Intel: il futuro è mobile

di Paolo Iasevoli

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Al CES 2008 Intel annuncia tempi bui per i PC desktop, destinati a cedere il passo a notebook e Ultra Mobile PC. Tutto merito dei nuovi chipset come Menlow

«Vogliamo essere mobili e non più legati alle nostre scrivanie… dobbiamo poter portare la nostra potenza di calcolo con noi». Queste le eloquenti parole con cui Mooly Eden, manager di Intel, ha sintetizzato il suo intervento al CES 2008.

La conferenza internazionale di Las Vegas si rivela ancora una volta uno specchio sulle imminenti novità in ambito informatico, e questa volta in pericolo ci sono nientemeno che i tradizionali PC desktop. Secondo le stime, infatti, entro il 2009 le vendite dei portatili supereranno quelle dei loro cugini da scrivania.

I motivi dell’imminente supremazia dei dispositivi mobili sono molteplici. La vita sempre più lunga delle batterie, connessioni wireless rese più efficienti dalla crescente copertura e processori che assicurano una potenza di calcolo che ha poco da invidiare ai PC desktop.

E non è tutto. Secondo Intel il trono dei sistemi desktop è insidiato anche dagli Ultra Mobile PC, che finalmente dovrebbero affermarsi sul mercato numerose incertezze. Anche qui le performance sono in costante aumento, e un UMPC delle dimensioni di un libro ha la stessa potenza di calcolo di un laptop uscito 2 anni fa.

È il caso del nuovo dispositivo presentato per l’occasione da Toshiba, e basato proprio su Menlow, il chipset sviluppato da Intel appositamente per gli UMPC. In questo caso la sfida è riuscire ad ottenere prestazioni elevete a consumi ridotti. Questo sia a causa della batteria non illimitata sia a causa del rischio di surriscaldamento.

Dennis Moore, CEO del produttore di UMPC OQO, ha così commentato: «non è un grosso problema per i PC desktop, perché è sufficiente inserire una ventola per il raffreddamento. Ma un UMPC è più piccolo di una ventola per PC»!