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Il Mobile di Intel a SMAU: il Business in un touch

di Alessandro Longo

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Intel cavalca il nuovo trend del Mobile Working con un'offerta mirata di prodotti e soluzioni per lavorare su device ibridi e terminali mobili, sempre in massima sicurezza.

Intel punta sulla Mobilità, nuovo focus mondiale di investimento, con interessanti ricadute anche per le PMI: «grazie al touch, i nuovi dispositivi abilitano modalità di utilizzo IT più facili e immediate. Sono quindi uno sprone per la digitalizzazione della piccola e media azienda italiana», ha spiegato a PMI.it Luca Romani, responsabile del Canale Intel in Emea.

Cosa mostra Intel a SMAU in relazione a nuovi investimenti e innovazione?

Siamo molto interessati alle piattaforme 2 in 1 e vogliamo vincere sul mercato dei Tablet, che sta crescendo tanto a livello mondiale, e quindi a SMAU mostriamo tanta mobilità. Ma non solo: un’altra area in cui Intel sta investendo è la Sicurezza. Con l’arrivo di nuovi standard e sistemi operativi bisogna preoccuparsi della sicurezza dei nuovi device presenti in aziende. Nelle PMI, per affrontare questi temi ci dobbiamo rivolgere spesso al rivenditore IT. Gli forniamo gli strumenti per gestire al meglio le questioni della sicurezza e della mobilità, visto che in molte piccole aziende non c’è un responsabile IT interno.

Cominciamo dalla Mobilità: cosa vuol dire per le PMI italiane questa attenzione crescente per tablet e 2 e 1?

E’ un’opportunità. I nuovi formati abilitano un’interazione diversa con gli oggetti. E questo riguarda non solo i vendor hardware ma anche gli sviluppatori software, che possono presentare soluzioni innovative alle PMI sfruttando il touch. Per esempio, in Windows 8: io stesso ho appena ricevuto un nuovo pc 2 in 1 che consente di usare le classiche applicazioni Office in touch. Lo trovo molte funzionale, molto facile da apprendere. Penso a chi in macchina o aeroporto deve consultare i propri dati di vendita. La velocità e l’immediatezza di utilizzo sono ottimali, con questi strumenti. Le applicazioni touch si sforzano pure di essere più intuitive di per sé. Sono costrette a esserlo, perché hanno meno punti di contatto all’interno della stessa schermata. Ci sono poche grandi icone che danno un accesso facile ai contenuti.
Dal vostro punto di osservazione, come vedete diffondersi tutto questo nelle PMI italiane?

Non è un segreto che veniamo da un brutto periodo per l’economia. Negli ultimi anni gli investimenti sono stati dettati da esigenze immediate, non da uno sguardo di lungo periodo. Abbiamo visto però che in Emea c’è un numero incredibile di PMI con computer che hanno un ciclo di vita superiore ai quattro anni. Come convincerle a cambiare computer, in questa fase economica? Con lo sprone dell’innovazione. Le applicazioni touch in Windows 8 sono una grande opportunità in questo senso. Vede, io credo che la PMI sia pronta a recepire le innovazioni, ma ha bisogno di avere molto chiaro il ritorno dell’investimento.

Questo vuole dire che tra le PMI le innovazioni di cui parliamo non hanno ancora fatto breccia?

Bisogna aspettare che maturi l’ecosistema degli sviluppatori. Windows 8 è un’ottima piattaforma, ma ci vuole tempo perché gli sviluppatori adeguino le proprie app. Per esempio, ci vogliono applicazioni che automatizzino i processi di logistica. Altre che facilitino l’accesso ai dati da parte del settore dirigenziale. I proprietari e i soci dirigenti delle PMI hanno spesso già un tablet. Già percepiscono il vantaggio della mobilità e del touch. Se riusciamo a soddisfare le loro esigenze, il formato 2 in 1 può fare la differenza.

Si diceva la sicurezza: come stanno mutando gli approcci a quella IT nelle PMI?

Fino a poco tempo fa, il settore informativo nella PMI è vissuto in isolamento. Già con la diffusione di accesso a internet, il paradigma è un po’ cambiato. Intel ha un prodotto, Small Business Advantage, che aiuta le aziende a gestire accesso ai dati e backup, tramite i rivenditori. Adesso la PMI vive questa fase. Ha molti dati e vuole la certezza che non circolino troppo facilmente nella rete. Ha bisogno di una protezione perché non vengano copiati o portati all’esterno. Le sue anagrafiche, i contatti con i fornitori, i risultati di vendita. Sentono anche la problematica dei virus, ovviamente, ma la sicurezza del dato è ora la loro principale ansia.

L’arrivo di nuovi formati hardware come cambia l’approccio alla sicurezza nelle PMI?

Tutto cambierà rapidamente. Mi aspetto che gli strumenti di protezione si estendano dal pc a smartphone, tablet. Immagino nel 2014 un focus nello sviluppo di strumenti di sicurezza per i nuovi formati. Tutti i processori Intel hanno integrato la sicurezza a livello di hardware. Ogni volta che qualcuno accede ai dati, se non è autorizzato, viene bloccato dall’hardware del terminale, attraverso meccanismi di codice che prima non c’erano. Queste tecnologie di hardware protection si rivolgono più alle grandi aziende (le banche). Ma interessante anche per la MIi la possibilità di bloccare un pc rubato tramite una “pillola velenosa”  mandata via internet.

Quanto a previsioni, che altro potrebbe accadere nel 2014? E che cosa fa Intel in questo senso?

Siamo impegnati nella miniaturizzazione delle piattaforme, nello sviluppo di tecnologie grafiche e nella riduzione dei consumi. Questo perché il pubblico vuole usare terminali mobili, quindi con processori più piccoli, che consumino di meno ma che diano comunque un’esperienza soddisfacente. In realtà per le PMI la tecnologia è già pronta, ora si tratta di sensibilizzarle ad apprezzare i vantaggi dei nuovi device.

Come sensibilizzare le PMI?

Facendo percepire loro i benefici relativi, invece di raccontare i vantaggi della singola tecnologia. Questo è il messaggio che deve passare. Importante è anche coinvolgere tutti i partner per raccontare questi benefici. Ed è quello che Intel fa sul territorio.

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