Energy Release 2.0, via libera: Rinnovabili a prezzo calmierato per le imprese

di Anna Fabi

29 Ottobre 2025 11:16

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Pubblicato il decreto che aggiorna il meccanismo Energy Release: entro il 2025 le imprese energivore potranno accedere a energia verde a 65 euro/MWh.

Con la pubblicazione sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) del Decreto 29 luglio 2025, registrato alla Corte dei Conti e reso ufficiale il 28 ottobre, diventa operativo l’Energy Release 2.0. Il provvedimento aggiorna le regole del meccanismo introdotto nel 2024, rafforzandone la funzione di sostegno alle imprese più esposte ai costi energetici e di stimolo agli investimenti in fonti rinnovabili.

Le prossime tappe prevedono entro novembre l’approvazione delle regole GSE ed entro dicembre la stipula dei primi contratti.

Energy Release 2.0 per la transizione delle imprese

L’Energy Release 2.0 è una delle misure centrali della politica industriale e climatica del Governo, conciliando la promozione delle rinnovabili con il sostegno alle imprese energivore, a cui è offerta energia pulita a prezzo calmierato. In arrivo anche nuovi impianti per la restituzione dell’energia ricevuta.

Il meccanismo si basa su un doppio pilastro: anticipazione di energia a condizioni vantaggiose e obbligo, in un secondo momento, di restituzione della stessa quantità di energia attraverso nuovi impianti rinnovabili. In questo modo il meccanismo sostiene sia la competitività delle imprese sia la crescita del comparto green nazionale.

L’Energy Release 2.0 risponde quindi a una duplice esigenza: assicurare stabilità ai settori industriali ad alta intensità energetica e accelerare la diffusione di energia rinnovabile nel tessuto produttivo. L’anticipazione a prezzo calmierato consentirà di ridurre l’esposizione delle imprese alla volatilità del mercato elettrico, favorendo una pianificazione più stabile dei costi di produzione.

Parallelamente, l’obbligo di restituzione dell’energia mediante la costruzione di nuovi impianti rinnovabili stimolerà investimenti diretti in fotovoltaico, eolico e altre fonti pulite. In prospettiva, quindi il meccanismo potrà diventare un modello di equilibrio tra politiche industriali e obiettivi climatici.

Nuove regole operative dal GSE

Entro la metà di novembre il Ministero approverà, insieme al GSE, le regole operative aggiornate e gli schemi contrattuali che disciplineranno la gestione del meccanismo. Il documento specificherà i criteri per l’anticipazione e la successiva restituzione dell’energia, oltre ai requisiti tecnici e finanziari per l’accesso da parte delle imprese energivore. Il GSE sarà inoltre incaricato del monitoraggio dell’intero ciclo: dalla fornitura iniziale di energia rinnovabile al tracciamento degli impianti costruiti per la restituzione. In questo modo, il sistema garantirà una filiera trasparente e misurabile, capace di coniugare efficienza economica e obiettivi di decarbonizzazione.

Rinnovabili a 65 euro/MWh per le imprese energivore

Il decreto stabilisce che le aziende energivore potranno beneficiare di un prezzo agevolato di 65 euro per megawattora per l’energia rinnovabile anticipata dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE). Si tratta di un valore inferiore rispetto alle quotazioni di mercato, pensato per attenuare l’impatto dei costi energetici su comparti industriali strategici come siderurgia, chimica, carta e ceramica.

Entro dicembre, il MASE prevede la sottoscrizione dei contratti per l’anticipazione dell’energia, così da garantire benefici immediati alle imprese già nel 2025. Nei primi mesi del 2026 sarà invece avviata la procedura competitiva per l’assegnazione degli obblighi di costruzione dei nuovi impianti destinati alla restituzione dell’energia anticipata, da completare entro 40 mesi dalla firma dei contratti.

Nei primi mesi del 2026 sarà infine avviata la gara per i nuovi impianti di restituzione, che dovranno entrare in funzione entro 40 mesi.

Strategia Energetica Nazionale

Il rilancio dell’Energy Release si inserisce nel più ampio percorso di transizione energetica definito dal PNIEC e dai piani di decarbonizzazione europei. Secondo il MASE, il nuovo schema contribuirà a “rafforzare la sicurezza energetica nazionale e la competitività del sistema industriale”, fungendo da ponte tra produzione rinnovabile e domanda delle imprese.

Per i settori energivori, l’accesso anticipato a energia verde a costo stabile rappresenta un vantaggio competitivo e un incentivo all’autoproduzione futura. Per il Paese, è un passo concreto verso una transizione equilibrata, dove la sostenibilità non penalizza ma sostiene la produttività.