Software commerciali, anche lì c’è l’Open Source

di Claudio Mastroianni

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Secondo uno studio di Gartner molte applicazioni proprietarie già includono codice "libero", ed entro il 2011 lo farà oltre l'80% dei software in commercio

Sostituire i software aziendali con i programmi Open Source? Se per molti irriducibili questa è un’idea che non può neppure esser presa in considerazione, Gartner avverte: pretendere di ignorarli non è più un opzione considerata accettabile.

Il gruppo di ricerca ha infatti compiuto un analisi sullo stato attuale in cui versa il settore del software libero. E le previsioni parlano chiaro: entro il 2010, oltre l’80% di tutti gli applicativi commerciali in vendita conterrà al suo interno frammenti di codice derivati dalla comunità Open Source.

Una pratica che secondo Gartner sarebbe già comune per molti applicativi enterprise venduti poi come proprietari, e di cui l’acquirente spesso non sa nulla. Dimostrazione della grande stabilità raggiunta ora dal software libero, sottolineata anche dagli stessi ricercatori: «L’Open Source non è una nicchia, l’Open Source non è una moda passeggera. È la più grande occasione nel settore dell’IT aziendale».

Il consiglio di Gartner ad ogni impresa è quello di sviluppare al più presto una politica interna di introduzione del software libero, da affiancare a quello proprietario. I tempi dell’utilizzo “non dichiarato” di prodotti Open Source è ormai finito.

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