La Ferrari del futuro è coreana

di Barbara Weisz

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Gli studenti dell'Università Hongik di Seul vincitori del Ferrari World Design Contest 2011, davanti allo Ied di Torino e al RCA di Londra.

Il Made in Italy sale sul podio, con lo Ied di Torino, ma solo sul secondo gradino. Perchè la Ferrari del futuro si chiama “Eternità” ed è coreana. O meglio l’hanno progettata gli studenti dell’Università di Hongik, Seul, vincendo il Ferrari World Design Contest. Un concorso di design internazionale, che ha coinvolto 50 prestigiose scuole e università internazionali.

Una sfida ambiziosa, di quelle che rappresenterebbero un’occasione unica per qualsiasi designer del mondo: progettare una hypercar di ultima generazione, dal punto di vista delle tecnologie, dei materiali, delle performances e naturalmente dello stile. Come dicono a Maranello, la Ferrari del terzo millennio.

La vittoria è andata al progetto firmato da Kim Cheong Ju, Ahn Dre e Lee Sahngseok, della coreana università di Hongik, che meglio hanno saputo intepretare la richiesta di disegnare un’auto estrema nell’architettura, nello stile e nelle performances con una particolare attenzione ai materiali e alle tecnologie di ultima generazione, con un propulsore innovativo composto da superfici in carbonio a strati leggeri e un motore ad alta efficienza dotato di un generatore a idrogeno.

Al secondo posto, il concept di Samir Sadikhov (Azerbaigian), studente dello Ied di Torino, che si chiama “Xezri” e che nella linea aerodinamica e nella concezione è ispirato al vento: ha un alettone sul tetto che si solleva oltre i 200 all’ora e permette al vento di entrare e raffreddare il motore.

Terza posizione per l’inglese Henry Cloke e il cinese Qi Haitao, del Royal College of Art (RCA) di Londra. Il loro “Cavallino Bianco” è pensato come supermacchina invernale, per raggiungere una località sciistica in alta quota o per correre sul ghiaccio, con un motore a bio etanolo che ricarica le batterie di una propulsione elettrica.

A Maranello sono arrivati oltre 200 progetti da tutto il mondo, fra i quali sono stati selezionati sette finalisti. Oltre ai tre che alla fine sono saliti sul podio, lo Ied di Barcellona, l’Istituto d’Arte Applicata e Design (Iaad) di Torino, il College of Creative Studies (Ccs) di Detroit, la DSK Internation School of Design di Puna, in India.

Tutti hanno mostrato ottima attenzione a riduzione dei consumi, propulsioni alternative, tecnologie ibride, alleggerimento della vettura e si sono poi divertiti a disegnare auto stilisticamente degne del marchio sportivo più famoso del mondo. «La creatività dei giovani rappresenta un patrimonio fondamentale, in ogni settore dell’attività umana» ha sottolineato il presidente Luca Cordero di Montezemolo patrecipando alla premiazione: «Il Ferrari World Design Contest rappresenta una finestra che vogliamo tenere aperta sul mondo e sulle energie che alimentano le giovani generazioni. E’ con grande piacere che ho potuto apprezzare le tante idee che questi talenti ci hanno proposto, originali e innovative, da cui emerge tutta la loro passione e il loro impegno. Sono sicuro che alcune di queste proposte vedranno la luce sulle Ferrari del futuro».

Ai vincitori, stage a Maranello e borse di studio in denaro. A Consegnare i premi, insieme a Montezemolo, l’ad Amedeo Felisa, Paolo Pininfarina, presidente dell’omonimo gruppo storico partner delle rosse, e Flavio Manzoni, il direttore del centro stile di Maranello.
Assegnati anche due premi speciali: l’Autodesk Design Award, sempre agli studenti di Seul per il milgior utilizzo del software Alias (di Autodesk, partner del concorso) e un premio alla “Most unexspected  technological solution” agli studenti cinesi della Jiangnan University.