Nextworks srl: vent’anni di tecnologia, visione e coraggio imprenditoriale

di Redazione PMI.it

Pubblicato 14 Luglio 2025
Aggiornato 22 Settembre 2025 15:29

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Un modello di impresa che sa coniugare visione tecnica, pragmatismo artigianale e coraggio imprenditoriale.

Quando Nextworks è nata, nel 2002, le startup non si chiamavano ancora startup. E a Pisa, nel cuore di uno dei poli tecnologici più vivaci d’Italia, c’erano ricercatori, ingegneri e sviluppatori che guardavano oltre i laboratori, immaginando un futuro in cui le reti, i dati e i dispositivi avrebbero potuto comunicare tra loro. In un’epoca in cui lo streaming video era considerato fantascienza e il VoIP (Voice over IP, tecnologia che permette di effettuare chiamate telefoniche utilizzando la connessione internet) un esercizio da tesi di laurea, un gruppo di pionieri digitali, composto da Gianluca Insolvibile e Nicola Ciulli, ha deciso di fare il salto: trasformare le proprie competenze in un’impresa italiana, fondata più sulla passione che su un business plan.

Gianluca Insolvibile, Manager e fondatore di Nextworks Srl, ha dichiarato: “Non partimmo con un piano, ma con una visione tecnica precisa: fare bene quello che sapevamo fare. E vedere fin dove potevamo arrivare.”

Nextworks: dal Consorzio Pisa Ricerche al primo megayacht

La genesi di Nextworks affonda le sue radici nel Consorzio Pisa Ricerche, dove i fondatori lavoravano a progetti europei e consulenze per aziende come RAI, Omnitel, Alcatel-Lucent, Wind e Marconi. Quando una commessa iniziò a richiedere attività continuative incompatibili con il mandato dell’ente, nacque l’idea di fondare una nuova società: così prese vita Nextworks.

La svolta arrivò grazie a Azimut Benetti, cantiere simbolo dell’eccellenza nautica italiana, che cercava una soluzione a un problema apparentemente banale: riuscire a vedere la TV a bordo di un megayacht, passando da un continente all’altro, senza sostituire tutti gli schermi. La soluzione proposta da Nextworks fu rivoluzionaria per l’epoca, siamo nel 2005: streaming digitale centralizzato su rete LAN, eliminazione dei cablaggi multipli e controllo centralizzato dei contenuti.

Sdoganata l’idea che una LAN di bordo potesse essere utilizzata per offrire servizi multimediali agli ospiti, Nextworks propose al cantiere di estenderne l’uso anche agli altri sistemi di bordo: telefonia, videosorveglianza e automazione di luci, clima e tende. Tutto su un’unica rete.

Quello che inizialmente era nato come una consulenza tecnica mirata si trasformò rapidamente in un modello integrato di comunicazione, comfort e controllo, destinato a diventare il precursore delle moderne soluzioni di domotica e automazione ambientale, sia in ambito nautico che residenziale.

Una filosofia bottom-up: creare prima di vendere

A differenza di molte aziende nate da un’esigenza di mercato, Nextworks è cresciuta dalla tecnologia verso l’applicazione, senza scorciatoie commerciali. Ogni progetto, da Sealux a Symphony, dai primi sistemi VoIP fino alle piattaforme attuali, è nato dalla volontà di risolvere problemi concreti con eleganza tecnica e sostenibilità infrastrutturale.

Questa impostazione ha portato l’azienda a sviluppare soluzioni per il living tecnologico di fascia alta (ville, hotel, yacht) e, più recentemente, per contesti complessi come residenze medicalizzate, centri direzionali e smart environment.

Dalla visione all’ecosfera digitale

Nel corso degli anni, i fondatori di Nextworks hanno poi teorizzato il concetto di “ecosfera digitale”: un ambiente connesso in cui dati, persone e dispositivi comunicano in tempo reale, migliorando l’esperienza quotidiana senza che la tecnologia diventi invasiva. Una visione che anticipava temi oggi al centro del dibattito sull’Internet of Things, l’intelligenza ambientale e i servizi predittivi.

Come sottolinea Gianluca Insolvibile, la tecnologia più efficace non è quella che si impone all’attenzione, ma quella che diventa invisibile, integrandosi in modo naturale nelle nostre vite e nei nostri processi quotidiani: “La tecnologia funziona davvero quando scompare. Quando smette di stupire e comincia a semplificare. Non è nella meraviglia che risiede il suo valore, ma nella sua capacità di integrarsi in modo naturale con le nostre abitudini, i nostri gesti, il nostro lavoro. Una buona tecnologia non chiede attenzione: lavora in silenzio, in sottofondo, migliorando l’esperienza senza diventare protagonista.”

Nextworks, un’azienda che ha scelto di restare a Pisa

In un panorama in cui la maggior parte delle menti brillanti prende il treno per Milano o il volo per Berlino, Nextworks ha fatto un’altra scelta coraggiosa: restare a Pisa. Ancorarsi a un territorio che offre cultura tecnica, università eccellenti e una qualità di vita compatibile con la creatività. Oggi Nextworks conta oltre 60 professionisti, con progetti attivi in tutta Europa e una reputazione consolidata come system integrator ad alta complessità.

Questa scelta di radicamento territoriale non ha limitato l’ambizione, anzi ha favorito un modello di crescita sostenibile, attrattivo per talenti che cercano contesti stimolanti ma equilibrati. Negli anni, Nextworks ha saputo coniugare l’anima ingegneristica con una visione progettuale orientata all’innovazione, diventando un punto di riferimento per soluzioni su misura nei settori yachting, hospitality e smart building.

Nextworks verso il futuro, tra innovazione e scalabilità

Oggi Nextworks affronta una nuova fase: consolidare ciò che è stato costruito in 20 anni e rendere le proprie soluzioni scalabili verso mercati emergenti, mantenendo intatto lo spirito originario. L’azienda non ha mai smesso di credere che l’innovazione sia una questione di dettagli, e che la passione sia il motore più affidabile quando si costruisce tecnologia su misura per le persone. Un modello di impresa che sa coniugare visione tecnica, pragmatismo artigianale e coraggio imprenditoriale, e che rappresenta al meglio quella parte del Made in Italy che innova lontano dai riflettori, ma lascia il segno.