Copyright e Privacy su Internet: nuove regole UE

di Tullio Matteo Fanti

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Il Commissario UE alla Giustizia Viviane Reding interviene sul delicato rapporto tra libertà e copyright su Internet; proponendo una legge sulla privacy dei dati degli utenti.

In tutto il trambusto generato in quest’ultimo periodo da SOPA, PIPA, FAVA e Megaupload, si solleva la voce di Viviane Reding, Commissario UE alla Giustizia: occorre trovare un equilibrio tra interventi per la protezione del copyright e libertà di espressione, e proteggere al contempo i dati degli utenti su Internet, con novità che potrebbero riguardare anche le aziende impegnate nella gestione della privacy.

Il Digital Life Design (DLD) in Germania è stato infatti occasione, da parte di Viviane Reding, per ricordare come «la politica europea miri ad equilibrare il rispetto di entrambi i diritti; libertà di informazione e diritto d’autore non devono quindi essere nemici, ma partner».

«La protezione dei creatori non deve mai essere usata come pretesto per intervenire sulla libertà di Internet», ha specificato la Reding riferendosi a quanto accaduto con la clamorosa chiusura da parte dell’FBI del sito Megaupload e a tutte le possibili conseguenze per chi avesse condiviso all’interno del servizio incriminato materiale protetto da copyright o o perfettamente legale, magari per un utilizzo prettamente lavorativo.

Il richiamo fa naturalmente da eco alle leggi americane anti-pirateria: il SOPA (Stop Online Piracy Act), anzitutto, che seppur apparentemente archiviato dalle proteste che ne sono conseguite, sembra poter ancora estendere i suoi principi grazie alla PIPA (Protect Intellectual Property Act), attualmente in discussione al Senato degli Stati Uniti.

Il Commissario europeo è inoltre intervenuto sulla questione del diritto all’oblio degli dati correlati agli utenti di Internet: sarebbe infatti auspicabile che chiunque avesse il diritto di cancellare i propri dai online, in qualsiasi momento, previa richiesta esplicita. Servirebbe quindi «una legge (europea) da applicarsi a tutti gli Stati membri, a tutte le aziende che offrono i loro beni e servizi ai consumatori, anche se i loro server si trovano fuori dai confini europei».

La legge, qualora andasse in vigore, costringerebbe le aziende a specificare in termini chiari le policy relative alla privacy dei loro clienti, spiegando loro per quanto tempo i dati verranno conservati e con quali finalità. Ciò comporterebbe inoltre la presenza di personale qualificato dedicato al trattamento dei dati e l’obbligo di informare gli utenti, entro 24 ore, in caso di furto di dati personali.