Debiti Equitalia, annullato il 20%

Secondo Equitalia solo il 5% dei debiti fiscali può essere riscosso poiché i restanti sono bloccati da autotutela, sentenze o fallimenti, ma non mancano gli errori di addebito.

Equitalia
Su oltre 1.000 miliardi, negli ultimi 15 anni 
Equitalia è riuscita a riscuotere soltanto un esiguo 5% (51 mld di euro) di tutti i crediti affidati all’’Ente della riscossione. A tracciare il quadro completo è stato il suo amministratore delegato, Ernesto Maria Ruffini, in audizione davanti alle Commissione Finanze del Senato. Ne è emerso uno scenario preoccupante, che tra le righe evidenzia come la maggior parte degli evasori fiscali – al netto degli errori di debito e delle sospensioni di pagamento – aggiri sistematicamente tributi e imposte dovute.

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Di fatti, molte somme a ruolo risultano ad oggi praticamente irrecuperabili. Basta pensare ai 138 miliardi dovuti da soggetti falliti, ai 78 miliardi di debiti facenti capo a persone decedute e imprese cessate, ai 92 miliardi di debito di nullatenenti in base ai dati dell’Anagrafe Tributaria. In questi casi si tratta di “posizioni per cui si sono tentate invano azioni esecutive”.

Un’altra grossa fetta di debiti sospesi, risulta essere in relazione a forme di autotutela o sentenze. Ad esempio norme a favore dei contribuenti, quali gli interventi sul valore minimo per l’iscrizione ipotecaria o l’impignorabilità della prima casa, oppure la dilazione in rate.

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Debiti non riscossi

Analizzando in dettaglio questo enorme “buco”, di quanto parliamo in soldoni? In termini di valore delle cartelle, il 3% va da 1 a mille euro, l’8% da mille a 5mila, il 6% da 5mila a 10mila, il 20% da 10mila a 50mila euro, il 9% da 50mila a 100mila euro e, infine, il 53% è oltre i 100mila euro. A completare il disegno va evidenziato che la maggior parte delle riscossioni, che comunque non superano in media gli 8 miliardi l’anno, sono rateizzate. Dal 2008 fino al 31 dicembre 2015, Equitalia ha gestito circa 5,6 milioni di istanze di rateizzazione, per un valore di oltre 107 miliardi di euro.

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Debiti annullati

In molti casi, in realtà, si tratta anche di cartelle di pagamento poi annullate dagli stessi creditori, in quanto frutto di errori, emersi a seguito delle impugnazioni dei presunti debitori. Parliamo di una quota che si aggira intorno al 20,5%. In pratica, negli ultimi 15 anni una volta su cinque le somme iscritte a ruolo, la cui riscossione è stata affidata a ad Equitalia, sono risultate essere frutte di una indebita richiesta, originata da un errore di valutazione da parte di enti pubblici (INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate, Comuni e pubbliche amministrazioni…). Nel periodo in oggetto parliamo di 217 miliardi di euro.

Fonte: Audizione 9 febbraio 2016

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