Google interrompe il supporto per IE6 e i browser più datati

di Emanuele Menietti

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Entro poche settimane, i servizi Google Docs e Google Sites non offriranno più il pieno supporto per le versioni più datate dei browser. Mountain View invita gli utenti a installare le ultime edizioni per ottenere migliori prestazioni

Nel corso degli ultimi anni le soluzioni tecnologiche che animano il Web sono mutate sensibilmente e i browser più datati non sempre le supportano. Partendo da questo presupposto, Google ha da poco deciso di adottare una politica maggiormente incisiva sul fronte dei propri servizi e del supporto degli applicativi per navigare online. Tra poche settimane, infatti, Google Docs e Google Sites saranno pienamente compatibili solamente con le versioni più recenti dei browser maggiormente utilizzati dagli utenti.

Una vittima eccellente del nuovo corso intrapreso da Mountain View sarà Internet Explorer 6, una edizione ormai obsoleta del celebre applicativo di Microsoft, ma ancora utilizzata da un grande numero di utenti in Rete. La scelta di abbandonare il supporto per la sesta edizione del browser giunge ad alcuni giorni di distanza dalle ultime polemiche nate intorno al programma, ritenuto poco affidabile e oggetto di un recente aggiornamento di emergenza da parte di Redmond.

Secondo alcuni osservatori, la decisione di lasciare da parte Internet Explorer 6 sarebbe anche maturata in seguito alla presenza di una falla nell’applicativo che avrebbe di fatto facilitato la messa in atto degli attacchi informatici da poco denunciati da Google. Numerose istituzioni nazionali, compresi alcuni governi europei, hanno invitato gli utenti ad abbandonare la sesta edizione del browser sempre per motivi di sicurezza. Nonostante le versioni successive dell’applicativo siano ritenute molto più sicure, si stima che il 13,5% degli individui che navigano online utilizzi ancora Internet Explorer 6.

Il piano messo in atto da Google non interessa comunque il solo browser sviluppato da Microsoft. La società di Mountain View consiglia agli utenti dei servizi Docs e Sites di adottare le versioni più recenti degli applicativi per navigare online a partire da Mozilla Firefox 3.0, Google Chrome 4.0, Safari 3.0 e le edizioni dalla 7 in poi di Internet Explorer. Tali software sono maggiormente affidabili sul fronte della sicurezza e supportano meglio le soluzioni tecniche adottate dagli sviluppatori di Mountain View.

Salvo cambiamenti di programma, la nuova politica sarà adottata a partire dal prossimo mese di marzo. Entro poche settimane, dunque, i browser più datati saranno parzialmente compatibili con i servizi offerti da Docs e Sites, ma non potranno funzionare al meglio con le nuove opzioni e funzionalità di prossima introduzione. «Il 2010 sarà un grande anno per Google Apps e vogliamo assicurarci che ognuno possa trarre il meglio da ciò che stiamo sviluppando. Per favore, dedicate un po’ di tempo per portare la vostra organizzazione verso i browser più aggiornati ora disponibili» si legge in un post da poco pubblicato sul blog ufficiale Google Enterprise con l’esplicativo titolo “Modern browsers for modern applications”.

L’iniziativa interessa in primo luogo le imprese e le associazioni che utilizzano Google Docs e Google Sites per la gestione dei documenti e degli spazi online. La piattaforma sviluppata da Mountain View sfrutta un’ampia gamma di soluzioni avanzate di ultima generazione in grado di dimostrare pienamente le proprie potenzialità sui browser più recenti.

Consigliando l’aggiornamento dei browser, Google potrebbe anche ampliare l’attuale bacino di utenti del proprio applicativo Chrome. Il browser sviluppato da Mountain View è giunto da poco alla quarta versione stabile e inizia a riscuotere un buon successo grazie alla presenza di nuove funzionalità avanzate, come la sincronizzazione automatica dei preferiti su postazioni diverse (tramite medesimo account Google) e la possibilità di installare estensioni di terze parti per ampliare le potenzialità dell’applicativo. Il passaggio a una edizione più recente dei browser potrebbe dunque indurre gli utenti di Google Docs e Sites a prediligere Chrome, sistema sul quale Mountain View intende calibrare sempre più i propri applicativi tra le nuvole.