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Codice degli incentivi: parità di accesso per autonomi e PMI ai bandi pubblici

di Anna Fabi

24 Novembre 2025 09:31

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Il nuovo decreto di Governo riconosce ai lavoratori autonomi le stesse condizioni delle PMI nell’accesso agli incentivi pubblici, superando esclusioni e incertezze.

Il Consiglio dei Ministri del 20 novembre ha approvato in via definitiva il nuovo Codice degli incentivi, un decreto atteso dal mondo produttivo perché ridisegna in modo organico il funzionamento dei contributi pubblici alle attività economiche.

La novità più rilevante riguarda l’introduzione, all’articolo 10, del principio di parità di accesso agli incentivi per i lavoratori autonomi, che potranno partecipare agli stessi bandi previsti per le piccole e medie imprese (PMI) quando la misura risulta compatibile con la loro attività.

Come funziona il nuovo Codice degli incentivi

L’introduzione della parità di accesso di cui alla Legge 27 ottobre 2023, n.160 amplia la platea dei beneficiari e punta a garantire maggiore trasparenza, evitando interpretazioni divergenti da parte delle amministrazioni che gestiscono i bandi. Il decreto legislativo, attuativo della Legge 160/2023, ha tre obiettivi principali:

  • armonizzare le norme che regolano gli incentivi alle imprese, oggi disperse in decreti e regolamenti diversi;
  • semplificare le procedure amministrative di accesso, riducendo tempi e adempimenti;
  • fornire regole uniformi per l’utilizzo degli strumenti tecnici, dalle piattaforme alla gestione delle domande.

Una misura che premia professionisti e freelance

La riforma recepisce una richiesta che le categorie professionali avanzano da anni: essere trattate alla stregua delle imprese quando partecipano a bandi pubblici per l’innovazione, la digitalizzazione, l’aggiornamento tecnologico o gli investimenti produttivi. Finora, molti incentivi escludevano i professionisti per via di requisiti pensati esclusivamente per le imprese (codici ATECO specifici, dipendenti minimi, bilancio, requisiti patrimoniali). Una svolta che riconosce il ruolo economico dei lavoratori autonomi, spesso centrali nei servizi avanzati, nella consulenza e nelle attività legate alla trasformazione digitale.

Con il Codice unico degli incentivi alle attività produttive questi ostacoli vengono rimossi: i requisiti non pertinenti vengono esclusi e i bandi dovranno prevedere disposizioni specifiche per consentire un accesso effettivo e non discriminatorio.

Una coerente con il percorso avviato nel 2017

Il provvedimento chiude un processo avviato con la Legge 81/2017, il cosiddetto “Jobs Act del lavoro autonomo”, che aveva posto le basi per equiparare le tutele dei professionisti a quelle delle imprese. Il tema è stato al centro di diversi tavoli di confronto presso il Ministero del Lavoro, dove le rappresentanze autonome avevano più volte segnalato l’esigenza di accedere ai fondi per innovazione, formazione e investimenti, senza esclusioni strutturali.

Le parole del Ministro Calderone

«Con il Codice degli incentivi si realizza una riforma attesa da tempo, che rafforza la trasparenza e l’efficacia delle misure di sostegno e riconosce ai lavoratori autonomi pari opportunità di accesso alle agevolazioni», ha dichiarato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone, sottolineando come la nuova disciplina rappresenti «un segnale di equità e fiducia verso chi contribuisce ogni giorno alla crescita del Paese».