ITU: un caricabatterie universale per i cellulari di tutto il mondo

di Emanuele Menietti

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L'iniziativa della GSM Association per la realizzazione di un caricabatterie universale ha da poco ottenuto l'approvazione dell'ITU. L'ente delle Nazioni Unite si farà ora carico di promuovere l'operazione su scala globale con benefici per consumatori, produttori e ambiente

Il caricabatterie universale per i telefoni cellulari sarà presto realtà non solo per i paesi dell’Unione Europa, ma su scala globale. La conferma è giunta nel corso delle ultime ore dall’International Telecommunication Union (ITU), l’agenzia delle Nazioni Unite incaricata di monitorare e incentivare lo sviluppo omogeneo di nuove soluzioni tecnologiche nel campo della comunicazione tra i paesi aderenti all’ONU. Le recenti novità provenienti dell’ITU fanno seguito alle dichiarazioni di intenti formulate alcuni mesi fa dalla GSMA e dall’Unione Europea, che lanceranno il caricabatterie unico a partire dall’anno prossimo.

«L’ITU ha dato il proprio via libera per una nuova soluzione tesa a diffondere un caricabatterie universale per telefoni cellulari a basso consumo energetico. L’annuncio fa seguito all’impegno finora profuso dall’ITU per veder riconosciuto l’importante ruolo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nella bozza del Trattato di Copenhagen per mitigare gli effetti del cambiamento climatico» si legge nel comunicato stampa da poco diffuso dall’importante istituzione. Adottare un caricabatterie porterà, infatti, indubbi vantaggi nella riduzione dell’inquinamento e delle emissioni che contribuiscono al surriscaldamento globale.

Secondo la GSM Association (GSMA), l’adozione di un’unica soluzione universale per la ricarica dei telefoni cellulari potrà ridurre del 50% i consumi nelle fasi di standby, portare alla eliminazione di oltre 51mila tonnelate di potenziali caricatori ridondanti e consentire una riduzione significativa delle emissioni inquinanti stimata in -13,6 milioni di tonnellate di gas serra su base annua. Una grande opportunità per l’ambiente, dunque, ma anche per i produttori di telefoni cellulari che potranno abbattere i costi di produzione offrendo i loro telefonini senza caricabatterie.

«Ogni utente di un telefono cellulare potrà trarre beneficio dall’Universal Charging Solution (UCS), che consente di utilizzare il medesimo caricabatterie per tutti i dispositivi di prossima generazione, a prescindere della marca e dal modello. Oltre a ridurre drasticamente il numero di caricatori prodotti, distribuiti e successivamente buttati quando nuovi cellulari vengono lanciati sul mercato, il nuovo standard consentirà agli utenti di tutto il mono di ricaricare i loro dispositivi ovunque da qualsiasi caricabatterie disponibile, riducendo inoltre l’energia consumata per ogni ricarica» prosegue il comunicato stampa.

Per il nuovo standard è stato selezionato il formato Micro USB, come precedentemente indicato dai principali produttori aderenti alla GSMA. Numerosi telefoni cellulari adottano già questa soluzione per consentire la ricarica della batteria e al tempo stesso il trasferimento dei dati sui personal computer. Il formato Micro USB è inoltre molto diffuso e ciò dovrebbe consentire al nuovo caricabatterie universale di diffondersi rapidamente, con buona pace dei produttori, degli utenti e dell’ambiente.

La proposta di utilizzare una soluzione universale era stata ipotizzata per la prima volta dalla GSMA nel corso del mese di febbraio a margine delle iniziative del Mobile World Congress di Barcellona. Una iniziativa alla quale aderirono tutti i principali produttori di telefoni cellulari, come Nokia, Samsung, LG, Sony Ericsson e Motorola, e i più grandi protagonisti del comparto mobile come AT&T, 3 Group, T-Mobile, Vodafone, Telefonica e Telecom Italia. Solamente Apple decise di non partecipare, rivendicando la soluzione USB già adottata per il proprio iPhone, per poi ripensarci verso fine giugno aderendo formalmente all’operazione della GSMA.

Sempre durante lo scorso mese di giugno, l’idea del caricabatterie universale ha raccolto un esplicito plauso da parte dell’Unione Europea, tradizionalmente molto attenta sul fronte della diffusione degli standard comuni. Attraverso il proprio vicepresidente, Günter Verheugen, la Commissione Europea ha preso atto della soluzione assunta dalla GSMA sulla base di un processo di autoregolamentazione e non ha dunque ritenuto necessario introdurre strumenti legislativi in merito. L’Unione vigilerà comunque sull’operato dei produttori di cellulari, che dovrebbero essere in grado di introdurre sul mercato i primi dispositivi con sistema di ricarica universale già a partire dal prossimo anno e non dal 2012 come inizialmente previsto. La recente adesione dell’ITU dovrebbe costituire ora un valido incentivo per diffondere il sistema del caricabatterie unico su scala globale, oltre i confini del Vecchio Continente.