BTP Green, in arrivo nuovo titolo a 12 anni con scadenza ottobre 2038

di Anna Fabi

22 Settembre 2026 11:02

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BTP Green 2038, il MEF affida a sei banche il collocamento sindacato: cedole, rendimenti e codici ISIN dei cinque titoli verdi già negoziabili sul MOT

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha affidato a un consorzio di banche il mandato per il collocamento di un nuovo BTP Green a 12 anni, il primo titolo di Stato verde di nuova emissione dopo una serie di riaperture di linee già in circolazione: cedola, prezzo e importo saranno noti solo a collocamento chiuso. L’operazione si affianca alle aste di fine settembre già in calendario.

Per il risparmiatore, il nuovo titolo allarga la gamma dei BTP Green acquistabili sul mercato secondario, dove le linee già quotate offrono rendimenti diversi a seconda del prezzo pagato.

In sintesi:

  • il nuovo titolo scade il 30 ottobre 2038 e il collocamento è affidato a Barclays, BNP Paribas, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo, J.P. Morgan e Société Générale, secondo il comunicato MEF n. 97 del 21 settembre 2026;
  • i proventi raccolti nel 2026 finanziano spese del bilancio dello Stato ripartite fra le sei categorie del Quadro di riferimento pubblicato il 4 dicembre 2025;
  • le emissioni del 2025 hanno raccolto circa 13,6 miliardi di euro, destinati per quasi quattro quinti a efficienza energetica degli edifici e trasporti (Rapporto 2026 su Allocazione e Impatto);
  • i BTP Green già negoziabili sul MOT sono cinque, con scadenze dal 2031 al 2046 e taglio minimo di 1.000 euro;
  • cedole e plusvalenze scontano l’imposta sostitutiva del 12,5%, come per tutti i titoli di Stato.

Nuovo BTP Green 2038: collocamento affidato a sei banche

Il BTP Green 2038 è un titolo di nuova emissione con durata di 12 anni e scadenza 30 ottobre 2038, collocato dal Tesoro tramite un consorzio guidato da Barclays Bank Ireland, BNP Paribas, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo, J.P. Morgan e Société Générale. Il comunicato MEF n. 97 del 21 settembre 2026 non indica importo, cedola né data dell’operazione, che il Ministero lega alle condizioni di mercato: i dati definitivi arrivano con il comunicato dei risultati, pubblicato lo stesso giorno del collocamento.

Dopo il lancio del BTP Green 2046 nel gennaio 2025, il Tesoro aveva ampliato l’offerta riaprendo linee esistenti, in sindacato e in asta: il nuovo 2038 aggiunge una sesta scadenza alla serie. La scadenza colloca il nuovo titolo fra il BTP Green 2037 e il BTP Green 2045, l’intervallo finora scoperto nella curva dei titoli verdi.

BTP Green in circolazione: ISIN, cedole e scadenze

Sul MOT di Borsa Italiana sono negoziabili cinque BTP Green, tutti a tasso fisso con cedola semestrale e rimborso alla pari in un’unica soluzione a scadenza:

Titolo, scadenza e cedola annua Codice ISIN
BTP Green 30 ottobre 2031, cedola 4% IT0005542359
BTP Green 30 aprile 2035, cedola 4% IT0005508590
BTP Green 30 ottobre 2037, cedola 4,05% IT0005596470
BTP Green 30 aprile 2045, cedola 1,50% IT0005438004
BTP Green 30 aprile 2046, cedola 4,10% IT0005631608

Il 2045, primo titolo della serie emesso nel marzo 2021 con tassi vicini allo zero, ha la cedola più bassa e per questo si scambia sotto la pari quando i rendimenti di mercato superano l’1,50%: il guadagno dell’investitore arriva in buona parte dal rimborso a 100 alla scadenza. Le linee emesse dal 2022 in poi pagano cedole fra il 4% e il 4,10%.

Cedola e rendimento BTP Green: l’esempio su 10.000 euro

Il rendimento di un BTP Green dipende dal prezzo pagato oltre che dalla cedola, come mostrano le ultime due riaperture in sindacato calcolate su 10.000 euro nominali ai prezzi ufficiali di emissione, senza rateo di interessi e commissioni:

Voce BTP Green 2037 (giugno 2025) BTP Green 2046 (gennaio 2026)
Prezzo di emissione 103,866 99,778
Esborso per 10.000 euro nominali 10.386,60 euro 9.977,80 euro
Cedola annua lorda 4,05% 4,10%
Cedola semestrale netta 177,19 euro 179,38 euro
Differenza al rimborso −386,60 euro +22,20 euro
Rendimento lordo all’emissione 3,692% 4,158%

Chi ha sottoscritto la riapertura del 2037 ha pagato il titolo sopra la pari e a scadenza riceverà 386,60 euro in meno di quanto versato: la perdita, distribuita sugli anni di vita residua, porta il rendimento sotto la cedola. Nella riapertura del BTP Green 2046 il prezzo sotto 100 ha prodotto l’effetto opposto, con un rendimento superiore alla cedola.

