Ipotesi Motorola per il secondo smartphone targato Google

di Emanuele Menietti

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Stando alle prime indiscrezioni online, il nuovo Nexus Two di Google potrebbe essere uno smartphone prodotto da Motorola. L'ipotesi non trova conferme ufficiali, ma rilancia l'interesse di Mountain View verso l'area business

Il secondo smartphone interamente sviluppato da Google potrebbe essere prodotto da Motorola. L’indiscrezione circola online da alcuni giorni e sembra indicare il prossimo passo nella strategia di Mountain View per il comparto mobile dopo il debutto dell’atteso Nexus One. Il nuovo terminale, battezzato dagli autori dei rumor con l’esplicativo nome Nexus Two, ricorda il Motorola Droid e potrebbe rendere più efficace il decollo del nuovo store messo a punto da Google per la distribuzione dei dispositivi commercializzati con il proprio brand.

Le informazioni al momento disponibili sulla nuova creatura di Motorola sono frammentarie e, come da tradizione, non sono state confermate dal celebre produttore. Identificato con l’appellativo Nexus Two, il terminale potrebbe essere il nuovo Motorola Shadow sul quale si erano già diffuse alcune indiscrezioni in passato. Prima delle recenti immagini diffuse online, e ancora di dubbia provenienza, si era ipotizzato il lancio di un dispositivo ultrasottile con uno schermo da 4,3 pollici in grado di offrire una risoluzione massima intorno agli 800 x 480 pixel. Le elaborazioni grafiche circolate in Rete nel corso degli ultimi giorni sembrano confermare le dimensioni del terminale, ma introducono alcune importanti novità.

Il nuovo Nexus Two sembra essere destinato ad avere una forma molto simile all’ormai affermato Motorola Droid. Le poche immagini disponibili mostrano un dispositivo con tastiera QWERTY a scomparsa e tasto di navigazione per semplificare l’interazione con l’interfaccia e gli applicativi supportati dal terminale. Il dispositivo dovrebbe essere animato dall’ultima versione del sistema operativo Android e andrebbe ad arricchire l’attuale offerta messa in campo da Google con una soluzione maggiormente orientata all’area business.

La volontà di realizzare un secondo smartphone dalla forte impronta professionale, dunque lontano dall’animo consumer del Nexus One, era già stata ventilata durante la scorsa settimana da Andy Rubin, uno dei responsabili della società di Mountain View e tra i principali artefici del successo di Android. Nel corso di una intervista per il Wall Street Journal, Rubin ha prospettato l’arrivo di un nuovo dispositivo dotato di tastiera QWERTY a scomparsa, ritenuta più pratica della tastiera virtuale a schermo, maggiori funzionalità per la sicurezza e nuove soluzioni tecniche per facilitare l’integrazione nelle reti aziendali.

Un nuovo terminale di questo tipo potrebbe consentire a Google e alle proprie società partner di lasciare un’impronta maggiormente marcata nel comparto business. Le nuove soluzioni messe in campo dalla società di Mountain View basate su Android potrebbero portare a una maggiore concorrenza nei confronti di RIM, la società produttrice dei BlackBerry con un forte market share nel settore professionale. Le opportunità offerte sul fronte dalla messaggistica da RIM hanno fino a ora lasciato poco spazio ai competitor, anche se l’iPhone di Apple e con declinazioni diverse Windows Mobile sono riusciti a erodere parte dell’utenza BlackBerry. Un sistema sicuro e affidabile per la gestione delle mail e un dispositivo pratico e in grado di rispondere alle istanze dell’area business potrebbe consentire a Google di partecipare alla partita, integrando i propri servizi nel nuovo terminale grazie alla versatilità di Android.

Il nuovo Nexus Two, realizzato da Motorola o da un altro produttore, difficilmente farà la propria comparsa sul mercato in tempi brevi. Il progetto è ambizioso e per poter funzionare dovrà fare affidamento su una struttura articolata, in grado di offrire assistenza e servizi di qualità agli utenti. Da questo punto di vista, il debutto del Nexus One si è dimostrato meno indolore del previsto con numerosi disguidi, prezzi richiesti esosi e successivamente rivisti, un’assistenza poco capillare e alcuni problemi tecnici legati al funzionamento dello stesso dispositivo. La strada verso una seconda generazione dello smartphone made in Mountain View appare dunque ancora lunga.