Editoria digitale: l’Italia scommette sugli eBook

di Filippo Davide Martucci

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Crescita sostenuta per il mercato italiano dei libri digitali, che potrebbe esplodere nel 2010: in arrivo più dispositivi e partership editoriali. Ostacoli da smussare: norme su IVA e diritti d'autore

Anche se in ritardo, il mercato italiano dei libri elettronici sembra registrare un trend positivo: +32% nel 2009 su base annua. Gli editori cominciano dunque a credere negli eBook, che diventano un’alternativa ai “fratelli” su carta stampata, senza tuttavia sostituirli. Se il classico libro resta oggetto-feticcio da maneggiare, regalare e custodire, quello digitale può diventare un pratico compagno di viaggio (magari anche di lavoro), flessibile e maneggevole.

Il mercato italiano, però, pur in crescita rappresenta solo lo 0,04% di quello mondiale. Negli Stati Uniti lo scenario è diverso: gli eBook rappresentano l’1,5%, con la disponibilità di numerosi e-reader, tra cui spicca il recente Kindle Dx di Amazon, compatibile con gli standard di tutto il mondo e capace di visualizzare pagine di giornali oltre che libri di testo e documenti.

Cinthia Portugal, portavoce della società produttrice, sostiene che si vendano oggi 48 eBook ogni 100 libri cartacei. Insomma, la crescita delle vendite, per molti inaspettata, è avvenuta invece repentinamente facendo ottimamente sperare per il futuro dei libri digitali.

Di fatto, è comprensibile guardare con ottimismo al futuro se si fa riferimento ai dati: secondo l ‘organismo ufficiale americano preposto al monitoraggio del settore – l’International Digital Publishing Forum – nei primi nove mesi del 2009 il fatturato mondiale del libro elettronico ha raggiunto i 110 milioni di dollari (53,5 mld nel 2008), con una crescita del 105%. Basti pensare che l’ultimo libro di Dan Brown, “Il Simbolo Perduto”, ha venduto nel suo primo giorno di lancio più copie in formato digitale che cartaceo!

Il mercato italiano è caratterizzato da un numero di download in sistematica crescita. Un aspetto importante, visto che molti smartphone possono essere usati come reader per eBook e i cellulari hanno reso saturo il mercato del nostro Paese.

In proporzione, rispetto al traffico Internet, 1 italiano su 2 dei 25 milioni che navigano in Rete cerca informazioni sui libri elettronici o vuole acquistare un’eBook.

Un segnale interessante è poi la nomina di Cristina Mussinelli come unica rappresentante europea nel board di IDPF, il più importante osservatorio nazionale degli eBook. Già consulente per l’editoria digitale dell’Associazione Italiana Editori (AIE), si occuperà dello sviluppo dello standard ePub, uno dei formati maggiormente usati nel settore dei libri elettronici.

Per la stessa AIE il 2010 sarà il banco di prova per verificare il successo degli investimenti nel settore. Il boom potrebbe essere alle porte: l’offerta eBook si sta ampliando in Italia a diversi settori (dai dizionari ai libri di cucina, dai racconti alla narrativa per bambini, anche se il settore più importante resta sempre quello dei testi tecnici e professionali) e numerose case editrici partiranno quest’anno con i loro primi progetti editoriali elettronici.

Zanichelli, in partnership con Amazon, porterà i classici della letteratura italiana sui lettori digitali Kindle.

Sperling&Kupfer (Gruppo Mondadori) pubblicherà i suoi primi due eBook, e anche la casa editrice Dante Alighieri, che si occupa soprattutto di testi scolastici, investirà nel settore.

Tra gli altri: Libreria Strategica, specializzata in Marketing e Web Marketing; Lupetti, editore di comunicazione; Morlacchi, che si occupa di testi scolastici e universitari; Guerini&Associati che ha lanciato l’eBook “Love Management” e poi ancora Armenia, Max Formisano Training, San Giovanni’s, Hi Performance e Michele Tribuzio Editore.

Bruno Editore ha invece firmato un accordo editoriale per pubblicare i suoi eBook su Kindle, uno dei reader più noti e diffusi, e ha attivato una partnership con Apple per la pubblicazione su iPhone.

Siglare accordi è strategico in questo momento di crescita, tanto che i grandi gruppi internazionali si stanno muovendo in questo senso: famosa è la campagna acquisti di Sony che si è consorziata con Google Books e con la NewsCorp di Murdoch assicurandosi l’edizione elettronica del diffusissimo Wall Street Journal.

Cresce dunque la disponibilità dei libri digitali nel nostro Paese ma cresce anche la presenza degli e-Book reader e, accanto a device conosciuti come il Kindle2 di Amazon e terminali adattabili all’uso come l’iPhone di Apple, si diffonde la presenza di altri modelli: DR 1000S iLiad 2nd Edition e iLiad Book Edition, entrambi di iRex, BeBook eReader e Mini di BeBook, Cybook Gen3 e Cybook Opus di Booken, Interead COOL-ER di Coolreader e eSlick Reader di Foxit.

Ma ci sono anche novità: al CES 2010 svoltosi nelle scorse settimane, sono stati presentati i nuovi Slate, ovvero lavagne pensate apposta per leggerci libri o giornali. Il problema da risolvere è però quello di unificare gli standard degli eBook reader perché possano essere compatibili con gli editori di tutto il mondo.

Il “Financial Times” prevede che saranno venduti in tutto il mondo 10 milioni di e-reader nel corso del 2010, primi fra tutti il Kindle di Amazon e il Reader di Sony, non ancora commercializzato in Italia, che si avvalgono di schermi protettivi prodotti da Prime View International, azienda taiwanese leader del settore con una capitalizzazione di 2,1 miliardi di dollari.

Fabrizio Ligi, amministratore delegato di Deastore, terza libreria italiana online con 26 milioni di euro di fatturato sostiene: «partiremo con 250mila titoli scaricabili in lingua straniera e diecimila in italiano, in partnership con l’americana Ingram Digital e assieme agli editori italiani con i quali da marzo stiamo concludendo accordi di distribuzione digitale».

«Non posso far nomi, ma almeno con un grande editore l’accordo c’è già. L’obiettivo è offrire 50mila titoli in italiano entro l’anno. E venderne almeno 500mila euro».

Cristina Mussinelli guarda con fiducia al 2010: «arriveranno device di lettura a colori e doppia facciata, con più possibilità di download wireless” e per quanto riguarda i libri in italiano «gli editori stanno vincendo le titubanze. L’ostacolo più concreto a oggi è quello di cui si parla meno, i libri su carta pagano l’IVA al 4%, quelli elettronici al 20%. Cancelliamo la differenza e i risultati si vedranno«.

Per quanto riguarda i diritti d’autore, invece, sembra che ci si stia piano piano adeguando alla novità: gli editori che un tempo contemplavano solo la pubblicazione cartacea oggi chiedono agli autori di sottoscrivere clausole più ampie, come avviene da tempo in altri Paesi europei, lo sostiene anche l’agente letteraria Kylee Doust che dice: «l’inglese Canongate, comprando i diritti di Ammaniti, ha chiesto anche quelli elettronici, pagando una royalty. La differenza con l’Italia è che all’estero l’eBook esce, qui i diritti digitali sono ancora una formalità».

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