferimento;
  • redditi complessivi medio-alti;
  • nuclei di piccole dimensioni, per effetto di una scala di equivalenza meno favorevole.

In questi casi la riduzione del valore immobiliare escluso incide solo marginalmente sul risultato finale.

Il ruolo decisivo della scala di equivalenza

Le maggiorazioni introdotte nel 2026 sulla scala di equivalenza rafforzano il vantaggio per i nuclei con figli, ma non uniformano gli effetti tra famiglie diverse.

I nuclei monocomponente o con due adulti senza figli continuano a presentare un ISEE relativamente elevato a parità di reddito e patrimonio, mentre le famiglie con più figli vedono amplificato l’effetto delle nuove soglie.

Prestazioni coinvolte e prestazioni escluse

Un elemento centrale riguarda l’ambito di applicazione delle nuove regole. Le modifiche alla soglia di esclusione della prima casa e alla scala di equivalenza incidono solo sugli ISEE utilizzati per:

  • Assegno unico e universale;
  • Assegno di inclusione (ADI);
  • Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL);
  • Bonus asilo nido;
  • Bonus nuovi nati.

Per altre tipologie di ISEE – come quelli universitari, sociosanitari o per i servizi comunali – continuano ad applicarsi le regole precedenti, senza benefici dalle nuove soglie.

Perché verificare l’ISEE nel 2026

Nel 2026 la presentazione della DSU richiede particolare attenzione, soprattutto per i nuclei che si collocano vicino alle soglie di accesso alle prestazioni. Le nuove regole possono fare la differenza, ma solo se lette nel loro perimetro applicativo.

L’errore più frequente è considerare l’innalzamento delle soglie come un’esclusione generalizzata della prima casa: la norma opera in modo selettivo e produce effetti diversi a seconda della composizione del nucleo e della prestazione richiesta.