Per il BTP Green 2038 il prezzo sarà fissato al collocamento in base alla curva dei rendimenti dei BTP ordinari di durata simile. Al lancio del 2037, nel maggio 2024, il titolo verde fu prezzato 9 punti base sopra il BTP marzo 2037: i Green non hanno finora chiesto all’investitore di rinunciare a rendimento in cambio della destinazione ambientale dei fondi.

Come comprare il BTP Green: sindacato, MOT e tassazione

Il collocamento sindacato si svolge fra le banche del consorzio e gli investitori istituzionali, mentre il risparmiatore acquista il BTP Green sul mercato secondario attraverso la propria banca o piattaforma di trading, dopo l’avvio delle negoziazioni sul MOT, con taglio minimo di 1.000 euro e multipli. Per l’ordine servono questi controlli:

  1. individuare il codice ISIN della linea scelta nella tabella dei titoli in circolazione o, per il 2038, nel comunicato dei risultati del MEF;
  2. inserire l’ordine dal conto titoli con un prezzo limite, per non pagare più del corso di mercato;
  3. calcolare il costo effettivo sommando al prezzo il rateo di interessi maturato dall’ultima cedola e le commissioni dell’intermediario.

Per le persone fisiche cedole e plusvalenze scontano l’imposta sostitutiva del 12,5% prevista per i titoli di Stato dal D.Lgs. n. 239/1996, trattenuta direttamente dall’intermediario. Il vantaggio fiscale non vale invece per le società di capitali: chi investe la liquidità aziendale di una SRL in BTP porta le cedole nel reddito imponibile IRES come ogni altro interesse.

Proventi BTP Green: le categorie del nuovo Quadro di riferimento

I proventi dei BTP Green emessi nel 2026 finanziano spese del bilancio dello Stato con ricadute ambientali, fra incentivi fiscali, investimenti e spese correnti, classificate secondo il “Quadro di riferimento per l’emissione dei titoli di Stato Green” aggiornato il 4 dicembre 2025, che allinea i criteri di selezione ai Green Bond Principles dell’ICMA e alla Tassonomia UE. Le categorie di spesa sono:

  • energia rinnovabile;
  • efficienza energetica;
  • trasporto sostenibile;
  • misure per la resilienza climatica e ambientale;
  • protezione dell’ambiente, dell’acqua e della biodiversità;
  • ricerca ambientale.

Rispetto al Quadro del 2021 cambiano le denominazioni delle categorie quarta e quinta: la voce su prevenzione e controllo dell’inquinamento ed economia circolare lascia il posto alle misure per la resilienza climatica e ambientale, mentre la tutela dell’ambiente e della biodiversità comprende ora in modo esplicito l’acqua. Il comunicato del 21 settembre indica come componenti principali l’efficienza energetica degli edifici e i trasporti, in gran parte investimenti in infrastrutture ferroviarie, elettrificazione delle linee esistenti e manutenzione della rete.

Le spese ammissibili sono selezionate dal bilancio dello Stato in una finestra che va dai tre anni di bilancio precedenti all’anno successivo all’emissione, con priorità all’anno in corso e ai due precedenti. Per il 2026 le cifre sono stime costruite sugli stanziamenti di bilancio, mentre per gli anni passati il MEF usa i dati di consuntivo.

Efficienza energetica e ferrovie assorbono quasi l’80% dei fondi

Il Rapporto 2026 su Allocazione e Impatto, pubblicato dal MEF il 24 giugno 2026, ricostruisce l’uso dei circa 13,6 miliardi di euro raccolti con i BTP Green emessi nel 2025, classificati ancora secondo le categorie del Quadro del 2021 e spesi nel quadriennio 2022–2025:

Categoria di spesa Quota e importo
Efficienza energetica degli edifici 45,2% (poco meno di 6,2 miliardi)
Trasporti 34,7% (oltre 4,7 miliardi)
Tutela dell’ambiente e della diversità biologica 9,4% (quasi 1,3 miliardi)
Prevenzione e controllo dell’inquinamento, economia circolare 5,9% (805 milioni)
Ricerca in materia di sostenibilità ambientale 3,8% (516 milioni)
Fonti rinnovabili 1,1% (quasi 150 milioni)

La quota maggiore finanzia gli incentivi fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, in prevalenza privati, mentre ai trasporti vanno manutenzione ed elettrificazione della rete ferroviaria, nuove tratte ad alta velocità, autobus elettrici e incentivi al rinnovo dei veicoli. Alle fonti rinnovabili arriva poco più dell’1%, sotto forma di agevolazioni per l’energia prodotta e autoconsumata: chi compra un BTP Green pensando a impianti solari o eolici finanzia soprattutto detrazioni edilizie e ferrovie. Il MEF stima per questi interventi una riduzione delle emissioni di CO2 di circa 38 milioni di tonnellate.

Caratteristiche di collocamento, regolamento e convenzioni di calcolo dei titoli verdi sono riportate nella scheda del Dipartimento del Tesoro sui BTP Green.