La stampante green riscrive i fogli

di Andrea Paternostro

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Inventata da Sanwa Newtec, usa uno speciale materiale plastico che può essere cancellato e ristampato 1000 volte. Costa 4mila euro

Una piccola rivoluzione in arrivo per il mondo della stampa, che potrebbe dire presto addio alle cartucce d’inchiostro e agli sprechi di carta. Come? Semplicemente riscrivendo i fogli usati, grazie ad uno speciale materiale plastico e ad un processo di sublimazione termica che estrae l’inchiostro e lo ricicla. Quando si inserisce un foglio già usato nella periferica -inventata dall’azienda giapponese Sanwa Newtec– è possibile cancellarlo e ristamparlo.

Dispositivi come questo possono aiutare a ridurre le montagne di carta che vengono stampate ogni giorno in ufficio: riunioni, brainstorming, presentazioni. Ogni fase di un progetto potenzialmente conduce a sprechi di carta ed emissioni di anidride carbonica, dannosi per l’ambiente; e anche se siamo abituati da anni a leggere le note “ecologiche” in calce ad una email, che invitano a stamparla solo se strettamente necessario, la strada da fare per un approccio eco-sostenibile ai luoghi di lavoro è ancora molta.

La serie di dispositivi prodotta dall’azienda nipponica si chiama RP (rewitable printer) e non usa inchiostri né toner, facendo rivivere la speciale plastica sottile impiegata al posto della carta. Il materiale, sensibile al calore, ha un ciclo di vita di circa mille utilizzi. Viene ricavato da una pellicola di polietilene tereftalato (PET) che conosciamo per il suo largo impiego in bottiglie, tubi, contenitori e altri oggetti di uso comune. Due caratteristiche promesse sono la piena resistenza all’acqua e la buona qualità del contrasto visivo.

Sul proprio sito ufficiale, Sanwa Newtec dichiara alcune stime relative ai possibili risparmi: a fronte dei circa 4 yen (3 centesimi di euro) necessari per stampare una facciata A4 di un foglio tradizionale, mentre con questo dispositivo si porterebbe il costo a 0,3 yen circa (0,0024 euro). Il consumo elettrico in fase operativa è 150 watt (contro i 430 in media di una stampante laser) mentre in stand-by non raggiunge i 10 watt, rispetto ai 65 dei modelli tradizionali. La stima d’uso nell’arco di un anno, ipotizzando di rimpiazzare la metà della carta con questo metodo, ammonta secondo il produttore giapponese ad una riduzione dei costi pari a 666mila yen annui (5400 euro), in un ambiente in cui 50 persone stampano 30 fogli ciascuna nei giorni operativi.

La stampante viene venduta a circa mezzo milione di yen, poco oltre 4mila euro. La carta costa 300 yen al foglio (2,44 euro) e può essere acquistata in lotti da mille unità. Al momento, infatti, il target prioritario dell’azienda nipponica sono le multinazionali, che sprecano volumi di carta considerevoli e possono ammortizzare più agevolmente i costi iniziali.