Microsoft spiega il suo “software plus services”

di Claudio Mastroianni

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Redmond non crede in una transizione completa ai SaaS, ma prospetta una maggiore integrazione degli applicativi tradizionali con i sistemi di condivisione on-line

Niente “Software-as-a-Service”, per Microsoft: il colosso di Redmond non crede in questa soluzione, e preferisce parlare piuttosto di “Software plus services”. A rivelarlo è lo stesso Steve Ballmer, CEO dell’azienda statunitense, nel corso di un keynote durante la Microsoft Worldwide Partner Conference.

Ballmer nega la possibilità di un futuro dell’informatica privo di applicativi off-line, ma traccia l’immagine di un mondo che combina gli applicativi tradizionali con i servizi on-line.

«Solo un modello che unisca il meglio dell’offerta desktop – come le interfacce utente ricche di opzioni – con la possibilità di lavorare sia off-line che on-line sarà in grado di superare le attuali abitudini d’uso» ha dichiarato il CEO Microsoft.

Per Ballmer, gli utenti non sono ancora disposti ad abbandonare le molteplici possibilità offerte dai software tradizionali, ma sono comunque attirati dall’immediatezza e dalla velocità delle applicazioni on-line. Per questo motivo, secondo il CEO, la strada è una sola: rendere gli applicativi off-line tanto immediati quanto quelli sul Web.

La transizione al nuovo modello, secondo il capo di Microsoft, sarà comunque graduale. Il colosso di Redmond ha però già iniziato un percorso che porterà all’ammodernamento della sua offerta. A partire dal potenziamento dei suoi data center, che serviranno a sostenere il carico dei nuovi servizi on-line.